quarta-feira, 12 de janeiro de 2011

Maleficio, Fattura, Malocchio: tutta la verità. Quello che molti Preti hanno paura di dire, intanto oltre 12 milioni di fedeli in difficoltà si rivolgono a maghi, santoni, sette e finti guaritori usurai.!

 


(Attenzione: data la numerosa presenza di termini "tag" esoterici all'interno di questo articolo, Google potrebbe pubblicare automaticamente degli spot pubblicitari di maghi o cartomanti, siete pregati cortesemente di inviarci tempestivamente una mail a questo indirizzo webmaster@pontifex.roma.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  , segnalandoci i link da far rimuovere - Grazie) 

Per il resto, attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza.  Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia, infatti, non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (Efesini 6, 10-12). Teniamo sempre in mente questo concetto, che viene ripetutamente espresso nella Bibbia. L’uomo, difatti, non è niente rispetto agli esseri fatti di puro ...
... spirito e, se Dio lo permettesse, i diavoli ci massacrerebbero indistintamente; a loro non interessa farci ammalare, esasperarci, umiliarci, ma solamente allontanarci da Dio, sia spiritualmente sia fisicamente. Dobbiamo, a questo punto, obbligatoriamente introdurre il concetto di occultismo e di stregoneria che, offrendo un volontario e diretto contatto con la realtà invisibile, induce l’uomo a stringere i rapporti con gli angeli decaduti. Con il termine stregoneria noi usualmente indichiamo quell’insieme di formule, di parole e di ritualità dirette ad affliggere, magicamente, persone o cose tramite le forze del male o addirittura mediante il diretto intervento di Satana. Perdonatemi la franchezza, ma, se non siete d’accordo con questa affermazione, non avete capito niente né del cristianesimo  né del mondo e, per carità fraterna, vi consiglio di documentarvi e di pregare perché Dio vi illumini. Il mio punto di vista, in merito, è categorico: un rituale buddista è un atto di stregoneria, una preghiera indù è un atto di stregoneria, una moschea è un luogo di stregoni, un guaritore indiano è uno stregone. Dio ci dice che Lui è unico ed è nel giusto, chi non si schiera con Lui è sopraffatto dal demonio e segue un cammino di condanna. E’ un dato concreto che, in passato, veniva attribuita al diavolo ogni cosa avversa e sofferta dall’uomo.
Oggi, come ho già detto in precedenza, al contrario non si imputa mai alcuna colpa al diavolo, che è divenuto un semplice concetto astratto e inesistente. Può succedere che una persona procuri  un male a un’altra ricorrendo all’aiuto del demonio che, nella sua astuzia, procura poteri e carismi ma, in cambio, pretende che il beneficiario di tali doni, diventi suo servo nel fare del male al prossimo. Altre volte, invece, è la persona stessa che, già indebolita dal peccato e vittima degli stress dell’odierna società, procura male a se stessa e si “auto lesiona”; il più delle volte, questi fenomeni di auto punizione vengono studiati dalla psichiatria. Tutto questo non esclude la possibilità che il diavolo, nella maggior parte dei casi, intervenga e contribuisca con la sua malvagità, specialmente quando tutto ciò gli viene commissionato da qualcuno. Intendiamoci bene, il diavolo non è un sicario, egli vuole solo il male dell’uomo e, quindi, ogni qual volta verrà invocato per generare distruzione, egli, nel suo interesse, interviene immediatamente.
E’ vero che mediante la stregoneria un uomo può causare dei seri problemi a un suo simile; ma, ricordiamoci che alla base di tali accadimenti c’è sempre lui: l’antico tentatore, il serpente astuto, l’ingannatore. 
“Vi era da tempo in città un tale di nome Simone, dedito alla magia, il quale mandava in visibilio la popolazione di Samaria, spacciandosi per un gran personaggio. A lui aderivano tutti, piccoli e grandi, esclamando: “Questi è la potenza di Dio, quella che è chiamata Grande”. Gli davano ascolto, perché per molto tempo li aveva fatti strabiliare con le sue magie.  Ma, quando cominciarono a credere a Filippo, che recava la buona novella del regno di Dio e del nome di Gesù Cristo, uomini e donne si facevano battezzare.  Anche Simone credette, fu battezzato e non si staccava più da Filippo. Era fuori di sé nel vedere i segni e i grandi prodigi che avvenivano” (Atti 8, 9-13).
La magia, sottocorrente della stregoneria, è quel qualcosa che viene fatto perché il male si realizzi. Come noi, in Chiesa, abbiamo la nostra liturgia, che ci è ispirata nei secoli da Dio, così i maghi si tramandano, attraverso i secoli, delle tradizioni e dei rituali ispirati direttamente dal diavolo. Tali rituali, a volte, consistono semplicemente in parole magiche, che esprimono la volontà del mago e vengono imposte  a una persona su richiesta di qualcuno, che vuol farle del male. Ci dice, inoltre,  Padre Elias Vella, nel suo libro “Diavoli e esorcisti”, che Gesù volle integrare la grazia con i Sacramenti servendosi di simboli e materie; nell’analoga maniera, il demonio, imitando con odio il suo creatore, integra il male con segni, rituali e incantesimi; tutte queste cose, se fatte in buona fede, possono essere di per sé anche innocue, ma, se vengono usate in onore di Satana , invocando esplicitamente e volontariamente il suo spirito, generano una vera strage.
