sexta-feira, 5 de abril de 2013

quinta-feira, 4 de abril de 2013

un Certosino La Preghiera del Cuore

 
un Certosino
Il mio cuore
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il Tuo Volto

 
 














 

PREGHIERA: UNA SUORA 'INVENTA' NUOVE TECNICHE

PREGHIERA: UNA SUORA 'INVENTA' NUOVE TECNICHE
Roma, 12 gen. - (Adnkronos) - Una suora ha ''inventato'' nuove tecniche di preghiera. Convinta che il modo di pregare tradizionale non sempre riesce ad avvicinare il credente a Dio, suor Paola Rado, una religiosa appartenente all'Ordine di Maria Bambina, ha messo a punto tre rivoluzionarie tecniche per dialogare con il Signore: ''Sport d'amare'', ''Gesu''' e ''Rosario''. E cosi', traendo spunto dalle filosofie orientali e dalle moderne discipline psicologiche, suor Paola insegna con grande successo a religiosi e fedeli a raccogliersi profondamente.
Le tecnica ''Gesu''', consiste nel rilassarsi e ripetere il nome di Cristo Salvatore all'infinito aiutandosi con la respirazione. ''In totale silenzio -ha spiegato all'Adnkronos la suora- inspirando ed espirando a fondo, si ripete Ge-Su' fino a quando l'individuo non iniziera' a percepire la presenza profonda del Signore nel proprio cuore. E' un modo per meditare che infonde una felicita' immensa a chi lo pratica''.
''La tecnica del Rosario -ha continuato suor Paola- e' invece rivolta a coloro che trovano difficile la recitazione del rosario o ne avessero addirittura perso l'uso. In questo caso, sempre con la respirazione, si devono ripetere lentamente poche frasi di una preghiera. Come ad esempio 'Ave Maria' e 'Prega per noi'. In questo modo si invoglia l'individuo alla preghiera piu' lunga ed ampia. In alternativa si possono anche prendere salmi della Bibbia e focalizzarsi su alcune parole. Non credo che questo modo di recitare il rosario possa allontanare da quella che e' la tradizione. La Madonna del resto ha detto di pregare col cuore non di moltiplicare le parole. A volte si puo' infatti ripetere tutta una preghiera senza dire nulla mentre al contrario si possono recitare poche frasi col cuore. Ecco che allora questa preghiera diventa gradita al cielo''. (segue)

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La strada maestra del cuore

Image 076La strada maestra del cuore

Nel suo respiro la preghiera ci identifica a Dio

di Paola Radosuora di Maria Bambina, direttrice del Convitto universitario a Rimini e animatrice della “Preghiera del cuore”

