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domingo, 8 de janeiro de 2012

Grave lapso teológico de Mons. Ocáriz Refutação a artigo do Vigário-Geral do Opus Dei no Osservatore Romano

 

28.12.2011                                                                                       Arnaldo Xavier da Silveira
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http://www.opusdei.es/image/fernando+ocariz.jpgMons. Fernando Ocáriz Braña



  1. 1.No Osservatore Romano de 2 de dezembro último, Mons. Fernando Ocáriz Braña, Vigário-Geral do Opus Dei, um dos peritos da Santa Sé nas discussões teológicas com a Fraternidade Sacerdotal São Pio X, publicou um substancioso artigo intitulado “Sobre a adesão ao Concílio Vaticano II”. O trabalho exprime de modo pleno a posição, hoje dominante em certos meios, dos que acolhem o Vaticano II mesmo nas passagens apontadas como contrárias à Tradição, invocando para isso uma tal ou qual infalibilidade do Magistério Ordinário, ou a obrigação de um “assentimento interno” regido pela virtude da obediência.


Do assentimento interno segundo Mons. Ocáriz

2.O ilustre Prelado escreve: “O Concílio Vaticano II não definiu nenhum dogma, no sentido de que não propôs, mediante ato definitivo, nenhuma doutrina. Entretanto, o fato de que um ato do Magistério da Igreja não se exerça mediante o carisma da infalibilidade não significa que possa considerar-se ‘falível’, no sentido de que transmita uma ‘doutrina provisória’ ou ‘opiniões autorizadas’. Toda expressão de Magistério autêntico deve ser recebida como o que verdadeiramente é: um ensinamento ministrado pelos pastores que, na sucessão apostólica, falam com o ‘carisma da verdade’ (...), ‘revestidos da autoridade de Cristo’ (...), ‘à luz do Espírito Santo’. Este carisma, autoridade e luz, certamente estiveram presentes no Concílio Vaticano II; negar isso a todo o episcopado, cum Petro e sub Petro, reunido para ensinar a Igreja universal, seria negar algo da essência mesma da Igreja (...)”.LER...

sexta-feira, 30 de dezembro de 2011

Una questione cruciale: il valore magisteriale del Concilio Vaticano II...

Il Seminario Cattolico di Econe

UNA QUESTIONE CRUCIALE

 
L’Osservatore Romano del 2 dicembre 2011 ha pubblicato uno studio di Mons. Fernando Ocáriz, uno dei quattro esperti che hanno rappresentato la Santa Sede negli ultimi colloqui dottrinali con la Fraternità San Pio X (da ottobre 2009 ad aprile 2011). In esso si affronta in tutta chiarezza (§1), ma in una maniera che rimane del tutto insufficiente (§2), la questione centrale del valore magisteriale del Concilio Vaticano II.

 
1

DEI PRINCIPI INCONTESTABILI

Nella prima parte del suo studio, il prelato spagnolo ricapitola le nozioni fondamentali già ricordate da Pio XII nella Humani generis [1]: il fatto che un atto del magistero della Chiesa non sia garantito dal carisma dell’infallibilità, proprio delle definizioni solenni, non significa che esso possa essere considerato «fallibile», nel senso che trasmetterebbe una «dottrina provvisoria» o anche delle «autorevoli opinioni». In senso lato questo significa che, quando non dà delle definizioni solenni e infallibili, il magistero è sempre assistito da Dio, e questa assistenza è necessaria per assicurare la trasmissione indefettibile del deposito della fede. In questo senso anche il semplice magistero ordinario beneficia di un certo carisma di verità [2]. L’infallibilità del magistero deve dunque estendersi in senso analogo, cioè a gradi diversi [3].

Ne deriva evidentemente che anche l’adesione dovuta alla verità proposta dal magistero si intende in modi diversi. Le definizioni solenni infallibili propongono ordinariamente, come tali, delle verità formalmente rivelate, alle quali è dovuto un assenso di fede teologale. Gli altri insegnamenti non definitori, per la verità proposta richiedono una adesione intellettuale indicata come assenso religioso interno, che comporta, oltre all’assenso nei confronti della verità propriamente detta, una certa parte di obbedienza nei confronti dell’autorità magisteriale. Infine, gli atti magisteriali possono contenere elementi che, non costituendo materia d’insegnamento propriamente detto, in quanto tali non esigono alcuna adesione.LEGGERE...

quinta-feira, 29 de dezembro de 2011

Le faillible infaillible : l’analyse de Jean Madiran


Dans Présent de demain, Jean Madiran revient sur l’article de Mgr Ocariz paru dans L’Osservatore romano du 2 décembre dernier et auquel répond l’abbé Gleize dans un article à paraître dans Le Courrier de Rome et dont on peut trouver des extraits, comme je l’ai déjà signalé, sur le site DICI.
Mais Jean Madiran montre avec pertinence qu’à force de ne pas répondre explicitement aux critiques adressées à Vatican II – sur lesquelles le magistère devra bien se prononcer –, les théologiens finissent pas entrer dans l’ubuesque. Que dit, en effet, Mgr Ocariz ? Tout simplement (!) ceci :

