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domingo, 8 de outubro de 2017

Don Divo Barsotti, figura spirituale italiana, scrive al Papa sul rischio di sincretismo.

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Dopo aver seguito le polemiche molto aspre, per lo più da destra (!), contro l’appello al Papa da parte di un gruppo di cattolici sul pericolo che i media e certi settori progressisti del mondo cattolico utilizzino una nuova Assisi 1986 per rilanciare il relativismo religioso, condividendo l’appello stesso, ho pensato di indagare sul passato: cioè sulle reazioni che proprio la conduzione di Assisi 1986 destò in alcune personalità cattoliche.
E’ risaputo che quell’incontro trovò critici personaggi come mons. Alessandro Maggiolini, don Baget Bozzo, il cardinal Giacomo Biffi, il cardinal Ratzinger, don Divo Barsotti, “l’ultimo mistico del Novecento” e molti altri. Così ricorda Andrea Riccardi , tra i gestori dell’evento:
“…Nel 1986 ci sono state polemiche pretestuose sul sincretismo, perché in realtà le preghiere si svolgono in luoghi diversi. I tradizionalisti di monsignor Lefebvre denunciano la perversione della «vera religione». Don Divo Barsotti, figura spirituale italiana, scrive al Papa sul rischio di sincretismo. Giuseppe Dossetti è piuttosto preoccupato sugli aspetti sincretici. Il teologo valdese Ricca parla di «spettacolarità della preghiera». Gianni Baget Bozzo osserva come ad Assisi «l'unità e la divisione si sono manifestate contestualmente». Si chiede: «Un grande spettacolo o un evento storico?»….” http://www.santegidio.com/index.php?pageID=64&id=8009&idLng=1088