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quarta-feira, 23 de dezembro de 2015

Venite dunque, Gesù mio, ch'io non voglio scacciarvi più: venite ad abitare nel mio povero cuore. Io v'amo e voglio sempre amarvi; ma voi infiammatemi sempre più, ricordandomi l'amore che mi avete portato.

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MEDITAZIONE VII.
In propria venit, et sui eum non receperunt (Io. I, [11]).
In questi giorni del santo Natale andava piangendo e sospirando S. Francesco d'Assisi per le vie e per le selve con gemiti inconsolabili. Dimandato perché? rispose: E come volete ch'io non pianga vedendo che l'amore non è amato? Vedo un Dio quasi impazzito per amore dell'uomo, e l'uomo cosi ingrato a questo Dio!1 Or se questa ingratitudine degli uomini tanto affliggeva il cuore di S. Francesco, consideriamo quanto

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più afflisse il Cuore di Gesù Cristo? Egli appena concepito nell'utero di Maria, vide la barbara incorrispondenza che dovea ricevere dagli uomini. Era egli venuto dal cielo ad accendere il fuoco del divino amore, e questo solo desiderio l'avea fatto scendere in terra, a soffrirvi un abisso di pene e d'ignominie. Ignem veni mittere in terram, et quid volo nisi ut accendatur? (Luc. XII, 49). E poi vedeva un abisso di peccati che dovean commettere gli uomini dopo aver veduto tanti segni del suo amore. Ciò fu, dice S. Bernardino da Siena, che gli fe' soffrire un infinito dolore: Et ideo infinite dolebat.2 Anche tra noi il vedersi trattati alcuno con ingratitudine da un altr'uomo è un dolore insoffribile; mentre riflette il B. Simon da Cassia che l'ingratitudine spesso affligge l'anima più che qualunque dolore non affligge il corpo:Tristitiam acriorem saepe in anima fecit ingratitudo, quam dolor inflictus in corpore (L. XIII, de gest. Christi, c. 26).3 Or qual dolore avrà apportato l'ingratitudine nostra a Gesù, ch'era nostro Dio, in vedere che i suoi benefici

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e 'l suo amore aveano ad essergli pagati con disgusti ed ingiurie? Et posuerunt adversum me mala pro bonis, et odium pro dilectione mea (Ps. CVIII, 5). Ma anche oggidì par che vada lagnandosi Gesù Cristo:Tamquam extraneus factus sum fratribus meis (Ps. LXVIII, 9).4 Mentre vede che da molti non è né amato né conosciuto, come s'egli non avesse fatto loro alcun bene ne avesse patito niente per loro amore. - Oh Dio, che conto fanno al presente anche tanti Cristiani dell'amor di Gesù Cristo? Comparve una volta il Redentore al B. Errico Susone in forma d'un pellegrino che andava mendicando di porta in porta un poco d'alloggio, ma tutti lo scacciavano con ingiurie e villanie.5 Quanti, ohimè, si trovano simili a coloro di cui parla Giobbe: Qui dicebant Deo: Recede a nobis;... cum ille implesset domos eorum bonis, (Iob XXII, 17, [18]). Noi per lo passato anche ci siamo uniti a questi ingrati; ma vorremo seguire ad essere sempre tali? No, che non se lo merita questo amabile Bambino ch'è venuto dal cielo a patire e morire per noi per farsi da noi amare.


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Affetti e preghiere.
Dunque sarà vero, o Gesù mio, che voi siete sceso dal cielo per farvi amare da me; siete venuto ad abbracciarvi una vita di pene ed una morte di croce per amor mio, acciocch'io vi accogliessi nel mio cuore, ed io tante volte ho potuto scacciarvi da me dicendo, recede a me, Domine, partitevi da me, Signore, ch'io non vi voglio?
Oh Dio, se voi non foste bontà infinita e non aveste data la vita per perdonarmi, non avrei animo di cercarvi perdono; ma sento che voi stesso mi offerite la pace: Convertimini ad me, ait Dominus... et convertar ad vos (Zach. I, 3). Voi stesso che siete stato, o Gesù mio, l'offeso da me, vi fate il mio intercessore: Ipse est propitiatio pro peccatis nostris (I Io. II, 2). Dunque non voglio farvi questo nuovo torto di sconfidare della vostra misericordia. Io mi pento con tutta l'anima di avervi disprezzato, o sommo bene; ricevetemi voi nella vostra grazia per quel sangue che avete sparso per me. Pater,... non sum dignus vocari filius tuus.6 No che non son degno io, mio Redentore e Padre mio, d'esser più figlio vostro, avendo tante volte rinunziato al vostro amore; ma voi me ne fate degno coi meriti vostri.
Vi ringrazio, Padre mio, vi ringrazio e v'amo. Ah il solo pensiero della pazienza colla quale voi mi avete sopportato per tanti anni, e delle grazie che mi avete dispensate, dopo tante ingiurie che v'ho fatte, dovrebbe farmi vivere sempre ardendo del vostro amore. Venite dunque, Gesù mio, ch'io non voglio scacciarvi più: venite ad abitare nel mio povero cuore. Io v'amo e voglio sempre amarvi; ma voi infiammatemi sempre più, ricordandomi l'amore che mi avete portato.
Regina e madre mia Maria, aiutatemi, pregate Gesù per me, fatemi vivere grato, nella vita che mi resta, a questo Dio che mi ha tanto amato anche dopo ch'io l'ho tanto offeso.

