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sábado, 7 de janeiro de 2017

Per ricordare Don Divo Barsotti che si spense serenamente il 15 febbraio 2006



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Fondatore della Comunità dei Figli di Dio
Divo Barsotti è nato a Palaia (PI) nel 1914.
Pochi anni dopo l’ordinazione sacerdotale per interessamento di Giorgio La Pira si è trasferito a Firenze, dove ha iniziato la sua attività di predicatore e di scrittore. Oggi è unanimemente riconosciuto come mistico e come uno degli scrittori di spiritualità più importanti del secolo. La sua produzione letteraria è notevolissima: più di 150 libri, molti dei quali tradotti in lingue straniere, tra cui il russo e il giapponese, più centinaia di articoli presso quotidiani e riviste di spiritualità. Ha scritto commenti alla Sacra Scrittura, studi su vite di santi, opere di spiritualità, Diari e poesie.
Tra i sui testi di più importanti: Il Mistero cristiano nell’anno liturgicoIl Signore è uno; Meditazioni sull’Esodo; La teologia spirituale di San Giovanni della Croce; La legge è l’amore; Cristianesimo russo; La religione di Giacomo Leopardi; La fuga immobile.
Ha fondato la “Comunità dei figli di Dio”, famiglia religiosa di monaci formata da laici consacrati che vivono nel mondo e religiosi che vivono in case di vita comune; in tutto circa duemila persone. La Comunità è presente in Italia e nel mondo (Africa, Australia, Sri Lanka, Colombia) e si impegna a vivere la radicalità battesimale con i mezzi che sono propri della grande tradizione monastica.
Vicino per anni alla sensibilità del cristianesimo orientale, Divo Barsotti ha fatto conoscere in Italia le figure dei santi russi Sergio, Serafino, Silvano. Nel 1972 è stato chiamato a predicare gli Esercizi spirituali in Vaticano al Papa.
Ha insegnato teologia presso la Facoltà teologica di Firenze e ha vinto diversi premi letterari come scrittore religioso. Ha predicato in tutti i continenti e ultimamente è stato inserito tra le dieci personalità religiose più eminenti del ‘900, in Storia della spiritualità italiana, curato da P. Zovatto (Edizioni Città Nuova).
Don Divo si è spento seranamente il 15 febbraio 2006 nella sua stanza a Casa San Sergio, il piccolo eremo che dal 1955, a Settignano (sulle colline di Firenze), accoglie la Comunità dei figli di Dio.
Don Divo Barsotti (1914-2006) iniziava sempre la sua giornata con due preghiere; la prima era: «Ascolta Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo», tratta dal Deuteronomio, e la seconda era: «”Padre nostro, che sei nei cieli…”.
Questo significa: prima l’ascolto, poi la risposta.
Nell’ascolto io imparo che Dio è Uno solo, e nella riposta dico subito: Padre mio…».
Don Divo Barsotti
«Esser santi non vuol dire esser delle anime pie, che facilmente son contente di sé e credono che la santità consista nella moltiplicazione degli atti di pietà, delle opere buone, e nulla di più. Esser santi vuol dire morire e risorgere, vuol dire disfarci ed essere come nuovamente creati per un atto di Dio, vuol dire essere collaboratori di Dio a un’opera che è più grande della creazione medesima, perché suppone una riforma totale dall’intimo di un essere che il peccato ha devastato».
La preghiera. Lavoro del cristiano, p. 117.
Per ricordare Don Divo Barsotti Fondatore della Co
Ciascuno di noi nell’amore fraterno dovrebbe vivere l’amore stesso di Dio, dono totale di sé all’altra persona, e questo vuol dire donare agli altri tutto quello che abbiamo, beni tempo, capacità, lavoro, comprensione, affetto, stima…, tutto, senza limiti. In tanto si vive (perché la vita del cristiano è amore) in quanto effettivamente ci si dona, in quanto ciascuno di noi vive il suo rapporto di amore con l’altro fratello in un dono totale di sé. È un impegno grande che spaventa”.[…] Divo Barsotti