« Le fait, qu’un acte du Magistère de l’Eglise ne soit pas garanti par le charisme de l’infaillibilité ne signifie pas qu’il puisse être considéré comme “faillible”, au sens où il transmettrait une “doctrine provisoire” ou encore des “opinions autorisées”. »

Sans s’en rendre compte, le prélat lance ainsi une nouvelle catégorie : le faillible infaillible ou l’infaillible faillible.

Comme l’écrit Jean Madiran :

Il tente ainsi d’instituer, pour renforcer ce qui n’est évidemment pas infaillible, la promotion d’une non-faillibilité qui serait une sorte d’infaillibilité alternative, subreptice, non officielle mais impérative.

Et de conclure très justement :
Les deux livres de Gherardini, sa « Supplique au Saint Père », et celle qui a suivi, d’une cinquantaine de personnalités italiennes, « au pape Benoît XVI pour un examen approfondi du concile œcuménique Vatican II », tout cela, en marge des requêtes propres à la FSSPX et finalement dans le même sens, exprime la persistance d’une réclamation qui s’est manifestée avec une insistance ininterrompue depuis quarante-cinq ans. Elle tend à une réinterprétation point par point de l’ensemble des nouveautés de Vatican II. Autrement dit, quand le moment sera venu, une sorte de Vatican III doctrinal pour un examen théologique du Vatican II pastoral : la comparution des nouveautés devant les critères traditionnels du Magistère de l’Eglise, pour obtenir que soient tranchées les contestations, les divergences, les oppositions. Mais elles ne pourront l’être, demain ou plus tard, en concile ou sans concile, que par le Pape.http://www.riposte-catholique.fr/summorum-pontificum-blog/revue-de-presse-summorum/le-faillible-infaillible%C2%A0-lanalyse-de-jean-madiran#.Tvys2DVfVB5

terça-feira, 6 de setembro de 2011

In uscita gli atti del convegno su "Il Concilio Vaticano II: un concilio pastorale". Roma, dicembre 2010

P. Stefano M. Manelli - P. Serafino M. Lanzetta (a cura di), Concilio Ecumenico Vaticano II, un concilio pastorale. Analisi storico-filosofico-teologica, Casa Mariana Editrice, Frigento 2011, pp. 368: ISBN 9788890561122, euro 30,00.




Il Concilio Vaticano II fu il 21° concilio ecumenico della Chiesa cattolica. Giovanni XXIII nel discorso di apertura dell’11 ottobre 1962, Gaudet Mater Ecclesia, designò la natura e il fine dell’Assise richiamandosi alla pastoralità: non definire nuove dottrine, né emettere nuove condanne di errori ma dire la dottrina di sempre all’uomo contemporaneo. Il lemma “pastorale” diede così una “nuova” forma al Concilio, che comunque non poté esimersi dal tema dello sviluppo dogmatico: lo si volle e infatti fu perseguito con le Costituzioni dogmatiche. La pastoralità conciliare lasciata però in una sorta di ondeggiamento generale, si prestò ad essere fraintensa. Non trovò una strada univoca nella sua esecuzione e nella seguente interpretazione dei teologi. Le buone intenzioni e gli auspici di papa Roncalli dovettero fare i conti con un Concilio che nel suo interno fremeva per un cambiamento significativo. Cosa significa allora che il Vaticano II fu un concilio pastorale? “L’ermeneutica della continuità e della riforma” necessita un approccio previo e teologico-fondamentale, che metta in luce il taglio conciliare alquanto sui generis del Vaticano II?
Il presente volume raccoglie gli atti del convegno di studi sul Concilio Vaticano II, organizzato dai Francescani dell’Immacolata a Roma dal 16 al 18 dicembre 2010, il quale si prefiggeva di lumeggiare il connotato “pastorale” del Vaticano II, con una lettura simbiotica storico-filosofico-teologica. Una corretta ermeneutica del dato conciliare non può prescindere da un corretto a priori che è il mistero della Chiesa nel suo sviluppo storico secondo il canone della Traditio (dalla IV di copertina).

Prenota il libro, inviando una mail al seguente indirizzo: fifirenze@davide.it. Il pagamento può essere effettuato con bollettino postale sul c/c n. 70272836, intestato a Casa Mariana Editrice. Il libro sarà distribuito dalle maggiori librerie italiane. 

http://catholicafides.blogspot.com/2011/09/in-uscita-gli-atti-del-convegno-su-il.html