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sexta-feira, 28 de janeiro de 2011

Alla fine dell’incontro, Padre Pio abbracciò Don Villa e gli disse: «Coraggio, coraggio, coraggio! Perché la Chiesa è già invasa dalla Massoneria » aggiungendo: «La Massoneria è già arrivata alle pantofole del Papa ». (Paolo VI!)

Padre Pio chiamò Don Luigi e lo fece entrare nella sua cella. Qui, rispose alle sue 12 domande e gli parlò per oltre una mezz’ora, dandogli un incarico: dedicare tutta la sua vita per difendere Chiesa di Cristo dall’opera della Massoneria, soprattutto quella ecclesiastica.

 

Ecco da chi ha ricevuto il mandato di scovare i massoni ecclesiatici, Don Luigi Villa...Cosi' i tanti denigratori e i pusillanimi si tapperanno la bocca sull'attendibilita' delle sue denuncie.

Don Luigi Villa
Nel 1952, don Luigi Villa ricevette da Padre Pio l’incarico di dedicare tutta la sua vita a combattere la Massoneria ecclesiastica e l’ordine di recarsi dall’Arcivescovo di Chieti, Mons. Giambattista Bosio, perché si interessasse per ottenere l’approvazione papale. Prima di accettare questo incarico, però, mons. Bosio chiese a don Villa una sola condizione: “Che Lei non abbia mai nulla a che fare con Montini!”. In seguito, Papa Pio XII approvò questo incarico di don Luigi Villa, che consegnò poi ai cardinali Ottaviani, Parente e Palazzini, perché lo mettessero a conoscenza di tutti i segreti della Chiesa! E così don Villa divenne, per decenni, l’agente segreto del card. Ottaviani, con la specialità di documentare l’appartenenza alla Massoneria di alti Prelati della Chiesa cattolica. Quando, nel settembre 1978, la “Lista Pecorelli” apparve su “OP”, la Rivista dell’avvocato Mino Pecorelli, non fu certo una grande meraviglia per don Villa leggervi molti nomi di quegli alti Prelati che lui stesso aveva già fatto allontanare dalle loro sedi, tanto tempo prima, per aver fornito al Sant’Uffizio i documenti della loro appartenenza alla Massoneria. Uno di questi fu il card. Joseph Suenens, cacciato dalla sua sede di Bruxelles perché massone e sposato con un figlio di nome Paolo! Ma in questa battaglia, era necessaria una Rivista, e così nel 1971, nacque “Chiesa viva”. Agli inizi, don Villa aveva corrispondenti e collaboratori in tutto il mondo, ma è stato proprio col “calunniate, calunniate, qualcosa resterà” di una certa Gerarchia
del post-Vaticano II che, ad uno ad uno, egli li vide sparire tutti! Io, invece, sono l’ultimo arrivato e un suo collaboratore da circa vent’anni e le assicuro che anch’io ho conosciuto, sulla mia pelle, l’infamia di questo metodo, col quale si è cercato di staccarmi da Lui. Le cito solo alcune calunnie, risparmiandoLe i nomi di quelli che le hanno pronunciate: “eretico”, “fuori della Chiesa”, “fascista”, “antisemita”, ecc.. E dove sono quelli che hanno dimostrato che è un “eretico” e “fuori della Chiesa”? E dove sono quelli che hanno scoperto un solo errore teologico nei suoi scritti? E dove sono quelli che avevano promesso di confutare i suoi scritti? Quando, nel 1998, è uscito il libro: “Paolo VI... beato?”, non è stato forse promesso ai preti bresciani un libro che avrebbe confutato questo di don Villa? E dov’è che si può acquistare questo libro? Ma dopo questo primo libro su Paolo VI, don Villa ne scrisse altri due, completando la sua “Trilogia montiniana”, che Voi avete sempre voluto ignorare! Inoltre, se avessimo il potere mediatico che avete voi, avremmo almeno potuto far sapere al vasto pubblico che don Luigi Villa era tanto “fascista” che fu condannato a morte dal Ministro della Giustizia, fascista Farinacci, e che scampò da morte per fucilazione, nella casa dei Comboniani di Crema, scappando dalla finestra; e che era tanto “antisemita” che, in tempo di guerra, mise in salvo 57 ebrei, in tre viaggi sui monti al confine Italia-Svizzera, rischiando la sua vita ad ogni viaggio. Ma a questo “metodo” del “calunniate, calunniate, qualcosa resterà!” si è subito affiancata un’altra “strategia”. Questa fu coniata dal massone card. Giovanni Benelli, Sostituto Segretario di Stato di Paolo VI, quando, nelle riunioni con altri Prelati, parlando di don Luigi Villa, era solito dire: «Bisogna far tacere quel don Villa». Ma quando qualcuno obiettava: «Sua Eminenza, bisogna però dimostrare che sbaglia!», il Cardinale allora, irritato, rispondeva: «E allora ignoratelo! E fatelo ignorare!». E così fu! ma questo accadde anche con la complicità di quel clero che preferisce il quieto vivere ai fastidi di non adeguarsi subito alla “linea di pensiero” che viene “suggerita” o “imposta” dall’alto. Ma anche questo sembrava non bastare. Il “mandato pontificio”, che don Villa ricevette, di difendere la Chiesa di Cristo contro l’opera della Massoneria ecclesiastica, prevedeva molti viaggi all’estero ed altrettante azioni rischiose. Così avvenne che un giorno, a Parigi, mentre attendeva i documenti dell’appartenenza alla Massoneria del card. Lienart, egli ricevette un pugno “ferrato” in pieno volto che gli dislocò la mandibola e gli spezzò tutti i denti! Ma ci fu ancor di peggio! Per demoralizzarlo e ridurlo allo stremo, sono state inventate le “telefonate a notte inoltrata”. Ed erano insulti, calunnie, bestemmie, minacce! E questa storia si è protratta per anni! Per mettere a tacere un sacerdote come don Villa, però, esisteva un solo modo sicuro: eliminarlo fisicamente. Infatti, la sua vita è stata costellata da ben sette tentativi di assassinio!
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Recentemente, però, don Villa ha ricevuto due importanti riconoscimenti: il primo, dicembre 2008: il “Premio giornalistico internazionale Inars Ciociaria”, patrocinato da Presidenza Consiglio dei Ministri, Ministero Beni Culturali, Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Consiglio Regione Lazio, Provincia di Frosinone, U.R.S.E. (Unione Regioni Storiche Europee), “per la lunghissima attività di giornalista, autore di libri e pamphlet di teologia, ascetica, saggistica… e per il suo impegno nella difesa delle radici cristiane d’Europa e nella tutela della verità contro forze estranee alla nostra civiltà”; il secondo, ottobre 2009: il “Premio dell’Associazione Culturale Val Vibrata di Teramo”, “quale giornalista, scrittore insigne, editore  ntegerrimo, magistrale Direttore della Rivista ‘Chiesa viva’, ma soprattutto come sommo teologo per aver dedicato l’intera esistenza nel difendere la Religione Cattolica e nel diffondere la Verità Storica e vivendo secondo il Vangelo”! Che contrasto con certa Gerarchia ecclesiastica! Testimonianza di Franco Adessa
 
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