http://4.bp.blogspot.com/_14vrv7ni7HM/TLYyK0PS85I/AAAAAAAABU8/h4xBT0R8kQU/s1600/20101013225550_D0064009.jpg

 

Arquivo do blog

domingo, 18 de março de 2012

Pope's Sunday Angelus: prayerful attention to God and true human fellowship



Pope Benedict XVI on Sunday appealed for continued commitment to achieving equitable access to safe water resources adequate to the needs of all.

Speaking after the traditional Angelus prayer on the Sunday that marks the mid-way point of the season of Lent, and in the context of the close – on Saturday – of the VI World Water Forum in Marseille, as well as the World Water Day to be celebrated this coming Thursday, the Pope expressed hope that the success of these initiatives will promote the right to life and the nutrition of every human person, as well as a responsible use of the Earth’s resources in a manner ordered to the common good, in the present and into the future.

Before the Angelus, the focus of the Holy Father’s brief catechesis was the great period of penitential preparation for Easter, in which the Church now finds Herself. He called the Lenten season, “A journey with Jesus across the ‘desert’ - a time, that is, in which to listen more and more closely to the voice of God, and to unmask the temptations that speak within each of us.”

It was a theme to which the Holy Father returned in his remarks to English-speaking pilgrims gathered in St. Peter’s Square:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors present for today’s Angelus. This Sunday, we reach the mid-way point of our Lenten journey. As we continue on our way, we keep our eyes fixed upon our goal, when we will accompany our Lord on the path to Calvary, so as to rise with him to new life. May Christ, the light of the world, shine upon you and fill you with his blessings!

The Pope also had words of encouragement for a group of Italian workers facing the prospect of a mass-layoff, promising prayerful support to them and their families in the hope that a solution to their difficult situation might be found.

Finally, Pope Benedict asked all the faithful for prayers in support of his upcoming voyage to Mexico and Cuba. Speaking in Spanish, he entrusted the pilgrimage, “to the Blessed Virgin Mary, who is so dearly known in those blessed lands under the names of Guadalupe and Charity.”
RealAudioMP3

Papst: „Betet für meine Lateinamerika-Reise“



RealAudioMP3 Benedikt XVI. bittet um Gebet für seine Lateinamerika-Reise. Das sagte er an diesem Sonntag beim Angelus-Gebet am römischen Petersplatz. „An diesem Freitag darf ich selber als Pilger der Hoffnung nach Mexiko und Kuba aufbrechen, und ich bitte euch, diese Apostolische Reise im Gebet zu begleiten.“ Er wolle die Christen in beiden Ländern „in ihrem Glauben bestärken“ und hoffe auf „reiche Früchte an christlichem Leben und kirchlicher Erneuerung, um zum Fortschritt dieser Völker beizutragen“, so der Papst.

Benedikt ging auch auf das Weltwasserforum ein, das am Samstag in Marseille zum Abschluß kam: Alle Menschen hätten ein Recht auf „gleichen, sicheren und adäquaten Zugang“ zu Trinkwasser. Ein „verantwortlicher und solidarischer Umgang mit den Gütern dieser Erde“ würde „den jetzigen und künftigen Generationen zum Vorteil gereichen“.

Ansonsten legte Papst Benedikt seinen Zuhörern auf der „Piazza San Pietro“ das Beichten ans Herz: Der Mensch liebe manchmal „mehr das Dunkel als das Licht“, aber „nur wenn er sich dem Licht öffnet und Gott ehrlich seine Sünden bekennt, findet er wahren Frieden und echte Freude“. Darum sei es wichtig, „regelmäßig“ zu beichten, „um unseren Weg der Umkehr zu intensivieren“.
„Am heutigen vierten Fastensonntag, dem Sonntag Lætare, strahlt schon etwas von der österlichen Freude auf. So sagt uns der Apostel Paulus in der zweiten Lesung: „Gott hat uns mit Christus auferweckt und uns zusammen mit ihm einen Platz im Himmel gegeben“ (Eph 2,6). In dieser Zuversicht wollen wir die Botschaft der Erlösung in Jesus Christus zu unseren Mitmenschen bringen. Der Herr schenke euch seine Gnade!”

