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sexta-feira, 30 de julho de 2021

Further Articles on the Motu Proprio Traditionis Custodes

https://www.newliturgicalmovement.org/2021/07/further-articles-on-motu-proprio.html?m=1#.YQRo7GnOX6A

dopo-traditionis-custodes-cardinale-burke-inconcepibile-ritenere-la-santa-messa-usus-antiquior-una-fonte-di-divisione

https://www.atfp.it/notizie/305-chiesa/1991-dopo-traditionis-custodes-cardinale-burke-inconcepibile-ritenere-la-santa-messa-usus-antiquior-una-fonte-di-divisione

http://www.unavocesevilla.com/declaracion-de-la-federacion-internacional-una-voce-en-defensa-de-la-misa-tradicional-y-summorum-pontificum/

http://www.unavocesevilla.com/declaracion-de-la-federacion-internacional-una-voce-en-defensa-de-la-misa-tradicional-y-summorum-pontificum/

https://adelantelafe.com/traicion-a-la-tradicion-diane-montagna-entrevista-a-mons-schneider-sobre-tradiciones-custodes/

https://adelantelafe.com/traicion-a-la-tradicion-diane-montagna-entrevista-a-mons-schneider-sobre-tradiciones-custodes/

Upcoming Event: Worldwide Consecration to the Immaculate Heart by all TLM communities

https://onepeterfive.com/upcoming-event-worldwide-consecration-to-the-immaculate-heart-by-all-tlm-communities/

sábado, 17 de julho de 2021

Traditionis Custodes: la presa di posizione del CNSP #summorumpontificum #traditioniscustodes


Il Motu Proprio Traditionis Custodes non cessa di suscitare reazioni nel mondo della tradizione. Anche il CNSP ha pubblicato nelle scorse ore la propria presa di posizione, che riprendiamo volentieri a beneficio dei nostri lettori.
Miserere nostri, Domine! 
Cari Amici,

ciò che temevamo è purtroppo accaduto: il Motu Proprio restrittivo del Summorum Pontificum è stato pubblicato, insieme ad una Lettera di accompagnamento. Abbiamo pregato che al Populus Summorum Pontificum fosse risparmiata questa nuova prova, ma essa si è invece abbattuta su di lui.

Il contenuto del nuovo Motu Proprio conferma, in larga parte, quanto era già stato sin qui anticipato da molteplici fonti. In ciò in cui si discosta dalle anticipazioni, purtroppo le peggiora. Cessa la libertà di celebrare secondo il Messale del 1962, se ne rende assai difficoltoso l’uso da parte dei giovani sacerdoti, si scoraggia decisamente la costituzione di nuovi coetus fidelium, quantomeno nelle diocesi in cui ne esista già almeno uno, si guarda con estremo sfavore alle parrocchie personali destinate alla celebrazione della liturgia tradizionale. Impressiona il bando del rito antico dalle parrocchie, quasi a circoscriverlo entro una specie di cordone sanitario per evitare che il popolo fedele venga a conoscerlo, ad amarlo, a praticarlo. La lettera di accompagnamento, infatti, ci dice chiaramente che quanti sono legati alla liturgia tradizionale – cioè noi, fedeli del Populus Summorum Pontificum – dovranno, dovremo «ritornare al Rito Romano promulgato dai santi Paolo VI e Giovanni Paolo II».

Il Motu Proprio e la Lettera accompagnatoria ci sprofondano inevitabilmente nello sconforto, ci tentano alla disperazione, forse potrebbero addirittura indurci alla risposta rabbiosa ed alla ribellione fine a se stessa.

Ricordiamoci però di Ap. 3, 19: «Ego quos amo, arguo, et castigo. Aemulare ergo, et poenitentiam age» (Io tutti quelli che amo li rimprovero e li castigo. Mostrati dunque zelante e ravvediti). Questo può essere per noi il tempo della purificazione. Per farci riflettere sulle nostre debolezze, sulla inadeguatezza del nostro apostolato liturgico e sulle mille occasioni perdute per ignavia, per orgoglio, per presunzione, per clericalismo, per paura, per amore di quieto vivere, per malintesa obbedienza… e, così, per farci strumenti più santi ed efficaci del rifiorire della Chiesa dal suo stesso interno, attraverso il rinascimento liturgico e la sua diffusione tra i buoni fedeli: ciò che incute tanto terrore ai modernisti ormai faccia a faccia con il loro tragico fallimento.

Accettare questa croce, affidandoci a Maria Santissima perché ci sia vicina e ci sostenga nello sforzo di portarla, non vuol dire, però, rinunciare alla giusta resistenza. Tanti amici sconcertati e disorientati si stanno chiedendo che cosa si possa e si debba fare; ed è certo che non resteremo muti e passivi spettatori mentre si cerca di rendere sempre più inattingibile un bene così prezioso come la S. Messa tradizionale. 

Ma proprio perché vogliamo resistere, non ribellarci; perché cerchiamo giustizia, e non rivalsa, non possiamo cedere alla tentazione di reagire scompostamente e precipitosamente, sull’onda della forte e dolorosa emozione che ci ha colpito all’uscita del Motu Proprio. Non venga mai meno la carità, ma si difendano la verità, la purezza delle nostre intenzioni e del nostro zelo liturgico, la solidità inattaccabile delle nostre buone e fondate ragioni: si persegua la giustizia nell’amore fraterno e nell’incrollabile attaccamento alla Chiesa di Cristo.

Per questo la nostra prima resistenza – cui ci spinge lo stesso amore per la Chiesa – deve essere, soprattutto in questi momenti concitati, la preghiera: chiediamo di essere illuminati per scegliere con prudenza, ma anche con fermezza, la giusta via, la strada migliore per servire la santità della liturgia, per ribadire con forza, alla luce del magistero liturgico di Benedetto XVI, che «nella storia della Liturgia c’è crescita e progresso, ma nessuna rottura. Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso. Ci fa bene a tutti conservare le ricchezze che sono cresciute nella fede e nella preghiera della Chiesa, e di dar loro il giusto posto».

Corroborati da una sincera e fervente preghiera, affidati alla protezione potente di Maria Santissima, potremo così intraprendere con coraggio, e dopo matura riflessione, tutto quanto risulterà utile e necessario. Da parte nostra, non ce ne asterremo: come abbiamo già avuto modo di dire quando le prime nubi si addensavano in cielo, non mancheremo né di proporre e realizzare le iniziative che le circostanze renderanno opportune, né di sostenere con entusiasmo quelle che i coetus vorranno intraprendere – nel pieno rispetto verso i nostri Pastori, ma nel sereno esercizio della libertà che il diritto riconosce a tutti i battezzati – per affermare, difendere e diffondere, a vantaggio di tutta la Chiesa, la grandezza della sua millenaria tradizione liturgica e i ricchissimi doni spirituali nuovamente offerti a tutti i fedeli dal Motu Proprio Summorum Pontificum, nell’intatta e provvidenziale pienezza delle sue illuminate disposizioni.


 

Resistere in faccia a Francesco. Dovere di ogni cattolico dopo che il “pachamama Pope” ha colpito la Santa Messa tridentina #summorumpontificum #traditioniscustodes j

 

Resistere in faccia a Francesco. Dovere di ogni cattolico dopo che il “pachamama Pope” ha colpito la Santa Messa tridentina #summorumpontificum #traditioniscustodes j

 

Dal blog di Alfo Maria Valli (17.7.2021)



Cari amici di Duc in altum, dal sito remnantnewspaper.com un appropriato commento di Michael J. Matt alla lettera apostolica con cui Bergoglio ha voluto colpire la Messa tridentina. 

***


Cari amici: non scoraggiatevi. Dio è responsabile di tutto, e questo non accadrebbe se non lo permettesse. Tutto questo è già successo. Lo so, mi ricordo, l’ho vissuto. Questo è un castigo, sì, ma non cambia ciò che siamo chiamati a fare: dobbiamo conoscere, amare e servire Dio, e resistere a chi non lo fa.


Francesco non ha il potere di cambiarlo.

Qui non c’è nessun mistero, nessuna sorpresa. Sappiamo esattamente di cosa si tratta. Riguarda la facciata fatiscente del Vaticano II, le chiese chiuse, i seminari vuoti, la fede perduta e un enorme scandalo sessuale clericale contro il movimento giovanile internazionale che è il cattolicesimo tradizionale.

