• http://4.bp.blogspot.com/_14vrv7ni7HM/TLYyK0PS85I/AAAAAAAABU8/h4xBT0R8kQU/s1600/20101013225550_D0064009.jpg



  •  

Arquivo do blog

segunda-feira, 19 de novembro de 2018

don Barsotti : La fede è la pietra miliare del rapporto con Dio

 

Barsotti, poco prima di morire, invitò i suoi monaci ad avere fiducia: «Dio non mancherà... Ricordatevi che la vita religiosa è un impegno di fede in Dio che è presente, ed è l’Amore infinito... Chiedo a voi la fede, una fede semplice, pura, ma grande».Del resto, per il mistico toscano, la fede è sempre stata la cosa più importante. «Le altre cose nel cristianesimo sono quasi una sciocchezza, ma la fede – diceva – è la cosa più difficile ed urgente. È la fede che il mondo attende da noi, e la fede non può essere sostituita da cosa alcuna. La fede è la pietra miliare del rapporto con Dio. La fede sono gli occhi, l’organo nuovo che Dio ci ha dato per poter entrare in rapporto con Lui vivendo nel mondo. Infatti è soltanto attraverso i sensi che possiamo entrare in rapporto col mondo fisico e, attraverso questo rapporto, vivere la vita umana; così non si può vivere una vita divina se non entriamo in rapporto con Dio».

Brani da Don Divo Barsotti


19.08.2017 13:46
La conoscienza intima e la realtà   di   Don Divo Barsotti
Discese agli Inferi di  Don Divo Barsotti
Audiovisivi dalla Comunità dei figli di Dio CDF :
Sermoni di Don Divo Barsotti  : 
LINK  a   :  Don Divo Barsotti e la santità    


Maggiori informazioni https://uomo-fra-il-nulla-e-l-infinito.webnode.it/news/brani-da-don-divo-barsotti/

Don Divo Barsotti il monaco de "L’attesa"


(di Cristina Siccardi)
Titolo originale: Il centenario della nascita di don Divo barsotti.
Don Divo Barsotti, del quale quest’anno si celebrano i cento anni dalla nascita (1914-2006), pur essendo stato prolifico pensatore e scrittore, non viene citato dalla maggioranza dei teologi. Per quale ragione?
Seppure apprezzato dalle più alte gerarchie ecclesiastiche a lui contemporanee, questo monaco mistico fu un “grillo parlante” che non ebbe paura di mettere, pubblicamente, il «dito nella piaga»: la volontà di molti uomini di Chiesa di abbracciare il mondo.

Pietro Zovatto, autore dell’introduzione al libro del monaco toscano "L’attesa" - Diario: 1973-1975 (San Paolo, pp. 266) scrive: «Anche il Concilio Vaticano II, e più precisamente nella costituzione Gaudium et spes, non sfugge all’ambiguità nel determinare il rapporto chiesa-mondo e si lascia sfuggire un’occasione unica, quella di portare la Croce al centro dell’assise conciliare. 
Forse i padri conciliari opinavano di non prendere di petto l’orientamento prevalente del “processo della storia” in corso verso la mondanità, mentre proprio questo “ipostatizzare la vita del mondo” (20.7.1974) è come legittimare il rifugio dell’uomo in un luogo dove non si trova che l’assenza di Dio, nella “vanità di ogni valore creato. Lo Spirito Santo sempre ha assistito la sua Chiesa, e il Concilio Vaticano II nel cambiare tutto, a cominciare dalla pietas con il “culturalismo liturgico”, fa quasi un atto di accusa allo Spirito Santo che fino agli anni Sessanta non avrebbe assistito la sua Chiesa in modo adeguato» (pp. 15-16).

L’attesa è il quindicesimo Diario di don Barsotti, in esso emergono osservazioni, riflessioni, considerazioni schiette e genuine, chiare manifestazioni di un’anima che cerca la santità propria ed è assetato di santità altrui, alla quale attingere… ma l’orizzonte è alquanto spoglio. Infatti, il 14 maggio 1975 scrive: «Chiaravalle milanese. Ho ascoltato stasera P. Leclercq. Anche i più grandi uomini quando non sono dei santi non fanno che rivelare la loro povertà» (p. 228).

Jacques Leclercq (1891-1971), moralista e sociologo, canonico e professore all’Università di Lovanio, tese a una teorizzazione del diritto naturale che, pur ispirata al tomismo, soddisfacesse le istanze della cultura contemporanea; ma don Barsotti non ha mai desiderato soddisfare le necessità della filosofia, della teologia e della cultura contemporanee, bensì quelle dell’anima, centro della vita terrena ed eterna di ogni individuo.

