Nel corso della storia della Chiesa, una delle vite che più hanno caratterizzato la struttura ecclesiastica e l'esistenza cristiana è la vita monastica. Oggi se ne parla poco ed è un peccato, perché i tesori che il monachesimo racchiude e che gli sono peculiari potrebbero portare molti benefici anche agli uomini dei nostri giorni.
Tuttavia, molti penseranno che la loro vocazione non è quella di entrare in un monastero. Alcuni hanno magari una moglie, dei figli e chiaramente non possono abbandonarli. Però da qualche decennio a questa parte, grazie al lavoro di alcuni cristiani (cito per esempio Evdokimov e, in Italia, don Divo Barsotti), si è giunti alla definizione del carisma del cosiddetto "monachesimo interiorizzato".
Si tratta, in sostanza, di vivere il monachesimo da laici, pur rimanendo nel mondo. Non si tratta tanto di assumere qualche particolare abito esteriore, o alzarsi presto la mattina, o comunque adottare comportamenti esterni da monaci. Si tratta invece, prima di tutto, di vivere interiormente l'essenziale della vita monastica, cioè il quaerere Deum: cercare Dio. Cercare Dio come Assoluto, in umile accettazione della Sua volontà su di noi, in spirito escatologico, liturgico e contemplativo. Escatologico, perché si deve orientare la propria vita verso i beni eterni, non verso le caducità del mondo, che oggi sono e domani sfioriscono. Liturgico, perché si entra nella lode che sale da tutta la Chiesa verso Dio, respirando come respira la nostra amatissima Mater Ecclesia. Contemplativo, perché Dio chiama l'uomo a partecipare della Sua stessa vita divina. Il pieno raggiungimento di quest'obiettivo ci sarà solo in Cielo, dove contempleremo Dio faccia a faccia. Ma già su questa terra è possibile gustare un anticipo di Paradiso, gustare il mistero di Dio, gustare la Sua tenerezza. Così il laico può alzare gli occhi al Cielo e, con ferma fiducia e salda speranza, nella carità dello Spirito, porre il proprio cuore accanto a quello del Cristo e lasciarsene trasformare: cor ad cor loquitur.
Un tipo di monachesimo interiorizzato è quello della Comunità dei Figli di Dio, fondata da don Barsotti. Per capirci qualcosa di più riguardo al loro carisma e soprattutto riguardo al monachesimo interiorizzato, si può consultare questa pagina. Tuttavia, l'esperienza monastica interiore, in cui la cella non è più fisica, ma percorre i confini del nostro cuore, è molto libera. Non occorre necessariamente entrare in questa o quella comunità, ma si tratta di fare propri i principi fondamentali del monachesimo interiorizzato. Per questo è fondamentale, come insegna la tradizione dei Padri, la saggia guida di un padre spirituale, perché normalmente noi siamo degli asini quando vogliamo guidare noi stessi.
Posto anche una conferenza audio, riguardo a questo tema, di cui è autore p. Serafino Tognetti: