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domingo, 8 de março de 2020

Madre Provvidenza e l’incontro con un’anima del purgatorio

Madre Provvidenza e l’incontro con un’anima del purgatorio

 
Una notte mi sentii svegliare con un tocco sulla mano destra. Chiesi chi fosse. Così mi venne risposto: «Sono un’anima del Purgatorio che tu conosci e che ha bisogno di suffragi».
Quando mi disse il nome mi ricordai che la conobbi davvero. Era una donna venuta da me anni or sono a chiedere consigli. Vi confesso che ero sveglia e non dormivo.
Le chiesi allora: «Per quali peccati sei andata in Purgatorio, e quanti anni sono che lì ti trovi?».
«Sono cinque anni. Sono morta come oggi. Mi trovo in Purgatorio per i peccati commessi con la lingua: chiacchieravo sempre tanto e inutilmente. Talvolta trascuravo anche le preghiere del mattino e della sera, e poi giudicavo il prossimo malamente, invece di giudicare me stessa».
«Che pene provi in Purgatorio?».
«Sono cinque anni che muoio di sete. La mia lingua brucia continuamente come se fosse fatta di fuoco. Non ho più lacrime per piangere. Ho ottenuto dal Signore, per la devozione che ho sempre avuto verso il Sacro Cuore, la grazia di venire a parlarti. Credo che una tua preghiera per me sarà da Lui accettata, perché dovrei stare in Purgatorio ancora quasi dieci anni anche per altri peccati veniali che ho commesso».
Mi disse inoltre che pregare per le anime abbandonate significa ottenere grazie da Dio, perché loro recitano preghiere per chi cerca di suffragarle e di liberarle dai loro tormenti.
La assicurai allora che avrei pregato per lei. Soggiunse che si chiamava Antonietta, e che nel suo girone c’erano tante anime abbandonate senza parenti e amici che pregassero per loro.
Dico la verità che io cominciai a tremare, soprattutto perché non la vedevo. Lei infatti mi disse: «Non ho il permesso di farti vedere il mio volto».
Mi sono decisa di scrivere quanto sopra per ricordare che, invece di trascorrere giorni nel-l’ozio e nei divertimenti, vi ricordiate di chi tanto soffre nell’aldilà, proprio dove ci sarà un posto anche per noi, perché se qualche mancanza ce l’hanno anche i Santi, tanto più noi.
«L’eterno riposo dona loro, o Signore. Risplenda ad essi la luce perpetua; riposino in pace. Amen».
Madre Provvidenza