Correre. Poi correre. Dove? Spesso non si sa. L’importante è correre. L’uomo d’oggi pone il suo centro all’esterno, all’esteriorità; è lì che corre, per ritrovarsi spesso con frammenti che non sa più come mettere insieme. È urgente sapersi fermare, ritrovare il silenzio, porre il centro nelle potenzialità del proprio mondo interiore, sapendone riconoscere le profondità e la sorgente e sapendo investire lì i propri “denari”. Sulla scorta della prima lettera di Pietro chiameremo il mondo interiore dell’uomo con il nome di cuore. «Il vostro ornamento - egli dice - non sia quello esteriore, cercate piuttosto di adornare l’uomo nascosto nel cuore» (1Pt 3,3-4).
C’è chi recita preghiere e c’è chi prega. Alcuni sono soddisfatti quando hanno macinato con le labbra una serie di formule, altri avvertono l’esigenza di stabilire il contatto del cuore, il dialogo con un Tu. Collocandosi nel prisma della luce di Dio, l’orante ottiene in dono uno sguardo “diverso” sulle cose, sulle persone, sugli avvenimenti della storia e sui fatti dell’umile quotidiano. La contemplazione nasce dall’amore, è esperienza di amore e sfocia necessariamente nell’amore. Non è accartocciamento su se stessi, ma comunione con gli altri esseri e con l’universo intero.
Qual è il segreto della preghiera del cuore?
La preghiera del cuore è la via maestra, dà un senso, un orientamento all’azione, si inserisce nel solco della volontà di Dio, nella storia con le miserie e le lotte degli uomini. Permette di stabilire una relazione diversa col tempo. Tutto si accorda sul ritmo di Dio, che è anche il tempo dell’imprevisto, della sorpresa, dell’irrepetibile. Chi pratica questa preghiera è sempre pronto a riprendere il cammino, a ricominciare da capo; è aperto alla novità, è capace di cogliere l’essenza. Agganciato a Dio con una fede-fiducia incrollabile, l’orante sa aspettare, sceglie i tempi lunghi. È sicuro che Dio, anche quando tace, ha sempre l’ultima parola. Il suo messaggio ti raggiunge con la sua luce, è l’uomo dell’incontro, dell’amicizia, della convivialità; è “leggero”, perché non appesantito dal proprio “io”, offre a tutti il fiore prezioso del sorriso.
Ciascuno di noi ha bisogno di trovare un posto, uno spazio, un tempo solo ed esclusivamente per sé. Sono sufficienti pochi minuti di pratica ogni giorno per iniziare questo percorso, in un lasciar cadere, accadere, nell’accettare e nell’essere presente. Ciò significa lasciar andare i pensieri, le sensazioni, le emozioni, ritmando questo percorso meraviglioso con pause di abbandono a Dio: nell’ascolto del respiro, del proprio corpo, di se stessi, prendendone consapevolezza. La preghiera di ripetizione-risonanza viene registrata nel cuore, e più cresce la sua risonanza interiore, più si passa allo stato di preghiera profonda, scaturisce dalla percezione che nel centro più profondo del nostro essere (il cuore) pulsa il cuore di Dio.
Respirare è vivere
La presenza consapevole al respiro è uno dei principali veicoli verso l’immersione nel qui e ora, e il conseguente superamento di tutte le cause di distrazione. Avete mai pensato perché la preghiera sia stata definita il “respiro dell’anima”? «Seguire il respiro che entra ed esce - afferma Rajneesh - è il mantra più profondo che sia mai stato inventato». Se poi pensiamo che nel respiro c’è l’alito di Dio che fa di ogni adamo un essere vivente (Gen 2,7), l’alito di Cristo risorto che ci rende creature nuove (Gv 20,22-23), l’alito dello Spirito, soffio di vita che «viene dai quattro venti» (Ez 37,9), che permea ogni creatura e «rinnova la faccia della terra» (Sal 104,30), allora capiremo che il respiro è per sua natura preghiera, comunicazione con il divino, segreta consonanza con la Trinità.
Image 082La Preghiera del Nome
Se ciò è vero della preghiera in generale, è vero in modo ancor più specifico per la “preghiera del Nome”, poiché questa è appunto un’invocazione rivolta al Dio incarnato. La tecnica fisica del metodo esicasta ha tre aspetti principali:
1. Posizione esterna da assumere quando si prega (schiena, gambe, mani, capo, occhi…);
2. Controllo della respirazione. Mentre si inspira l’aria, viene pronunciata la preghiera «Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio» e mentre si espira la seconda parte «abbi pietà di me peccatore». La recita della preghiera può anche essere sincronizzata con il battito del cuore ed altre invocazioni.
3. Esplorazione interna. Forse in molti di noi la fede è molto incerta e vacillante, e per questo motivo ci troveremo a gridare: «Signore, io credo, aumenta la mia fede» (Mc 9,24).
In un clima di silenzio esteriore ed interiore si compiono i gesti introduttivi della preghiera, e attraverso la ripetizione delle formule introduttive la mente e il cuore si fissano in Dio. L’assumere una posizione che indichi armonia, distensione, attenzione e immobilità, favorisce il concentrarsi sul ritmo respiratorio che viene accompagnato con formule che interpretano l’aspetto di purificazione (espirazione) e rinnovamento (inspirazione).
Fissare lo sguardo di fede e di amore su un’icona aiuta a interiorizzare e soprattutto a ripercorrere con calma il nostro universo fisico, psichico e spirituale per purificarlo e pacificarlo. Più la preghiera diventa interiore, più incide sulla nostra vita quotidiana e sulle nostre scelte. La ripetizione del Nome riecheggia con accenti sempre nuovi fino a diventare contemplazione, abbandono, identificazione con Dio: nasce dall’intimo convincimento che “ciò che uno pronuncia diventa”.
La preghiera del Nome nasce soprattutto come obbedienza all’esortazione evangelica (Lc18,1) ripresa da san Paolo: «Pregate incessantemente» (1Tes 5,17). Come è possibile questo? Introducendo la preghiera nel cuore. Quando vi si sarà radicata, continuerà a risuonare interiormente, nonostante gli impegni esteriori.

Il mistero profondo del silenzio
È importante approfondire il significato del silenzio, capire il silenzio e il vuoto come luogo d’incontro con Dio. Noi abbiamo paura del silenzio, dato il nostro modo di vivere. Al silenzio spesso, se siamo superficiali, non troviamo senso, non capiamo che il silenzio ha il suo proprio contenuto. Il silenzio toglie condizionamenti, rompe i limiti, centra l’attenzione e l’amplia: come una lunga marcia per ritornare al mondo concreto di vita, di azione e di pensiero. La preghiera del cuore è “pregare dal silenzio”. Il silenzio ci permette di scoprire la nostra profondità, ed in essa Dio, di capire le motivazioni, di liberare e purificare la carica del nostro inconscio che si è accumulata, di riconquistare la calma, distruggere l’ansietà, la paura ed il timore che governano gran parte della nostra vita. Il silenzio è una solitudine che unifica.
Amare e lasciarsi amare
È un cammino con cuore oltre ad essere un cammino del cuore e verso il cuore. Rimanere nell’amore è rimanere aperti. E l’uomo cresce nella misura in cui si apre in un amare e lasciarsi amare. Nel nostro pellegrinaggio interiore non siamo soli. È Dio che ci spinge, è Dio che ci invita; è Dio che ci conduce, è Dio che ci “dimentica”. La preghiera del cuore è amore e l’amore deve sempre crescere se è autentico amore. L’efficacia del nostro lavoro interiore dipende principalmente da questa docilità, da questa fede, e dal lasciarci trasportare dall’onda della Vita anche quando ci sembra che non ci sia via d’uscita. Amico, armonizzati! Trova la tua nota e falla risuonare forte e chiara, perché sei parte della vasta orchestra della vita. Apri la tua mente e il tuo cuore al flusso divino che desidera solo vedere spalancate le porte del tuo cuore.
Dell’Autrice segnaliamo:
Ama e lasciati amare
Appunti di viaggio, Roma 1994, pp. 148

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quarta-feira, 3 de abril de 2013

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    PAPA FRANCESCO

    UDIENZA GENERALE

    Piazza San Pietro
    Mercoledì, 3 aprile 2013




    Cari fratelli e sorelle,
    buongiorno,


    oggi riprendiamo le Catechesi dell’Anno della fede. Nel Credo ripetiamo questa espressione: «Il terzo giorno è risuscitato secondo le Scritture». E’ proprio l’evento che stiamo celebrando: la Risurrezione di Gesù, centro del messaggio cristiano, risuonato fin dagli inizi e trasmesso perché giunga fino a noi. San Paolo scrive ai cristiani di Corinto: «A voi… ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto; cioè che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture, e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici» (1Cor 15,3-5). Questa breve confessione di fede annuncia proprio il Mistero Pasquale, con le prime apparizioni del Risorto a Pietro e ai Dodici: la Morte e la Risurrezione di Gesù sono proprio il cuore della nostra speranza. Senza questa fede nella morte e nella risurrezione di Gesù la nostra speranza sarà debole, ma non sarà neppure speranza, e proprio la morte e la risurrezione di Gesù sono il cuore della nostra speranza. L’Apostolo afferma: «Se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati» (v. 17). Purtroppo, spesso si è cercato di oscurare la fede nella Risurrezione di Gesù, e anche fra gli stessi credenti si sono insinuati dubbi. Un po’ quella fede “all’acqua di rose”, come diciamo noi; non è la fede forte. E questo per superficialità, a volte per indifferenza, occupati da mille cose che si ritengono più importanti della fede, oppure per una visione solo orizzontale della vita. Ma è proprio la Risurrezione che ci apre alla speranza più grande, perché apre la nostra vita e la vita del mondo al futuro eterno di Dio, alla felicità piena, alla certezza che il male, il peccato, la morte possono essere vinti. E questo porta a vivere con più fiducia le realtà quotidiane, affrontarle con coraggio e con impegno. La Risurrezione di Cristo illumina con una luce nuova queste realtà quotidiane. La Risurrezione di Cristo è la nostra forza!

    Ma come ci è stata trasmessa la verità di fede della Risurrezione di Cristo? Ci sono due tipi di testimonianze nel Nuovo Testamento: alcune sono nella forma di professione di fede, cioè di formule sintetiche che indicano il centro della fede; altre invece sono nella forma di racconto dell’evento della Risurrezione e dei fatti legati ad esso. La prima: la forma della professione di fede, ad esempio, è quella che abbiamo appena ascoltato, oppure quella della Lettera ai Romani in cui san Paolo scrive: «Se con la tua bocca proclamerai: “Gesù è il Signore!”, e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo» (10,9). Fin dai primi passi della Chiesa è ben salda e chiara la fede nel Mistero di Morte e Risurrezione di Gesù. Oggi, però, vorrei soffermarmi sulla seconda, sulle testimonianze nella forma di racconto, che troviamo nei Vangeli. Anzitutto notiamo che le prime testimoni di questo evento furono le donne. All’alba, esse si recano al sepolcro per ungere il corpo di Gesù, e trovano il primo segno: la tomba vuota (cfr Mc 16,1). Segue poi l’incontro con un Messaggero di Dio che annuncia: Gesù di Nazaret, il Crocifisso, non è qui, è risorto (cfr vv. 5-6). Le donne sono spinte dall’amore e sanno accogliere questo annuncio con fede: credono, e subito lo trasmettono, non lo tengono per sé, lo trasmettono. La gioia di sapere che Gesù è vivo, la speranza che riempie il cuore, non si possono contenere. Questo dovrebbe avvenire anche nella nostra vita. Sentiamo la gioia di essere cristiani! Noi crediamo in un Risorto che ha vinto il male e la morte! Abbiamo il coraggio di “uscire” per portare questa gioia e questa luce in tutti i luoghi della nostra vita! La Risurrezione di Cristo è la nostra più grande certezza; è il tesoro più prezioso! Come non condividere con gli altri questo tesoro, questa certezza? Non è soltanto per noi, è per trasmetterla, per darla agli altri, condividerla con gli altri. E' proprio la nostra testimonianza.

