Don Divo Barsotti

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quarta-feira, 10 de outubro de 2018

DOSTOEVSKIJ: LA BELLEZZA, IL MALE, LA LIBERTÀ.


Un percorso filosofico in tre tappe

"Dostoevskij: la Bellezza, il Male, la Libertà" è un percorso filosofico-teoretico diviso in tre parti all'interno del pensiero di F. M. Dostoevskij, seguendo altrettante tematiche-chiave del grande scrittore russo: la Bellezza, il Male e la Libertà. Attraverso la lettura dei tre grandi romanzi della maturità (L'Idiota, I Demoni e I Fratelli Karamazov) e le analisi che i suoi più grandi interpreti, specialmente in Russia, hanno dato di lui, questo percorso si propone di rintracciare, dentro alcune idee e analogie ricorrenti, le più autentiche sorgenti filosofiche di un autore al quale, secondo Nikolaj Berdjaev, "forse la filosofia ha insegnato poco, ma la filosofia ha molto da imparare da lui".


2. L'idea di male assoluto nei "Demoni" di Dostoevskij
"Voi pensate, forse, che io dubiti ancora che il personaggio che mi appare nell'allucinazione sia io stesso e non sia davvero il diavolo"
"E... lo vedete realmente? Vedete realmente una figura ben definita?"
"Sì lo vedo, lo vedo così, come vedo ora voi... e talvolta lo vedo e non sono persuaso di vederlo, benché lo veda... talvolta non so chi dei due realmente esista: io o lui..."
F. M. Dostoevski, I Demòni,
'Confessione di Stavrogin'
Uno dei tanti paradossi di Dostoevskij è che alcuni fra i suoi grandi romanzi, i romanzi della maturità, furono concepiti in condizioni di estremo disagio e grande fretta durante un soggiorno all'estero - a Baden-Baden, a Wiesbaden, a Firenze, a Dresda - dove lo scrittore si era rifugiato nel 1867 insieme con la seconda moglie ventenne, Anna Grigor'evna, in una lunga e inutile fuga dai creditori che lo minacciavano e dalla famiglia di lui, che non aveva tollerato il matrimonio e voleva per sé il ricavato delle sue opere. Furono quelli probabilmente i peggiori anni della vita dello scrittore russo, ridotto in miseria sotto il pungolo di umilianti difficoltà finanziarie e dei debiti che lo costringevano a lavorare a ritmi intollerabili, e vittima più che mai dei suoi attacchi epilettici quanto della sua seconda malattia, il gioco d'azzardo. Di tutto questo periodo tormentato e febbrile, durato infine quattro anni, vi è testimonianza in due documenti principali: tre grossi quaderni-diario scritti dalla moglie con minuti caratteri da stenografa e le lettere spedite da Dostoevskij stesso ad alcuni suoi amici in Russia.Leggere...