Don Divo Barsotti

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sábado, 27 de março de 2010

Mons. Fellay: come pretendere di fare del bene alla Chiesa se non con dei mezzi soprannaturali?


Intervista a Monsignor Fellay (FSSPX) sulla Crociata del Rosario

Riportiamo una intervista a Mons. Fellay pubblicata sulla rivista del distretto degli Stati Uniti della Fraternità San Pio X, The Angelus.

The Angelus : Monsignore, lei ha indetto una crociata del Rosario dal 1° maggio 2009 al 25 marzo 2010. Qual è la ragione di uno sforzo così notevole?

Mons. Fellay: E’ evidente che noi non viviamo tempi normali e inoltre che ci troviamo ancora nel periodo coperto dal messaggio di Fatima. Nel 1917, la Santa Vergine Maria è apparsa a tre bambini ed ha promesso loro che alla fine il suo Cuore immacolato avrebbe trionfato. Nel 2000, apparentemente qualcosa di quello che si definiva “terzo segreto” di Fatima è stato pubblicato dal Vaticano, con grande insoddisfazione di quasi tutto il mondo. E, francamente, non è finita. Il trionfo, sotto una qualsiavoglia forma, del Cuore immacolato, non si è realizzato. Ciò vuol dire che deve ancora succedere qualcosa. E noi ci aspettiamo che, con tale trionfo, una parte o tutta la crisi attuale della Chiesa abbia termine. Così cerchiamo di ottenere che il Cielo faccia le due cose contemporaneamente, domandando e desiderando quel magnifico trionfo della nostra Madre celeste, la Madre di Dio.

Quali sono gli esempi storici che l’hanno incitata a prendere la decisione di indire una crociata del rosario?

Mons. Fellay: E’ vero, infatti nella storia ci sono parecchi esempi dell’intervento divino, un vero intervento di Dio o dei suoi santi nella storia umana, e specialmente dopo la recita del rosario.
Uno dei più celebri è la vittoria di Lepanto. San Pio V, davanti ai pericoli corsi dalla Cristianità nella sua difesa dalla minaccia dei Turchi, aveva infatti richiamato tutta l’Europa ad una crociata spirituale di rosari. A questa battaglia spirituale si univa quella della flotta cristiana che si scontrava con le forze navali dell’Islam, al largo di Lepanto. Benché in numero inferiore, i cristiani alla fine della giornata avevano riportato una vittoria talmente significativa, che per anni, i cristiani sono stati lasciati in pace.
La grande vittoria di Vienna, ottenuta da Sobiesky, di nuovo contro i Turchi, è anch’essa attribuita alla preghiera del rosario. Allo stesso modo, in Austria, la liberazione dall’occupazione della Russia comunista nel 1955 è considerata ugualmente come una vittoria dovuta alla preghiera del santo rosario.

Alcuni insinuano che la Chiesa cattolica è attaccata così violentemente dai suoi nemici da far sembrare la preghiera insufficiente a difenderne la causa. Che pensa di simili dubbi?

Mons. Fellay: Quando preghiamo, contiamo sull’aiuto di Dio Onnipotente e dei suoi santi. Questa potenza non è paragonabile alle forze umane, per quanto vigorose possano essere. Solo Dio è infinito, infinito per potenza –lo chiamiamo Dio Onnipotente- e questa parola deve essere intesa senza alcuna attenuazione. Perché Dio può davvero fare tutto ciò che vuole. La preghiera, e ancor più le preghiere che Egli stesso ci ha dato possono ottenere in tutta verità ciò che le risorse umane non potrebbero mai compiere. E’ vero che una delle condizioni perché una preghiera sia efficace, è la fiducia che abbiamo di essere esauditi. Se noi stessi consideriamo irreale il fatto che Dio possa ascoltarci e fare quello che gli domandiamo, noi non otterremo niente. Noi dobbiamo ricordarci sempre di queste parole: “Se voi aveste una fede grande come un granello di senape, direste a questa montagna: ‘Spostati fin lì’ e lei si sposterebbe” (Mt. 17, 21). Al contrario, noi dobbiamo dire che la preghiera è l’unico mezzo idoneo a risolvere il problema che affligge la Chiesa. Certo, ciò non esclude da parte nostra tutte le altre azioni necessarie.

Evidentemente è difficile parlare di crociata del rosario senza parlare di Fatima, e specialmente del 3° segreto. Qual è l’importanza di questo 3° segreto?

Mons. Fellay: Potremmo dire che l’importanza di questo segreto è proporzionale all’importanza dei mezzi usati da alcuni per impedirne la pubblicazione integrale. Molto verosimilmente, dobbiamo accettare che il 3° segreto parli delle prove attuali e forse di alcuni eventi futuri nella Chiesa. E siccome non comprende unicamente la descrizione di disastri, ma anche la promessa della vittoria della Madonna, quella parte noi la conosciamo già. Sembrerebbe che potremmo anche trovarvi la chiave per uscire dalla crisi attuale, così come delle precisazioni riguardo a questa crisi.