    Un altro elemento. Nelle professioni di fede del Nuovo Testamento, come testimoni della Risurrezione vengono ricordati solamente uomini, gli Apostoli, ma non le donne. Questo perché, secondo la Legge giudaica di quel tempo, le donne e i bambini non potevano rendere una testimonianza affidabile, credibile. Nei Vangeli, invece, le donne hanno un ruolo primario, fondamentale. Qui possiamo cogliere un elemento a favore della storicità della Risurrezione: se fosse un fatto inventato, nel contesto di quel tempo non sarebbe stato legato alla testimonianza delle donne. Gli evangelisti invece narrano semplicemente ciò che è avvenuto: sono le donne le prime testimoni. Questo dice che Dio non sceglie secondo i criteri umani: i primi testimoni della nascita di Gesù sono i pastori, gente semplice e umile; le prime testimoni della Risurrezione sono le donne. E questo è bello. E questo è un po’ la missione delle donne: delle mamme, delle donne! Dare testimonianza ai figli, ai nipotini, che Gesù è vivo, è il vivente, è risorto. Mamme e donne, avanti con questa testimonianza! Per Dio conta il cuore, quanto siamo aperti a Lui, se siamo come i bambini che si fidano. Ma questo ci fa riflettere anche su come le donne, nella Chiesa e nel cammino di fede, abbiano avuto e abbiano anche oggi un ruolo particolare nell’aprire le porte al Signore, nel seguirlo e nel comunicare il suo Volto, perché lo sguardo di fede ha sempre bisogno dello sguardo semplice e profondo dell’amore. Gli Apostoli e i discepoli fanno più fatica a credere. Le donne no. Pietro corre al sepolcro, ma si ferma alla tomba vuota; Tommaso deve toccare con le sue mani le ferite del corpo di Gesù. Anche nel nostro cammino di fede è importante sapere e sentire che Dio ci ama, non aver paura di amarlo: la fede si professa con la bocca e con il cuore, con la parola e con l’amore.

    Dopo le apparizioni alle donne, ne seguono altre: Gesù si rende presente in modo nuovo: è il Crocifisso, ma il suo corpo è glorioso; non è tornato alla vita terrena, bensì in una condizione nuova. All’inizio non lo riconoscono, e solo attraverso le sue parole e i suoi gesti gli occhi si aprono: l’incontro con il Risorto trasforma, dà una nuova forza alla fede, un fondamento incrollabile. Anche per noi ci sono tanti segni in cui il Risorto si fa riconoscere: la Sacra Scrittura, l’Eucaristia, gli altri Sacramenti, la carità, quei gesti di amore che portano un raggio del Risorto. Lasciamoci illuminare dalla Risurrezione di Cristo, lasciamoci trasformare dalla sua forza, perché anche attraverso di noi nel mondo i segni di morte lascino il posto ai segni di vita. Ho visto che ci sono tanti giovani nella piazza. Eccoli! A voi dico: portate avanti questa certezza: il Signore è vivo e cammina a fianco a noi nella vita. Questa è la vostra missione! Portate avanti questa speranza. Siate ancorati a questa speranza: questa àncora che è nel cielo; tenete forte la corda, siate ancorati e portate avanti la speranza. Voi, testimoni di Gesù, portate avanti la testimonianza che Gesù è vivo e questo ci darà speranza, darà speranza a questo mondo un po’ invecchiato per le guerre, per il male, per il peccato. Avanti giovani!



    Saluti:

    Je suis heureux de vous saluer chers amis francophones, particulièrement les jeunes venus de France, de Suisse, de Belgique, ainsi que les jeunes du Liban qui ont préparé les méditations de la Via Crucis. Laissez-vous illuminer par la résurrection du Christ et transformer par sa force pour porter au monde des signes de sa vie ! Bonne semaine pascale à tous !

    I offer a warm welcome to all the English-speaking visitors present at today’s Audience, including those from England, Scotland, Wales, Ireland, Norway, Sweden, Australia, the Philippines, Canada and the United States. In a special way I greet the newly-ordained deacons from the Pontifical Irish College and their families. My greeting also goes to the delegation from the United States Senate. I thank the choirs for their praise of God in song. With great affection I invoke upon all of you the joy and peace which are the abiding gifts of the risen Lord.

    Mit Freude grüße ich alle Pilger und Besucher deutscher Sprache. Der auferstandene Christus ist auch unter uns gegenwärtig. Wir können ihn wahrnehmen im Hören auf sein Wort, mit dem er uns den Weg weist, der zum Leben führt. Er ist gegenwärtig in der Eucharistie und er begleitet uns in unseren Werken der Nächstenliebe. Lassen wir uns von seiner Liebe verwandeln. Euch allen wünsche ich eine gnadenreiche Osterzeit!

    Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los grupos provenientes de España, Argentina, México y los demás países latinoamericanos. Invito a todos a acoger la alegría que nos trae el Resucitado, para que el encuentro con Jesús abra nuestro corazón a la fe y a la esperanza, haciéndonos valientes testigos de su amor.

    Amados peregrinos de língua portuguesa, particularmente o grupo de brasileiros vindos do Paraná: alegrai-vos e exultai, porque o Senhor Jesus ressuscitou! Deixai-vos iluminar e transformar pela força da Ressurreição de Cristo, para que as vossas existências se convertam num testemunho da vida que é mais forte do que o pecado e a morte. Feliz Páscoa para todos!

    الحجاج الأحباء الناطقون باللغة العربية: إن قيامة المسيح هي أساس أيماننا المسيحي. فالقيامة لم تُولد في الكنيسة بل أن الكنيسةَ قد ولِدت من القيامة. فلا تخافوا من أن تبشروا بـ"المسيح مصلوبا وقائما ومنتصرا على الشر وعلى الموت"، عبر شهادة الحياة اليومية وأفعال الرحمة والمغفرة والمحبة تجاه الجميع. عيد فصح مبارك!. ولكم جميعا أمنح البركة الرسولية!