In molte pagine don Barsotti ci appare come un latitante della Chiesa, una Chiesa che non gli dà quel nutrimento di cui egli grida il bisogno: «Vuoto. Non si può costruire sull’acqua, né l’albero cresce e vive senza radici. Questo ci sembra oggi la Chiesa. (…) Sono legato da innumerevoli impegni che danno solo l’impressione della vita e non fanno in realtà che assicurare la morte. La scuola in seminario a giovani che non ascoltano e non si interessano; predicazione a sacerdoti, a religiosi, a suore che ascoltando hanno compiuto il loro dovere per poter continuare poi la loro vita, per mascherare così a loro stessi il deserto e il silenzio di Dio. Mio Dio, liberami da questo inganno; fammi vivere» (p. 223).

Egli si scaglia contro l’orgoglio e la superbia, contro l’antropocentrismo, contro tutto ciò che impedisce al Cristianesimo di esprimere la sua dirompente forza, ovvero la sua «passione»: senza passione, intesa sia come amore e sia come calvario, non si vive, ma si muore. «Come si salverà il mondo? Tutto sembra precipitare nel caos e nella morte. (…) La Chiesa si disfà. Che cosa ci chiede Dio per collaborare alla salvezza del mondo? Null’altro, ci sembra, che l’obbedienza e la fede, ma costano più di un martirio di sangue» (p. 221).

L’autore ci rivela tutto il suo dolore e questa sua immane angoscia, sia spirituale che intellettuale, è così alta da preferire ad essa un martirio di sangue. Eppure ci pare di intravvedere uno spiraglio di speranza: i grandi santi della Sposa di Cristo sono riusciti, da soli e con la Grazia del Signore, ad edificare la Città di Dio anche nel mondo: «Perché ci si agita tanto per quanto si fa, per come si governa la Chiesa, per quello che non si fa e si vorrebbe che fosse fatto?.. non solo i santi del medioevo potevano vivere la loro unione con Cristo e con la Chiesa senza occuparsene troppo, ma perfino i santi della Controriforma non erano, non sono stati mai eccessivamente turbati per quanto si faceva a Roma. Chi ne fu turbato non fu Ignazio ma Lutero» (p. 31).
I santi, in fondo, non si preoccupano, ma si occupano di costruire là dove si distrugge.
(Cristina Siccardi)

Tratto da: corrispondenzaromana.it

La comunione dei santi nella spiritualità di Divo Barsotti.


Sebbene l’esperienza della fede cristiana ci ponga tutti in una certa relazione col mondo invisibile, tuttavia, per quanto riguarda il nostro rapporto coi santi, lo si vive per lo più coltivando l’una o l’altra devozione ad un particolare santo o se ne fa memoria nella ricorrenza del nostro onomastico – esperienze limitate e che ci […]


“Cerco Dio solo”

sexta-feira, 16 de novembro de 2018

Irmãos de Jesus Misericordioso - Contemplativos

ESPIRITUALIDADE

A espiritualidade dos Irmãos de Jesus Misericordioso - Contemplativos é a vivência dos valores cristãosiluminada pelo Evangelho e baseada nos escritos espirituais de Santa Faustina Kowalska e do Beato Miguel Sopocko. Tem o objetivo de conduzir o consagrado a intimidade com Jesus Misericordioso e transformá-lo em um ícone de misericórdia para o mundo.



A vida de oração diária é constante, especialmente na Hora da Misericórdia (às 15 horas), momento auge da plena confiança em Deus que nos chama para, com Jesus Misericordioso, tomar parte na obra de Sua redenção.

“Procuro a santidade, porque serei útil à Igreja. Faço contínuos esforços na pratica das virtudes, tentando imitar fielmente a Jesus, a essa série de vitoriosas virtudes diárias, ocultas, quase imperceptíveis, mas cumpridas com grande amor, eu as deposito no tesouro da Igreja de Deus, para o proveito comum das almas. Sinto interiormente como se eu fosse responsável por todas as almas. Sinto muito bem que não vivo só para mim, mas para toda a Igreja...”
(Diário de Santa Faustina n. 1505).