Francesco è anche ossessionato dal voler schiacciare il piccolo resto di credenti lasciato in un mondo di apostasia universale perché egli è uno strumento globalista. Ha chiuso il Summorum pontificum perché, come un crocifisso per un vampiro, la vecchia liturgia cattolica minaccia il diabolico Nuovo Ordine Mondiale al quale Francesco ha aderito. La messa in latino ha unito i cattolici di ogni paese del mondo per un paio di migliaia di anni, come nessun governo avrebbe mai potuto fare. Ed era in procinto di farlo di nuovo.

Negli ultimi quindici mesi, i tradizionalisti si sono rifiutati di rinunciare ai sacramenti. Siamo rimasti aperti. Non abbiamo mai perso la Messa, e per questo il movimento della Messa tradizionale in latino sta avendo enorme diffusione.

Il nostro “Pachamama Pope” globalista, quindi, sta reagendo a ciò che ha unito la resistenza cattolica contro lo stesso inferno.

Considerate l’assurdità di tutto ciò: con la guerra che scoppia in tutto il mondo, la violenza e il caos nelle città, l’aborto dilagante, le dilaganti violazioni delle leggi di Dio e dell’uomo, Francesco è determinato a sopprimere l’antica Messa latina. Perché quella Messa sta preparando centinaia di migliaia di bambini e giovani famiglie a mantenere la Fede nei giorni di oscurità che ci aspettano.

Quella Messa è la pietra di paragone dei “fedeli rigidi” che si preoccupano non di grandi reset e di “salvare il pianeta”, ma di rendere il culto appropriato a Dio Onnipotente e salvare le loro anime. E quel tipo di cattolicesimo deve essere bandito se il Nuovo Ordine Mondiale vuole prendere il volo. I cattolici devono essere costretti a rifiutare qualsiasi pretesa di supremazia religiosa o verità oggettiva. Perché? Perché i demoni sono terrorizzati da quella Verità. Perché la Chiesa cattolica insegna che la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica fondata da Gesù Cristo è necessaria per la salvezza. E questa non è equità! Questo non include i Figli delle Tenebre.


Quello che Francesco vuole è la CRT – Critical Religion Theory – per abbattere il vecchio suprematismo religioso cattolico. Il punto centrale di Assisi, Abu Dhabi e del resto delle bestemmie ecumeniche è cancellare la memoria della Chiesa cattolica “suprematista”, i cui paesi, papi, santi, eroi, imperatori e re hanno costruito il Vecchio Ordine della Cristianità proprio in memoria di ciò che il Nuovo Ordine Mondiale intende cancellare.
Il privilegio cristiano è finito. Il cattolicesimo sarà tollerato solo nella misura in cui eliminerà il suo dogma e insegnamento morale non inclusivi, sarà tollerante verso ogni vizio e peccato e non sarà mai più “rigido”.

Francesco sta abolendo la Messa latina tradizionale perché essa è Verità, perché è il culto più perfetto di Cristo Re Signore della Storia. E Francesco ora sa che c’è un resto che darebbe la vita in difesa del loro re. La sua unica risorsa è una goffa persecuzione, poiché la Rivoluzione non è riuscita a sradicare la santa Fede.

Ben giocato, fratelli cattolici! Con questa azione, Francesco ha solo confermato che la tua fede è troppo forte per il suo Nuovo Ordine. Egli teme che l’intera stessa Rivoluzione conciliare del Vaticano II sia in pericolo, finché continuerete a adorare Dio come fecero i vostri padri e le vostre madri per mille anni. E sai cosa? Ha ragione! Ancora una volta, ben giocato!


Allora avanti, soldati cristiani! Sapete che cosa fare. Non abbiamo nulla da temere, le bende sono state ufficialmente rimosse. Per il bene del nostro paese, delle nostre anime e della fede dei nostri figli, ora, con buona coscienza e giusta ira, possiamo resistere a Francesco in faccia per tutto il tempo necessario prima che Dio salvi la Sua Chiesa.

Viva Cristo Re!

Fonte: remnantnewspaper.com

terça-feira, 13 de julho de 2021

https://missatridentinaemportugal.blogspot.com/2019/10/don-divo-barsotti-dove-il-nostro.html?m=0

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