    Witam polskich pielgrzymów. Drodzy bracia i siostry, przeżywając – w tych dniach szczególnie – spotkanie ze zmartwychwstałym Panem, pozwólcie, aby Jego blask przeniknął wasze umysły i serca, i by przemieniała was Jego moc, abyście byli świadkami wiary wobec współczesnego świata. Niech życie wasze i waszych rodzin napełnia radość wielkanocnego poranka! Niech Bóg wam błogosławi!

    * * *

    Mentre parlava lo speaker per i saluti in italiano, il Papa ha detto questa frase in risposta ai numerosi applausi:

    Davvero sono entusiasti questi milanesi, eh!



    Saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana. In particolare, accolgo con gioia il grande pellegrinaggio della Diocesi di Milano, guidato dal Cardinale Angelo Scola, e specialmente i ragazzi quattordicenni, che si preparano alla loro professione di fede. Cari ragazzi, prego per voi, perché la vostra fede diventi convinta, robusta, come una pianta che cresce e porta buoni frutti. Il Vangelo sia la vostra regola di vita, come lo fu per san Francesco d’Assisi. Leggete il Vangelo, meditatelo, seguitelo: umiltà, semplicità, fraternità, servizio; tutto nella fiducia in Dio Padre, nella gioia di avere un Padre nei cieli, che vi ascolta sempre e parla al vostro cuore. Seguite la sua voce, e porterete frutto nell’amore! Cari ragazzi.

    Saluto i fedeli della Diocesi di Modena-Nonantola, con il loro Vescovo, Mons. Lanfranchi; saluto i nuovi Diaconi della Compagnia di Gesù, con i loro familiari; le Religiose e i Religiosi; i numerosi gruppi parrocchiali e le associazioni. Per tutti invoco la gioia e la speranza che derivano dalla Pasqua di Cristo.

    A voi, cari giovani, e siete tanti, auguro di fare esperienza di Gesù Cristo vivo, per diventare suoi testimoni. Voi, cari malati, possiate sentire il conforto della presenza del Signore risorto. E voi, cari sposi novelli, accoglietelo ogni giorno nella vostra vita coniugale.



    © Copyright 2013 - Libreria Editrice Vaticana

    Le grand combat actuel.


    COMBAT MYSTIQUE.

    Le grand combat actuel.

    Ces pages représentent la deuxième partie du livre “Les Temps à venir”, de Johannes De Parvulis.

    (Publié en Suisse par les Éditions du Parvis, et disponible aussi au Canada à la librairie Médiaspaul, de Sherbrooke, Qc., tél. : 819-569-5535)



    COMBAT MYSTIQUE

    Le grand combat actuel.
    COMBAT MYSTIQUE
    Le grand combat actuel.
    * * *
    Ce combat aura des vainqueurs, qui par cette victoire pourront entrer dans l’Ère nouvelle.



    INDEX DE LA MATIÈRE


    La lutte entre le Sacré et le Profane.
    1 - Le Dogme eucharistique menacé.
    2 - Sur la valeur de la Messe comme Sacrifice d’expiation. (Texte de 1931).
    3 - L’Eucharistie: Jésus à Mgr Michelini.
    4 - Kérizinen. (Sur l’Eucharistie).
    5 - L’Eucharistie: la Vierge à don Gobbi.
    6 - L’Eucharistie: Jésus à Vassula Ryden.
    7 - Lanciano. (Le Miracle eucharistique).
    8 - L’ADN du Christ.
    9 - Hymne aux Tabernacles. (Alexandrina-Maria Da Costa).
    La lutte entre le Vrai et le Faux.
    1 - Jean-Paul II: le Ciel nous en parle.
    2 - La Vérité, une opinion ?
    3 - Démocratie et Théocratie.
    4 - Quand la démocratie entre à l’Église.
    5 - Péché et pécheur.
    6 - Primauté de Pierre.
    7 - L’élection d’un Pape: conditions de validité.
    8 - Synodes épiscopaux: infaillibilité conditionnelle.
    9 - La boussole des évêques: l’infaillibilité papale.
    10 - Question de fidélité.
    11 - Abomination et Désolation.
    12 - Dans le Divin Vouloir, le remède.
    Lutte entre les Charismes et les “Puissances”.
    1 - Le “Culte Vineyard” (ou “Toronto Blessing”, ou: “du Saint Rire” ).
    2 - Les “Glisseurs”, ou “Faufileurs”.
    3 - Un détail pouvant servir à identifier les faux mystiques.
    Récits
    1 - Trois exemples sur la Divine Volonté:
    (1 - Chauffeur privé. 2 - Les échecs. 3 - L’amour à son meilleur).
    2 - La centrale hydroélectrique.
    3 - L’Arbre aux dévotions.
    4 - La source assoiffée.
    5 - Le Ciel… mais comment est-il?
    6 - Les athlètes dans le stade.
    7 - L’oiseau sans ailes.
    8 - Manger, mais au sens spirituel.
    9 - Deux figures d’Israël.
    10 - Temps de moisson: le temps actuel.