Rezamos todas as horas do Ofício Divino, conforme pede a Mãe Igreja para os que se dedicam à vida contemplativa monástica. Cultivamos a vivência diária da Santa Missa, da prática da Lectio Divina, leitura espiritual, oração do Terço Mariano, Terço da Divina Misericórdia, bem como a Adoração ao Santíssimo Sacramento.                                                                                  


Para vivermos esta espiritualidade, temos como nossos baluartes, isto é, como protetores e modelos:
(Conheça-os, clicando sobre seus nomes)

Nossa Senhora Mãe da Misericórdia
Glorioso São José

Santa Faustina

Beato Miguel Sopocko
São João Paulo II

Santa Teresa de Calcutá
Santos Arcanjos
Gabriel, Rafael e Miguel

“DEUS NOS SALVOU E NOS CHAMOU COM UMA VOCAÇÃO SANTA” (2 TM 1,9A).

AGOSTO 28, 2018

Com alegria, partilho com vocês a graça te der sido chamado por Deus a uma vocação santa, não devido às “minhas” obras, mas em virtude do seu desígnio e da sua graça, que “me” foi dada em Cristo Jesus desde toda a eternidade (cf. 2 Tm 1, 9). Não diferente de muitos, Deus me chamou à vida no seio de uma família, tornou-me seu filho pelas águas do batismo, para que livre do pecado original vivesse no seguimento de Jesus; nutriu-me com os Sacramentos da Eucaristia e da Confirmação, fazendo com que me tornasse templo vivo do Espírito Santo, como todos aqueles que receberam os Sacramentos da iniciação Cristã que, marcados pelo caráter destes sacramentos, “ficam mais perfeitamente unidos à Igreja” e “mais estreitamente obrigados a difundir a fé por palavras e atos, como verdadeiras testemunhas de Cristo” (AG 11).

No entanto, fui sentindo que Deus me chamava a “algo mais”, a uma oferta de vida mais “radical”. Fiz acompanhamento vocacional com os Padres Marianos - pelos quais tenho profunda admiração e gratidão - e fui admitido ao postulantado. Em pouco tempo, discerni que Deus me chamava à vida contemplativa. Foi então que decidi ingressar nos Irmãos de Jesus Misericordioso (Contemplativos), do Mosteiro da Divina Misericórdia, localizado em Lucélia (SP). No mosteiro vivi as etapas formativas: fui aspirante, postulante, noviço, professo simples, e no ano de 2017, em nossa Casa Geral, na Itália, fiz os votos perpétuos.

Neste ano de 2018, no dia 30 de abril, às vésperas do dia de São José Operário, junto a 8 seminaristas diocesanos, na Igreja de São José, da cidade de Osvaldo Cruz (SP), fui ordenado diácono. Dom Luiz Antônio Cipolini, nosso bispo diocesano de Marília (SP), presidiu a Santa Missa de ordenação e, pela imposição de suas mãos e oração consecratória, nos tornamos diáconos.

Motivo de grande alegria para nós e, para mim, particularmente, data muito significativa e providencial, recordávamos, naquele dia, os 18 anos da canonização de Santa Faustina Kowalska, por São João Paulo II. Ela, que tanto rezou pelas almas eleitas, certamente intercedeu junto a Deus por este momento. Para mim não há dúvida, pois em minha caminhada muito pedi seu auxílio, me valendo do que disse Jesus a ela: “Faze o que te aprouver, distribui  graças  como quiseres, a quem quiseres e quando quiseres” (Diário n.31).

Aproveito oportunidade para vos pedir orações pela minha ordenação sacerdotal, que se realizará no dia 16 de novembro, dia de Nossa Senhora Mãe da Misericórdia, na Paróquia Nossa Senhora de Fátima, de Adamantina (SP), minha paróquia de origem.

Rezem sempre pelas vocações religiosas e sacerdotais. Se você conhece algum jovem que está em discernimento vocacional, ajude-o. Ou, se você jovem, solteiro, sente seu coração aquecer somente ao ler um pouco da minha história, sem medo, pergunte a Jesus o que Ele deseja de você. 

Unidos em oração.

Diácono Irmão Gabriel Maria Mãe da Misericórdia, FGMC.