Il Papa all’Angelus: pregate per il mio viaggio in Messico e a Cuba



All’Angelus, in Piazza San Pietro, Benedetto XVI chiede ai fedeli di pregare per il suo viaggio apostolico in Messico e a Cuba, che avrà inizio venerdì prossimo. Il Papa non manca poi di esprimere la sua vicinanza alle famiglie dei bambini belgi morti in un incidente stradale in Svizzera nei giorni scorsi. Ancora, ricordando la prossima Giornata dell'Acqua, ha auspicato che venga garantito a tutti un accesso equo e sicuro a questa preziosa risorsa. Nella catechesi sul Vangelo domenicale, ha quindi ribadito che, soprattutto in Quaresima, è importante accostarsi al Sacramento della Riconciliazione. Il servizio di Alessandro Gisotti:RealAudioMP3

Dal mio viaggio in Messico e a Cuba, ha detto Benedetto XVI salutando i pellegrini di lingua spagnola, nascano “abbondanti frutti di vita cristiana e di rinnovamento ecclesiale che contribuiscano ad un autentico progresso” dei popoli cubano e messicano. E in italiano, il Papa ha dunque invitato i fedeli a pregare per questo importante avvenimento:

“Vi chiedo di pregare per il viaggio apostolico in Messico e Cuba, che compirò a partire da venerdì prossimo. Affidiamolo all’intercessione della Beata Vergine Maria, tanto amata e venerata in questi due Paesi che mi accingo a visitare”.

Una preghiera speciale il Papa l’ha rivolta per i familiari dei bambini belgi morti in un tragico incidente stradale in Svizzera, martedì scorso. Parlando in francese, il Pontefice ha assicurato la sua vicinanza a quanti sono stati colpiti da questo grande dolore. Commentando il passo del Vangelo domenicale, il Papa ha sottolineato che Gesù sa bene che il culmine della sua missione è la Croce, “vertice dell’amore, che ci dona la salvezza”. Ma, ha aggiunto, se è infinito l’amore misericordioso di Dio che dona “il suo unico Figlio in riscatto della nostra vita, grande è anche la nostra responsabilità”:

“Ciascuno, infatti, deve riconoscere di essere malato, per poter essere guarito; ciascuno deve confessare il proprio peccato, perché il perdono di Dio, già donato sulla Croce, possa avere effetto nel suo cuore e nella sua vita”.
A volte, ha osservato il Papa, “l’uomo ama più le tenebre che la luce, perché è attaccato ai suoi peccati”:

“Ma è solo aprendosi alla luce, è solo confessando sinceramente le proprie colpe a Dio, che si trova la vera pace e la vera gioia. E’ importante allora accostarsi con regolarità al Sacramento della Penitenza, in particolare in Quaresima, per ricevere il perdono del Signore e intensificare il nostro cammino di conversione”.

Dopo la riflessione sul Vangelo, il Papa ha rivolto un pensiero particolare al Forum di Marsiglia sull’Acqua e alla prossima Giornata mondiale dell’acqua, che quest'anno sottolinea il legame tra tale preziosa risorsa e la sicurezza alimentare:

“Auspico che queste iniziative contribuiscano a garantire per tutti un accesso equo, sicuro e adeguato all’acqua, promuovendo così i diritti alla vita e alla nutrizione di ogni essere umano e un uso responsabile e solidale dei beni della terra, a beneficio delle generazioni presenti e future”.
Né ha mancato di salutare i partecipanti al convegno in corso a Gniezno in Polonia. Tale evento, ha detto parlando in polacco, sia per l’Europa “memoria delle sue radici cristiane e della necessità di costruire una società civile fondandosi sui valori evangelici”. Salutando, poi, i pellegrini italiani ha rivolto una particolare attenzione a quanti si trovano in difficoltà a causa della crisi economica:

“Saluto i lavoratori dell’Alcoa di Portovesme, assicurando ad essi e alle rispettive famiglie la mia preghiera e la mia vicinanza ed auspicando che la loro difficile situazione, come altre simili, possa avere un’adeguata soluzione”.

Infine, ricordando che domani la Chiesa celebra la festa di San Giuseppe, il ha ringraziato di cuore quanti avranno per lui “un ricordo nella preghiera” nel giorno del suo onomastico.