    Avant propos :

    Ce livre décrit la lutte qui aujourd’hui fait rage entre la Vérité et le Mensonge, le Bien et le Mal, le Sacré et le Profane, les Charismes et les “Puissances”. Les Charismes sont accordés par Dieu, les “Puissances” ou “Pouvoirs” sont accordés par Satan. Bien que ce combat titanesque soit surtout de nature mystique, ses répercussions dans notre vie quotidienne sont inévitables. Ceux qui en sortiront vainqueurs gagneront le droit d’accès au Royaume messianique, le nouvel Éden que les Prophètes chrétiens contemporains nous présentent comme imminent.

    Pour mieux profiter du Saint-Sacrifice de la Messe

     

    Pour mieux profiter du Saint-Sacrifice de la Messe



    Voulez-vous glorifier Dieu et honorer les Saints ?

    - Assistez dévotement à la Messe.


    Voulez-vous sauver beaucoup d’âmes ?

    - Assistez dévotement à la Messe.


    Voulez-vous obtenir beaucoup de grâces ?

    - Assistez dévotement à la Messe.



    Valeur Infinie du Saint-Sacrifice de la Messe


    La mort de N.S. Jésus-Christ sur la Croix, au Calvaire, voila le Grand Trésor.


    Le Saint-Sacrifice de la Messe est la Clef qui nous ouvre ce trésor, et nous pouvons y puiser à pleines mains. Chaque fois que nous assistons pieusement à la Messe, nous obtenons les mêmes faveurs que si nous eussions été présents à la Mort Sanglante de Jésus, au Calvaire, il y a 19 siècles.

    Après la Consécration, Jésus est aussi réellement présent sur l’autel, il s’offre à son Père pour le Salut du Monde, comme il l’a fait dans la crèche.

    Notre Seigneur a révélé à sainte Mechtilde que nous pouvons, à la Sainte Messe, offrir Jésus à son Père comme un trésor qui nous appartient, et que nous en serons récompensés généreusement.

    Au moment où le prêtre élevait la Sainte Hostie, Sainte Colette a vu Notre Seigneur sur la Croix, couvert de sang et de plaies, et priant pour les pécheurs.

    Saint Laurent Justinien dit que des centaines de pécheurs sont sauvés par les prières que Jésus fut pour eux à la Sainte Messe.

    Par une seule Messe entendue dévotement, nous procurons à Dieu plus de gloire et nous amassons plus de mérites que toutes les autres prières et bonnes œuvres.

    Par une seule Messe, nous expions plus de péchés que par les pénitences les plus austères

    Par la Sainte Messe, nous témoignons à la Très Sainte Trinité toute la reconnaissance que nous Lui devons.

    Les messes que nous entendons dévotement pendant notre vie sur la terre nous sont plus utiles que celles qui seront offertes pour nous après notre mort.

    Lorsque nous assistons à la Sainte Messe pour honorer un Saint, nous faisons ce qui lui est le plus agréable ; alors, il prend toutes nos intentions à cœur.



    En assistant dévotement au Saint-Sacrifice de la Messe :

    - on préserve de bien des malheurs soi-mème et ceux pour lesquels on prie,

    - on obtient des bénédictions pour ses affaires spirituelles et temporelles,

    - on obtient le pardon des fautes vénielles dont on est résolu de se corriger,

    - on obtient la force de vaincre les tentations,

    - on obtient la conversion des pécheurs et la guérison des malades,

    - on obtient la délivrance des âmes du purgatoire,

    - on obtient de souffrir moins dans le Purgatoire,

    - on obtient pour le Ciel une augmentation de gloire et de bonheur pendant toute l’éternité.



    Au sortir de la vie, lorsque le Souverain Juge nous demandera compte de toutes les actions de notre vie, et mettra dans la balance nos mérites et nos péchés, les Messes offertes et entendues dévotement seront d’un grand poids pour notre salut, surtout si nous avons pris part au Saint-Sacrifice par des communions ferventes.

    Si par négligence, vous manquez la Messe, vous faites une perte d’un prix infini.

    Offrez à l’autel votre corps et votre âme, votre cœur avec ses affections, les travaux, les peines, les joies, les épreuves de la journée. En retour, Jésus vous donnera à manger la Sainte Hostie, il vous communiquera sa vie divine et vous comblera de ses grâces et de ses bienfaits.

    A la fin de la Messe, le prêtre vous bénira au nom du Père, du Fils et du Saint Esprit, et Jésus ratifiera cette bénédiction et l’étendra sur toute votre journée.

    Par la Messe et la Communion, vous commencerez déjà à vivre de la vie des Bienheureux du Ciel en attendant d’aller jouir avec eux de la Vision Béatifique où vous prendrez part au Sacrifice Éternel de l’Agneau sans tache, sur l’Autel d’Or du Paradis parmi les concerts des Anges et des Saints.


    Imprimatur Georges Léon Pelletier Évêque des Trois Rivières - Québec, 11 novembre 1948

    Le Trésor de la Sainte Messe


    Le Trésor de la Sainte Messe


    Voici quelques considerations sur la valeur de la Messe extraites d’un exposé fait par l’abbé Hygonnet à

    quelques familles Domus Christiani le 24 mai dernier. On a conservé ici le style oral



    « On peut mourir de soif, assis sur la margelle d'un puits », disait le Bhrx Edouard Poppe,

    prêtre du diocèse de Gand, béatifié par le Pape Jean-Paul II....

    Et l’on peut vivre, miséreux, avec des lingots d'or dans son jardin.