quinta-feira, 15 de novembro de 2018

El monasterio masculino donde crecen las vocaciones


sábado, 10 de novembro de 2018

COMUNIDADE DOS EREMITAS BENEDITINOS DA REPARAÇÃO EUCARÍSTICA


Eremitério São João Batista


Salve Maria Imaculada!
O Eremitério São João Batista é uma fundação recente, por um padre brasileiro na Diocese de Cidade do Leste (Paraguai).
COMUNIDADE DOS EREMITAS BENEDITINOS
DA REPARAÇÃO EUCARÍSTICA
Introdução
Os eremitas beneditinos da reparação eucarísticas são servos do Santíssimo Sacramento. Somos religiosos, que se juntam o “Fiat” de Maria na Anunciação e no Calvário, para serem almas vítimas reparadoras. Escolhemos para viver como contemplativos, mantendo o olhar no amor crucificado como realizamos nossas tarefas diárias na nossa ermida. Assim, unimos os nossos sacrifícios e sofrimentos da vida de Jesus ao Santíssimo Sacramento, rezando para a reparação mundo.
Nós nos esforçamos para viver nossas vidas na caridade, simplicidade, humildade e silêncio interior, à imitação de São Bento e sua Regra Santo.
Nossa vida está centrada na Eucaristia. Portanto, nós nos esforçamos para participar na missa diária e oração diante do Santíssimo Sacramento. Oferecemos todas as nossas orações, sacrifícios, sofrimentos, lágrimas e alegrias, toda a nossa vida para a santificação dos sacerdotes. Formamos na espiritualidade da cruz, como Jesus ensinou. Também formado com os ensinamentos de São Bento, por sua regra direciona nossas vidas.
Os beneditinos eremitas dos reparos eucarísticos são chamados a:
• Ser uma vítima almas correctivas
• Propagar a adoração eucarística
• Promover a adoração perpétua
• Ore e sacrifício pela santificação dos sacerdotes e para a salvação das almas
• Confortando o coração aflito de Jesus
Ser almas vítimas
Os eremitas beneditinos Reparar dar suas almas vítimas fiat eucarísticas de Jesus: um corpo, sangue, sacrifício, sofrimento em Jesus Cristo, por amor e para a salvação das almas. Somos chamados a ser cálices vivos e puro. Nós recebemos o sangue de Jesus no sofrimento e no mundo que nós amamos, humildade e serviço. Absorver cada gota de seu precioso sangue pela paciência em todas as dificuldades, lutas, dores sacrifício, o sofrimento e trabalho diário. As orações, sacrifícios, sofrimentos e lágrimas dos Eremitas, juntamente com o amor crucificado, por meio de Maria, é uma força oculta para santificar, purificar e ajudar na salvação de muitas almas.
Um grande obrigado para o mundo vêm através das almas vítimas eo sofrimento que encha os corações de Jesus e Maria com alegria. O céu está cheio com a doce fragrância das almas das vítimas.
Propagação do culto eucarístico
Os eremitas são chamados a difundir o culto do Santíssimo Sacramento, através testemunio uma vida eucarística, a formação de grupos de leigos de culto e retiros. Esse é o apostolado só de ermida. Isso deve ser feito sem ferir o encerramento e do deserto.
Promover a Adoração Perpétua
Temos a missão, promover a adoração perpétua na nossa diocese, formando os leigos para o ministério. No eremitério, cada irmão tem a responsabilidade de um tempo pessoal de adoração diária.
Oração e sacrifício pela Santificação dos Sacerdotes
Os beneditinos eremitas dos reparos eucarísticos são chamados para aumentar o exército de sacerdotes santos de Deus para promover um novo Pentecostes. Damos a vida pela santificação dos sacerdotes. Nós, os eremitas beneditinos Reparação Eucarística, oferecemos a nós mesmos como vítimas por parte dos sacerdotes. Juntamo-nos Cristo crucificado por isso agradeço-lhe muito para ganhar os filhos amados de nossa Mãe Virgem Maria. As orações, sacrifícios e adoração diária comunhão eucarística é a força oculta que preparou o caminho, abrindo os corações de muitos sacerdotes. Esta vida de oração, juntamente com a simplicidade de nossas vidas e nosso dia a dia vivido com amor, tocar diretamente o coração do Pai. O poder da vida cotidiana de um eremita, viveu em amor e profundo silêncio interior, através do Espírito Santo, irá realizar a santificação dos sacerdotes. Nós participamos da cadeia de vida dos corações perfurados pela santificação dos sacerdotes.
Consolo dos Corações de Jesus e Maria que sofrem
Jesus também quer a reparação eucarística beneditino Hermits ser a sua constante reafirmação, como Maria foi, durante a sua vida na terra.
Jesus continua a sofrer nos sacrários da terra, na Eucaristia. Ele tem sede de amor e quer ser consolada.
Nossas vidas serão abençoados, e entregue através do Espírito Santo (como o sacerdote faz com o host na consagração da Eucaristia), tornando-se assim “hosts de vida” na terra para o conforto do Senhor, a glória do Pai e salvação das almas.
Os beneditinos eremitas da reparação eucarística permanecer com Jesus na Cruz. Praticamos o silêncio logo que possível para manter essa união de amor. Nós mortificar através do silêncio.
Para mais informações: http://www.eremitoriosanjuanbautista.com/carisma/servos-do-santisimo-sacramento