Don Divo Barsotti

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quinta-feira, 19 de setembro de 2019

IL CAMMINO DI PURIFICAZIONE Don Divo Barsotti

IL CAMMINO DI PURIFICAZIONE
Don Divo Barsotti (da un'intervista del 1992)
La prima sfida della fede sono le prove di Dio. Lei scrive: «Dio non perché ci ama, ci perseguita e ci tortura, ma perché amandoci ci vuole simili a sé». È questo il senso delle prove?
Di fatto non si può pensare che Dio ci ama, se egli ci sottopone a prove e difficoltà nella vita. Ma, nel suo disegno, sono queste che ci permettono di crescere nella virtù e nella santità. Esse implicano il superamento di noi stessi e una purificazione dolorosa. Dio non vuole la nostra purificazione come tale, ma non la esclude per il nostro bene, perché noi ci liberiamo da tutti i tentacoli che ci legano al nostro amor proprio, alla nostra vanità, alla nostra sensibilità malata. Perciò, egli non ci tortura perché ci ama, ma poiché ci ama, ci purifica da tutto ciò che da lui ci allontana, perché diventiamo sempre più capaci di accogliere il suo dono di amore.
E aggiunge: «Non crediamo che Dio possa dispensarci dalla nostra purificazione totale». Ma come affrontarla?
Dio, dunque, non ci dispensa dalla nostra purificazione totale. Egli non può tollerare alcuna imperfezione volontaria in noi. Di qui la necessità di una purificazione totale per tutti i santi. Per quelli che non l'hanno compiuta sulla terra, essa avviene nel purgatorio dopo la morte. Invece, il grado di carità che abbiamo raggiunto quaggiù, rimane per sempre. La differenza tra un santo e l'altro sta appunto nel diverso grado di carità da essi raggiunto. Lei mi chiede poi come affrontare la purificazione. In un primo tempo  Per questo la purificazione è faticosa e anche penosa. Dio stesso poi ci purifica come un fuoco che ci brucia. La purificazione tanto più è perfetta, quanto più è passiva. È Dio che purifica totalmente l'uomo.
«L'amore di Dio è un amore che non può chiudere gli occhi». Per questo Santa Teresa di Avila diceva che Dio ha pochi amici?
Precisamente. La purificazione è penosa e faticosa, e anche se a te sembra opera tua, è Dio che la compie in te. Egli non può sottrarti a questa azione di purificazione, che ti sconvolge e ti consuma, per toglierti dalla palude del tuo egoismo.
«Dio non lascia impunito il nostro peccato, non può tollerare che noi rimaniamo nella nostra mediocrità». Le prove, dunque, sono un segno di predilezione da parte di Dio?
Certo, perché egli ci vuole simili a sé. Il nostro fine è quello di diventare per grazia quello che Dio è per natura. Perciò Dio vuol farci simili a sé nella santità, affinché la nostra vita sia un riflesso della sua santità.