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quinta-feira, 26 de novembro de 2015

Santa Caterina Labouré fu ardente propagatrice della Medaglia Miracolosa.

Facciamo anche noi come i Santi: a Roma sabato 5 dicembre ore 17 "Missa in tempore belli" e dono della Medaglia miracolosa!

Roma. Sant'Anna al Laterano Via Merulana, 177.
Santa Messa del primo Sabato del Mese - ore 17:00 dedicata alla Santissima Vergine Maria.  
Tutte le Domeniche e Feste - ore 17:00 
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Sabato 5 dicembre 2015 (in piena Novena dell'Immacolata) alle ore 17:00, celebrazione dellaMissa votiva "in tempore belli".  
Al termine della celebrazione verrà distribuita a tutti i fedeli la Medaglia miracolosa. 
"Coglieremo quest'occasione Mariana e di impetrazione, per promuovere un atto tangibile di sostegno ai cari Frati e Suore Francescani e Francescane dell'Immacolata rimasti fedeli al loro carìsma originario ...
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Ne mettiamo gratuitamente a disposizione anche un congruo quantitativo per tutti coloro che ne faranno richiesta via mail: romaperenne@gmail.com e che avranno l'accortezza di fornire il proprio nome e indirizzo per la spedizione". 
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Facciamo anche noi come i Santi
San Paolo ha scritto che Dio sceglie le cose umili e deboli per confondere quelle grandi e forti (1 Cor 1,28). 
La Madonna donò la Medaglia a santa Caterina Labouré, e da allora le grazie furono tali e tante, che la Medaglia meritò giustamente l'appellativo di «miracolosa». 
L'amore dei Santi a questa Medaglina è stato vera­mente grande. 
Portarla al collo, baciarla e ribaciarla, raccomandarla agli altri, farsene apostoli, è stato co­mune a Santi celebri e meno celebri. 
Ricordiamo qualche esempio. 
Santa Caterina Labouré fu ardente propagatrice della Medaglia miracolosa. 
Anche durante le rovine e le stragi della rivoluzione in Francia, ella curava i feriti, avvicinava soldati, parlava con persone di ogni specie: a tutti immancabilmente offriva la Medaglia miracolosa quale pegno di grazia. Santa Teresina fin da piccola si rivelò ingegnosa apostola della Medaglia miracolosa. 
C'era in casa sua una domestica incredula che non voleva sentir parla­re di religione; ebbene, la piccola Teresa tanto fece che riuscì a farle prendere la Medaglia miracolosa con la promessa di portarla al collo fino alla morte. In un'al­tra occasione, stando gli operai a far lavori in casa, la piccola Teresa si industriava a mettere la Medaglia miracolosa nelle tasche delle loro giacche appese.
San Massimiliano M. Kolbe è stato forse il massi­mo valorizzatore della Medaglia miracolosa. 
Al suo vasto movimento mariano, la Milizia dell'Immacola­ta, egli affidò l'impegno particolare di «diffondere la Medaglia miracolosa»; e tutti i membri della Milizia del l'Immacolata hanno l'obbligo di portare indosso la Medaglia miracolosa. 
Per san Massimiliano le Medaglie miracolose era­no celesti «munizioni» e «proiettili» che fanno penetra­re di forza la grazia nei cuori. 
Un episodio significati­vo gli accadde durante il ricovero nel sanatorio di Zakopane. 
Eccone la narrazione presa dalla sua vita: «Quando padre Kolbe si trovava a Zakopane fece la conoscenza di un certo intellettuale. 
Ad ogni incon­tro lo pregava: "Signore, si confessi". 
Ma quegli sole­va rispondere: "Nulla da fare, Reverendo, la rispetto, Padre, ma non andrò a confessarmi; forse un'altra volta". 
Dopo alcune settimane, questo signore, prima di partire, venne da padre Kolbe per accomiatarsi. 
Le ultime parole di padre Massimiliano furono: "Signo­re, vada a confessarsi...". "La prego, Reverendo, non ho tempo, devo andare in fretta alla stazione". "Allo­ra accetti almeno questa Medaglia miracolosa". 
Il si­gnore accettò per cortesia la Medaglietta e si recò su­bito alla stazione ferroviaria. 
 Intanto padre Massimi­liano cadde in ginocchio per implorare dall'Immaco­lata la conversione dell'ostinato. 
Oh, meraviglia!
Do­po un istante qualcuno bussa alla porta ed entra il medesimo signore che aveva tanta fretta di prendere il treno. 
Sin dalla soglia esclama: "Padre, la prego di confessarmi"». 
E chi non ricorda la conversione dell'ebreo incredu­lo Alfonso Ratisbonne a Roma? 
Ma è impossibile enumerare le grazie ottenute dalla Medaglia miracolosa. 
È più utile piuttosto imparare dai Santi, e partico­larmente da san Massimiliano, come industriarsi a seminare le Medaglie miracolose dappertutto, rega­landole direttamente alle persone o lasciandole a bel­la posta nei negozi, sui treni, negli uffici. 
Sempre for­nito di queste piccole mine, quando san Massimilia­no non poteva fare altro per l'Immacolata, affidava a loro l'incarico di aprire qualche breccia nei cuori per far penetrare in tutti la Madonna. 
Neppure a noi dovrebbe costare amare la Meda­glia miracolosa, portarla indosso, e utilizzarla come mezzo di apostolato mariano. 
A volte noi ci preoccupiamo di che cosa fare per la Madonna. 
Ebbene, perché non fare apostolato mariano servendoci di un mezzo così semplice come la Meda­glia miracolosa, che può essere regalata o seminata dappertutto? 
Seguiamo gli esempi edificanti di santa Caterina Labouré, di santa Teresina, di san Massimi­liano Kolbe, e di molti altri Santi. Anche san Pio da Pietrelcina aveva sempre le tasche rifornite di Meda­glie miracolose. 
Chi visita la sua cella, può veder un tavolinetto su cui c'è un pugno di Medagline miracolose trovate nelle tasche di padre Pio alla sua morte. 
Facciamo anche noi come i Santi. 
AC