    En effet, on n'est riche d'un trésor que pour autant qu'on s'en sait possésseur.

    Volà pourquoi le trésor très saint de la Messe n'est pas apprécié par un grand nombre de

    chrétiens : la Messe reste un trésor caché à leurs yeux, peu d'entre eux le connaissent.

    La Messe est le soleil du christianisme, le coeur de la religion catholique, auquel tous les

    rites et les sacrements se rapportent.

    Le prêtre est ordonné au cours d'une Messe, lui qui est source ministérielle des

    sacrements.

    .

    I C'est le même Sacrifice que celui du Calvaire


    La seule différence est que sur la Croix, le Sacrifice fut sanglant, et n'eut lieu qu'une seule

    fois. En cette seule fois, il eut assez de force pour expier pleinement toutes les iniquités

    de l'univers.

    Sur l'Autel, il n'est point douloureux et se renouvelle une infinité de fois, autant de fois qu'il

    y a de prêtres et de jours dans l'histoire du monde. Son obket, son but, est d'appliquer à

    chacun en particulier la Rédemption générale acquise par Jésus dans sa douloureuse

    immolation.

    Le Sacrifice sanglant du Calvaire a été le principe de la rançon des âmes ; le Sacrifice

    non sanglant de l'Autel met les âmes en possesion effective de cette rançon.

    Le premier ouvre aux âmes le trésor des mérites de Notre-Seigneur, l'autre en assure aux

    âmes l'usage.

    Il faut remarquer que la Messe n'est pas simple représentation, simple mémorial de la

    Passion et de la mort de Notre-Seigneur : c'est une reproduction réelle et certaine de ce

    qui s'est accompli sur la Croix.

    De sorte qu'on peut dire qu'à chaque Messe Notre-Seigneur subit de nouveau pour les

    âmes la mort, d'une manière mystique, sans mourir en réalité. Il vit tout à la fois et Il est

    immolé : « j'ai vu, dit St Jean, l'Agneau qui était comme égorgé » .

    A Noël, l'Eglise représente comme actuelle la naissance de Jésus, à la Pentecôte, l'Eglise

    représente l'envoi du St Esprit aux Apôtres, sans que cela soit vrai qu'à ce moment Jésus

    naisse effectivement ou bien envoie son Esprit.

    Mais pour la Messe, il n'en est pas ainsi : il ne s'agit pas d'une simple représentation ;

    c'est exactement le même Sacrifice que celui du Calvaire ; seulement il n'est plus

    sanglant (douloureux) ; le même Corps, le même Sang ; le même Jésus S'offrirent sur la

    Croix et S'offrent sur l'autel.

    « C'est l'oeuvre de notre Rédemption qui s'accomplit de nouveau », dit l'Eglise.

    Oui, c'est le même sacrifice, absolument le même, que le sacrifice du Calvaire.

    Quelle impression sur soi, si l'on était transporté devant Jésus crucifié, transporté en haut

    du Calvaire.

    Eh bien, assister à la messe, c'est assister à la mort de NS.

    Si poignant serait de voir Notre-Seigneur crucifié au sommet du Golgotha, si poignant

    d'assister à la Messe. Mais sommes-nous si recueillis en assistant à la Ste Messe ?

    Que penserait-on de Marie Madeleine si on l'avait rencontrée au pied de la Croix couverte

    de ses plus beaux vêtements, parfumée pour plaire aux regards qui se posent sur elle,

    comme elle le fit dans son passé de courtisane ?...

    Les âmes ne vont-elles pas parfois à la Messe comme elles se rendent à une réunion

    mondaine ?

    « Maudit l'homme qui fraude dans l'oeuvre divine», s'écrie le Prophète Jérémie.

    II Le prêtre principal de la Messe est Jésus-Christ Lui-même


    La Messe n'est pas la copie mais l'original même du Sacrifice de la Croix... prérogative

    très admirable !

    Mais une autre prérogative, plus admirable encore, est que ce sacrifice a pour ministre et

    pour prêtre Jésus-Christ, l'Homme-Dieu.

    Trois éléments fondamentaux doivent être considérés dans le Sacrifice :

    La victime offerte

    Le prêtre qui offre

    La dignité de celui à qui il est offert

    Eh bien, le prêtre de la Messe est Jésus-Christ ; est offerte la vie de Jésus-Christ vrai

    Dieu ; et la Messe est offerte à Dieu.

    En regardant le prêtre à l'autel, il faut reconnaître la Personne adorable de Notre-Seigneur

    Jésus-Christ, qui est le prêtre principal, non seulement parce que c'est Lui qui a institué la

    Messe et lui a donné toute son efficacité, mais aussi parce qu'à chaque Messe, c'est Lui

    qui change le pain et le vin en son Corps et en son Sang. Le prêtre de la messe c'est

    l'Homme-Dieu.

    Le principal mérite du prêtre à l'Autel est d'être le ministre de ce Prêtre éternel et invisible

    : Jésus-Christ.

    C'est pour cela que la Messe ne cesse pas d'être agréable à Dieu, lors même que le

    prêtre qui la célèbre serait sacrilège : car le prêtre principal est Jésus-Christ, celui qu'on

    voit n'est que son Ministre.