Santo Padre Benedicto XVI : “A veces, el hombre ama más las tinieblas que la luz, porque está apegado a sus pecados. Pero es sólo confesando sinceramente las propias culpas a Dios, que se encuentra la verdadera paz y la verdadera alegría”.


(RV).- “A veces, el hombre ama más las tinieblas que la luz, porque está apegado a sus pecados. Pero es sólo confesando sinceramente las propias culpas a Dios, que se encuentra la verdadera paz y la verdadera alegría”. Lo ha afirmado este mediodía el Santo Padre Benedicto XVI en su alocución antes del rezo mariano del Ángelus en la plaza de san Pedro. El Papa ha pedido a los fieles y peregrinos que recen por su inminente viaje apostólico a México y Cuba, que emprenderá a partir del próximo viernes. Y ha agradecido de antemano a todos los que mañana, fiesta solemne de San José, lo recordarán en sus oraciones, en el día de su onomástico.

Palabras del Papa en español (Audio) RealAudioMP3


Texto completo de las palabras del Papa previas al Ángelus

Queridos hermanos y hermanas!

En nuestro itinerario hacia la Pascua, hemos llegado al cuarto domingo de cuaresma. Es un camino con Jesús a través del “desierto”, es decir, un tiempo para escuchar más la voz de Dios y también desenmascarar las tentaciones que hablan dentro de nosotros.

En el horizonte de este desierto se perfila la Cruz. Jesús sabe que ésta es el culmen de su misión: en efecto, la Cruz de Cristo es la cumbre del amor, que nos dona la salvación. Lo dice Él mismo en el Evangelio de hoy: “De la misma manera que Moisés levantó en alto la serpiente en el desierto, también es necesario que el Hijo del hombre sea levantado en alto, para que todos los que creen en Él tengan Vida eterna” (Jn 3,14-15).

El episodio se refiere al texto bíblico cuando “durante el éxodo desde Egipto”, los israelitas fueron atacados por serpientes venenosas y muchos murieron; entonces Dios encomendó a Moisés hacer una serpiente de bronce y ponerla encima de una asta: si uno venía mordido por las serpientes, mirando a la serpiente de bronce, se curaba (Cfr. Nm 21, 4-9). También Jesús será alzado en la Cruz, para que cualquiera que esté en peligro de muerte a causa del pecado, dirigiéndose a Él con fe -que ha muerto por nosotros-, sea salvado. “Dios, de hecho, - escribe san Juan- no envió a su Hijo para juzgar al mundo, sino para que el mundo se salve por Él” (Jn 3,17).

Comenta San Agustín; “La misión del médico es sanar al enfermo pero si uno no cumple las prescripciones del médico, se destruye solo. El Salvador ha venido al mundo... si tú no quieres ser salvado por Él, te juzgarás por ti mismo” (Sobre el Evangelio de Juan 12,12: PL 35, 1190). Por lo tanto, si infinito es el amor misericordioso de Dios, que llegó al extremo de dar a su único Hijo para rescate de nuestra vida, grande es también nuestra responsabilidad: cada uno -en efecto- debe reconocer su propia enfermedad para poder ser curado; cada uno tiene que confesar su propio pecado, porque el perdón de Dios -ya donado en la Cruz-, pueda tener efecto en su corazón y en su vida.

Nuevamente escribe San Agustín: “Dios condena tus pecados; y si también tú los condenas, te unes a Dios… Cuando comienza a disgustarte aquello que has hecho, entonces comienzan tus obras buenas, porque condenas tus obras malas. Las obras buenas comienzan con el reconocimiento de las obras malas” (ibid., 13: PL 35, 1191). A veces, el hombre ama más las tinieblas que la luz, porque está apegado a sus pecados. Pero es sólo abriéndose a la luz, es sólo confesando sinceramente las propias culpas a Dios, que se encuentra la verdadera paz y la verdadera alegría. Es importante entonces acercarse regularmente al Sacramento de la penitencia, particularmente en Cuaresma, para recibir el perdón del Señor e intensificar nuestro camino de conversión.