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MEDITAZIONE VIII.
Apparuit... gratia Dei Salvatoris nostri omnibus hominibus, erudiens nos, ut... pie vivamus in hoc saeculo, exspectantes beatam spem et adventum gloriae magni Dei et Salvatoris nostri Iesu Christi (Tit. II, 11, [12, 13]).
Considera che per la grazia che qui si dice apparsa, s'intende l'amore sviscerato di Gesù Cristo verso degli uomini: amore non già meritato da noi, che perciò si chiama grazia. Questo amore in Dio fu per altro sempre lo stesso, ma non sempre apparve. Fu egli promesso prima in tante profezie e fu con tante figure adombrato; ma nella nascita del Redentore bene apparve quest'amore divino e si manifesto col farsi vedere dagli uomini il Verbo Eterno da fanciullo sul fieno che piangeva e tremava di freddo, cominciando così già a soddisfare per noi le pene da noi meritate, e facendoci conoscere così l'affetto che ci portava col dare per noi la vita. In hoc cognovimus caritatem Dei, quoniam ille animam suam pro nobis posuit! (Io. IX, 16).1 Apparve dunque l'amore del nostro Dio ed apparve a tutti, omnibus hominibus.Ma perché tutti poi non l'han conosciuto? ed anche oggi tanti non lo conoscono? Ecco il perché: Lux venit in mundum, et dilexerunt homines magis tenebras quam lucem (Io. III, 19). Non l'han conosciuto e non lo conoscono, perché non vogliono conoscerlo, amando più le tenebre del peccato che la luce della grazia.- Procuriamo di non esser noi del numero di quest'infelici. Se per lo passato abbiam chiusi gli occhi alla luce, poco pensando all'amore di Gesù Cristo, procuriamo ne' giorni che ci restano di vita di tenere sempre avanti gli occhi le pene e la morte del nostro Redentore, per amare chi tanto ci ha amato.Exspectantes beatam spem et adventum gloriae magni Dei et Salvatoris nostri Iesu Christi. Così possiamo giustamente aspettare secondo le divine promesse quel paradiso che Gesù Cristo ci ha acquistato col

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suo sangue. In questa prima venuta venne Gesù da bambino, povero e avvilito, e fe' vedersi sulla terra nato in una stalla, coperto da poveri pannicelli e collocato sul fieno; ma nella seconda venuta verrà egli da giudice in trono di maestà. Videbunt Filium hominis venientem in nubibus... cum virtute magna et maiestate.2 Beato allora chi l'avrà amato! E misero chi non l'avrà amato!

Affetti e preghiere.
O santo mio Bambino, ora io vi vedo su questa paglia povero, afflitto ed abbandonato; ma so che un giorno avrete da venire a giudicarmi in un soglio di splendori e corteggiato dagli angeli. Deh perdonatemi prima che m'avete a giudicare. Allora dovrete portarvi da giudice di giustizia; ma ora mi siete Redentore e padre di misericordia. Io ingrato sono stato un di coloro che non vi ho conosciuto, perché non ho voluto conoscervi. E perciò invece di pensare ad amarvi, considerando l'amore che voi mi avete portato, non ho pensato che a soddisfarmi, disprezzando la vostra grazia e 'l vostro amore. Quest'anima mia da me perduta ora la consegno nelle vostre sante mani, salvatela voi: In manus tuas commendo spiritum meum; redemisti me, Domine, Deus veritatis (Ps. XXX, 6).
In voi ripongo tutte le mie speranze, sapendo che voi per riscattarmi dall'inferno avete dato il sangue e la vita per me: Redemisti me, Domine, Deus veritatis. Voi non mi avete fatto morire quando io stava in peccato, e mi avete aspettato con tanta pazienza acciocch'io ravveduto mi penta d'avervi offeso e cominci ad amarvi, e così voi possiate poi perdonarmi e salvarmi. Sì, Gesù mio, voglio compiacervi: io mi pento sopra ogni male di tutti i disgusti che vi ho dati: mi pento e v'amo sopra ogni cosa. Salvatemi voi per vostra misericordia, e la salute mia sia l'amarvi sempre in questa vita e nell'eternità.
Amata madre mia Maria, raccomandatemi al vostro Figlio. Rappresentategli ch'io son vostro servo e che in voi ho posta la mia speranza. Egli vi sente e non vi nega niente.