Pensa che la consacrazione della Russia al Cuore immacolato di Maria sia stata fatta?

Mons. Fellay: Possiamo dire che una certa consacrazione al Cuore immacolato sia stata fatta, e anche una certa consacrazione della Russia, anche se imperfettamente e senza rispettare tutte le condizioni indicate dalla Santissima Vergine Maria. Pio XII aveva già consacrato il mondo, Giovanni Paolo II ha menzionato il paese in cui è venerata l’icona di Maria…Ma i vescovi non erano tutti uniti per fare questa consacrazione della Russia.

Perché, secondo lei, Pio XII ha fatto una consacrazione del mondo al Cuore immacolato di Maria, e non la consacrazione della Russia, secondo la richiesta della Madonna che egli conosceva sicuramente?

Mons. Fellay: Potrebbero esserci almeno due spiegazioni: la prima è che sotto Pio XII c’era una forte opposizione a tale consacrazione; e la seconda è che nella stessa epoca è venuta un’altra rivelazione dalla Spagna che richiedeva la consacrazione del mondo. Così Pio XII ha potuto tentare di combinare le due in un’unica consacrazione…In ogni modo, quando l’ha fatta, alcuni dei miracoli di Fatima si sono ripetuti per lui in Vaticano: una pioggia di rose ed il miracolo del sole.

Secondo lei, in che modo la consacrazione della Russia potrebbe influenzare la situazione della Chiesa?

Mons. Fellay: Nella storia dell’umanità, le cose sono molto più collegate le une alle altre di quanto pensiamo, ma molto spesso non possiamo né vedere né comprendere questo legame. Così, la consacrazione della Russia libererebbe questo paese dai suoi errori: si convertirà, come ha detto Maria. Come ciò possa riguardare la crisi della Chiesa? In molti modi, ma qui siamo davvero nel campo delle speculazioni. Preferisco lasciare le mani libere alla Madre di Dio per fare ciò che vuole. Lei parla di trionfo, e ciò vuol dire definitivamente una grande vittoria contro le forze del male…una simile vittoria spirituale non sarebbe spettacolare, se non fosse accompagnata da un vero risanamento della Chiesa. Ma non mi chieda come.

Pensa che gli effetti della consacrazione della Russia sarebbero interamente soprannaturali? Alcuni sembrano immaginare dei risultati immediati di ordine politico o naturale.

Mons. Fellay: Non c’è affatto bisogno di limitare la potenza di Dio o di Maria. I due effetti sono facilmente possibili. Una conversione della Russia sarebbe forse unicamente soprannaturale e non includerebbe alcuni elementi umani? La crisi attuale ha anche degli aspetti umani, per esempio le chiese vuote, i conventi vuoti…Così Dio potrebbe riempirli di nuovo, e con delle persone di buona fede, dei convertiti.

Qual è l’importanza della crociata del rosario per l’influenza della Tradizione nella Chiesa Cattolica?

Mons. Fellay: Semplicemente questo: come potremmo pretendere di fare del bene alla Chiesa se non con dei mezzi soprannaturali? Quindi, se utilizziamo dei mezzi soprannaturali come la preghiera, e la preghiera del rosario, la crociata del rosario può essere di un’importanza cruciale.

Per voi, sono solo i fedeli della Fraternità che devono essere coinvolti in questa crociata del rosario oppure anche gli altri cattolici?

Mons. Fellay: Non c’è alcuna restrizione a questa crociata. Ogni anima di preghiera è benvenuta! Non pretendiamo di avere l’esclusiva di una preghiera che è stata data alla Chiesa intera. Tuttavia è vero che pochi fedeli continuano a recitarla, a paragone di quanto dovrebbe accadere. Ma, a causa delle circostanze attuali, era abbastanza difficile superare le nostre frontiere per questo appello alla preghiera.

Al di fuori della Fraternità, avete ricevuto reazioni positive riguardo a questa crociata, nel corso dell’anno passato?

Mons. Fellay: Molto poche. Mi ricordo di un sacerdote italiano presente alle ordinazioni a Ėcône, che aveva promesso di unirsi a noi con un milione di rosari. Inoltre, il rev.do Gruner (*) ha indetto anch’egli qualcosa di simile…Non è molto. In occasione delle ultime crociate, il cardinale Castrillon Hoyos era stato impressionato dal numero di rosari. Mi ha detto di essere certo che avessero avuto la loro parte nell’ottenere che arrivassimo là dove siamo arrivati oggi. (Fonte: The Angelus. Traduzione: DICI n° 211 del 06/03/10).

(*) P. Nicholas Gruner è un sacerdote americano di tendenza tradizionale, redattore capo di The Fatima Crusader. Ha indetto una crociata del rosario così come una campagna di petizioni da rivolgere al papa per ottenere la consacrazione della Russia.

The Angelus 2915 Forest Avenue – Kansas City, Missouri 64109 –USA.

fonte:una Fides