Queridos hermanos, mañana celebraremos la fiesta solemne de San José. Agradezco de corazón todos aquellos que me recordarán en la oración, en el día de mi onomástico. En particular, les pido que recen por mi viaje apostólico a México y Cuba, que realizaré desde el próximo viernes. Confiemos a la intersección de la Beata Virgen María, tan amada y venerada en estos dos Países, que me preparo para visitar
***


Tras la oración mariana, el Santo Padre ha recordado que ayer concluyó en Marsella, el VI Foro Mundial del Agua, y que el próximo jueves se celebrará el Día Mundial del Agua, que este año pone de relieve el importante vínculo de este recurso valioso y limitado con la seguridad alimentaria. “Espero -ha dicho el Papa- que estas iniciativas contribuyan a garantizar para todos un acceso equitativo, seguro y adecuado del agua, promoviendo así los derechos a la vida y a la nutrición de todo ser humano y a un uso responsable y solidario de los bienes de la tierra para beneficio de las generaciones presentes y futuras.

Hablando a los peregrinos francófonos, el Santo Padre ha dicho que en este tiempo de Cuaresma, toda nuestra vida se centra en Cristo, que tomó sobre sí nuestros sufrimientos y tristezas. Y precisamente a Él le ha encomendado el dolor de los padres belgas que, a causa del trágico accidente en Suiza, han perdido a sus hijos. A todos ellos les ha asegurado su cercanía y oraciones.

Saludando al final a los peregrinos polacos el Papa ha expresado su cercanía a los participantes en la conferencia que se clausura hoy en Gniezno, capital histórica de Polonia. “Que este congreso sea para Europa memoria de sus raíces cristianas y de la necesidad de construir una sociedad civil basándose en los valores del Evangelio”. (CA/ER – RV).

Papa pede orações pela sua viagem ao México e Cuba e recorda as crianças mortas no desastre rodoviário na Suíça

--



18/3/2012) Às vezes o homem gosta mais das trevas do que da luz porque está agarrado aos seus pecados. Mas somente abrindo-se á luz e confessando sinceramente as próprias culpas a Deus é que se encontra a verdadeira paz e a verdadeira alegria. Foi o que afirmou neste domingo Bento XVI, antes da recitação do Angelus do meio dia, falando do sentido da Quaresma como caminho com Jesus através do deserto, um tempo em que mais se escuta a voz de Deus e se desmascaram as tentações que falam dentro de nós.
Então é importante – advertiu o Papa aproximar-se com regularidade do Sacramento da Penitencia, em particular durante a Quaresma, para receber o perdão do Senhor e intensificar o nosso caminho de conversão.
De facto, segundo Bento XVI, cada um deve reconhecer que está doente, para poder ser curado; cada um deve confessar o próprio pecado, para que o perdão de Deus que já foi concedido sobre a Cruz, possa ter efeito no seu coração e na sua vida.
Amanhã celebraremos a festa solene de São José. O Papa agradeceu de coração todos aqueles que terão por ele uma recordação na oração, no dia do seu onomástico

Bento XVI pediu orações pela viagem apostólica que a partir da próxima sexta feira efectua ao México e Cuba para confirmar na fé os cristãos daquelas amadas nações e da inteira América Latina. O Papa convidou a acompanhá-lo com a sua proximidade espiritual para que nesta visita pastoral se produzam abundantes frutos de vida cristã e de renovação eclesial que contribuam para o progresso autentico desses povos. E a concluir encomendou esta peregrinação a Nossa Senhora que naquelas terras recebe os nomes de Guadalupe e Caridade.
Por ocasião do Angelus Bento XVI recordou o desastre ocorrido na Suíça e no qual perderam a vida numerosos adolescentes provenientes da Bélgica. O Papa confiou a Cristo a dor dos pais que por causa do trágico desastre perderam os seus filhos e a dor de quem se viu privado de uma pessoa querida. A todos o papa assegurou a sua proximidade e oração.

Referindo-se á conclusão em Marselha do quarto fórum mundial da água, Bento XVI exortou a comunidade internacional a “garantir a todos um acesso equitativo, seguro e adequado à água”, promovendo assim “os direitos à vida e à nutrição de todos os seres humanos”.
O Papa pediu ainda um “uso responsável e solidário dos bens da terra, em benefício das gerações futuras”.
A intervenção papal recordou que na quinta-feira vai ser celebrado o Dia Mundial da Água, que este ano sublinha “a ligação fundamental deste recurso precioso e limitado com a segurança alimentar”.