    Quand un grand personnage fait l'aumône par la main de son serviteur, c'est à lui, le

    personnage riche, qu'on attribue l'aumône, même si le serviteur est pour sa part un

    scélérat. Et si le maître est juste, son aumône, qui passe par des mains scélérates

    cirocnstanciellement, est néanmoins sainte et méritoire.

    C'est une grande sécurité d'être ainsi sûr et certain de la puissance de la Messe,

    indépendamment de la qualité personnelle du prêtre célébrant.

    Or à tout heure du jour et de la nuit, ce Prêtre très Saint JC présente et offre à Dieu son

    Corps et son Sang pour le salut des âmes : source inépuisable de grâces pour toutes les

    âmes, et si consolante !

    III Dignité à laquelle est élevé le fidèle qui assiste à la Sainte Messe


    Le simple fidèle est appelé à être sanctificateur, au cours de la Messe à laquelle il assiste.

    Le célébrant est le ministre de l'Eglise agissant au nom de la Communauté ; il est le

    médiateur auprès du trône de Dieu, dans le Ciel, de tous les fidèles spécialement ceux qui

    sont présents.

    Chacun des fidèles qui assistent à la Ste Messe concourt avec le célébrant à accomplir et

    à offrir le St Sacrifice : orate fratres... priez mes frères...

    Il faut comprendre par cette formule que bien que le prêtre remplisse les fonctions de

    principal ministre, efficace de soi, tous ceux qui sont présents offrent avec lui le St

    Sacrifice.

    IV Le plus grand miracle de la Puissance divine


    C'est une merveille que le changement opéré par les paroles d'un simple mortel.

    Qui aurait pu inventer cela: que la voix d'un homme, lequel n'a pas même la force de

    soulever de terre un brin de paille sans y devoir mettre la main, ait reçu le pouvoir de faire

    descendre du Ciel sur terre le Fils de Dieu Lui-même, par une simple parole, la parole de

    la Consécration.

    C'est plus fort que de transporter des montagnes ou d'assécher une mer.

    Les paroles consécratoires que le prêtre célébrant prononce à la Messe sont aussi

    puissantes -en ce sens- que les paroles divines de la Création du monde « que cela soit,

    et cela fut »

    Et le prêtre fait cela autant de fois qu'il le veut ; c'est un pouvoir stable et même

    inamissible

    Grand prodige qu'à toute heure, même simultanément en des lieux différents, Jésus

    S'offre ainsi.

    Regardez le soleil ) travers un tamis : y-a-t-il plusieurs soleils qui passent par le trou de

    ce crible ou n'y en-a-t-il qu'un seul ?

    Pourquoi donc s'étonner que Dieu, quoiqu'Il soit inaltérable soit par excès d'amour,

    réellement présent sur plusieurs Autels à la fois ?

    La question est celle de la vivacité et de la véracité de votre Foi.

    IV Nécessité de la Mess epour apaiser la justice de Dieu


    Si le soleil n'éclairait le monde, qu'arriverait-il ?

    Il n'y aurait plus que ténèbres, stérilité et misère.

    Eh bien sans le St Sacrifice de la Messe, on serait privé de la grâce, en face de toutes les

    tentations et de la justice de Dieu

    N'avez-vous jamais remarqué que Dieu Se présente souvent dans l'Ancien Testament

    comme le Dieu des Armées, dont les châtiments les plus durs s'abattent ?

    Maintenant, cad dans le Nouveau Testament, Dieu supporte avec patience non seulement

    les légèretés et les vanités, mais même les adultères les plus criminels, les plus grands

    scandales, les blasphèmes les plus horribles que commettent le monde et souvent les

    chrétiens eux-mêmes ?

    D'où vient cette différence dans la manière pour Dieu de gouverner les hommes ? Les

    ingratitudes et les péchés des hommes sont-ils plus excusables qu'autrefois ?

    Qui oserait dire cela ? Les bienfaits reçus rendent au contraire les âmes sans

    comparaison plus coupables dans le Nouveau Testament.

    La raison d'une si touchante clémence et son secret réside à l'Autel, dans le Sacrifice de

    Jésus immolé pour le monde à la Ste Messe ; Il est Lui-même devenu la victime

    d'expiation des hommes.

    Là se trouve le soleil de l'Eglise catholique, capable de dissiper les nuages et de rendre

    au Ciel sa sérénité. Là est le nouvel et pacifiant arc en ciel, signe de réconciiation biblique

    s’il en est.

    La Messe est le victorieux levier qui soutient le monde.

    Alphonse d’Albuquerque, conquérant des Indes, fut un jour pris dans une violente

    tempête, en pleine mer.

    Devant le naufrage imminent, il saisit un bébé qui était lui aussi embarqué dans son

    bateau, le leva à bout de bras et pria Dieu qu’Il épargne l’embarcation par égard pour ce

    petit innocent. Et la tempête se calma, d’un coup.

    Que fera donc pour nous Dieu le Père alors que le prêtre, élevant vers Lui l'Hostie

    consacrée, Lui présente ainsi son propre Fils unique, parfait Innocent ?

    Dieu ne pourra vraiment refuser rien du tout à la prière fantastique de la Ste Messe.

    Oui l’âme dévote peut TOUT attendre de la Ste Messe.

    http://www.fssp.be/fssp_documents/tresor_messe.pdf