A tale proposito, possiamo paragonare la magia, in qualsiasi forma essa si presenti, alla nostra preghiera. Come noi ci rivolgiamo a Dio e gli chiediamo il bene per noi e per i nostri cari, allo stesso modo gli operatori dell’occulto si rivolgono a dei, diavoli e spiriti immondi, per ottenere il male del prossimo. Il diavolo, ovviamente, coglie l’attimo e esegue; egli prova piacere nel provocare maledizione sull’uomo, nella misura in cui Dio  si compiace di effondere benedizioni su di lui. Il diavolo ascolta la richiesta rivoltagli e impiega tutte le sue forze e conoscenze cercando, fino alla fine dei tempi, di infliggere il male che gli è stato richiesto. 
La sua impresa, però, non è poi così semplice, perché egli, per operare, ha sempre bisogno del permesso di Dio. Se Dio fornisce il suo assenso, la magia si compie; comunque, se la porta alla stregoneria è chiusa, vediamo che il sortilegio viene invisibilmente deviato e non produce alcun effetto sulla vittima. Con il permesso del Creatore, delle volte, la magia può recare danni anche a chi conduce una vita in stato di grazia e questo accade, come nel caso di Giobbe (Antico Testamento), perché l’uomo, nel suo cammino salvifico, per unirsi sempre di più con Dio, ha bisogno di conoscere il bene e il male; deve meritarsi la sua “promozione”. Padre Elias Vella usa suddividere la magie in varie grandi categorie e testualmente dice:
“Per esemplificare l’argomento può risultare utile analizzare i diversi aspetti e le diverse finalità della magia. Essa può essere divisa in:
- Magia emotiva: si verifica quando, nell’atto di prepararla, si chiede che una persona sia alienata o separata da un’altra (come nel caso in cui si rompe la relazione di due innamorati) o al contrario che venga attratta verso una persona determinata.
- Magia di vendetta: si verifica quando si chiede al diavolo di causare una magia e/o danno a una persona o a ciò che appartiene ad essa. Questo si può ottenere attraverso il metodo diretto o indiretto.
- Metodo diretto: si ha quando la magia viene concretizzata attraverso un contatto diretto tra la vittima prescelta e i materiali preparati all’uomo (come ad esempio sangue, feci, urina o qualche tipo speciale di rospo nero). Il materiale, così preparato, può essere mescolato con il cibo o con le bevande normalmente consumati dalla vittima o posto sui suoi abiti o sul suo letto. La cosa essenziale  è che si verifichi un contatto diretto con la prescelta vittima o con qualche persona che sia intimamente legata ad essa. La scelta del materiale usato e la maniera con cui viene preparato dipendono dal risultato che il mago intende ottenere con la sua applicazione. In questo caso la magia è regolata dal principio di analogia e di omeopatia, cioè deve produrre nella vittima sofferenze analoghe a quelle realizzate dall’esecutore della magia sugli articoli usati nella preparazione della stregoneria (es. una gallina morta alla quale viene rotta una zampa o spezzato il collo, una statuina frantumata con un martello, un topo afferrato con un coltello). Normalmente, tutti i materiali usati in questi casi, quando sono amalgamati con cibi o bevande, producono, di solito, effetti negativi sulla vittima per la stessa natura degli ingredienti usati (tutte cose sporche, stomachevoli e piene di germi pericolosi). A volte vengono aggiunte alla pozione anche erbe velenose (contenenti una minima quantità di veleno) come contributo personale del mago a danno della vittima.
- Metodo indiretto: si ha quando la magia viene concretizzata attraverso mezzi indiretti. E’ chiamato metodo indiretto perché viene applicato a qualcosa, che appartiene alla vittima, come capelli, pezzi di unghie, abiti, specialmente indumenti intimi, non escludendo rimasugli e avanzi di pranzi e cene. A volte questo metodo può essere applicato attraverso l’uso di un transfert.  Vale a dire,  il mago usa un animale (una gallina, un rospo, un topo), una immagine (una fotografia, una immagine di cera, una bambola di pezza) o il cuore di un animale (di un maiale o di una gallina) o anche una candela, una frutta, su cui fa degli incantesimi, o delle imprecazioni con l’intenzione che, quanto espresso dalle parole usate, venga trasferito sulla prescelta vittima … Questo tipo di magia fa sì che la vittima non possa perseguire il suo benessere spirituale e venga impedita in ogni area della sua vita, nelle sue attività sociali e nelle cose di famiglia. In alcuni casi di metodo indiretto si fa uso di oggetti sacri, come un crocifisso, una medaglia e persino un’ostia consacrata. Quest’ultima è la forma più bassa e più malefica di stregoneria perché si realizza miscelando i riti più vili con parole blasfeme e bestemmie. Con questo processo si esprime l’alleanza dello stregone con il diavolo, il quale vuole ottenere da lui tutto ciò che gli chiede.
Non è possibile negare che nel mondo esistano delle persone che portano un tale rancore, una così forte insoddisfazione di sé, da sembrare dei veri e propri posseduti. Questi individui, se capaci, approfittano della libertà, che Dio gli ha concesso, catalizzano tutte le loro capacità nella battaglia al prossimo e nell’arricchimento personale. Il demonio, astuto e potente, prova enorme piacere nell’arrecare danni all’uomo. Non bisogna provare stupore se egli gode di questi riti simbolici, mediante i quali gli viene offerta la possibilità di ingigantire il suo odio e i suoi poteri distruttivi. Dio, talvolta, permette che questi atti di magia abbiano effetto, così come lo hanno delle tentazioni spesso provenienti dalla stessa fonte. Il diavolo, come in tutte le sue cose, trae il vantaggio dal fatto che sia lui che l’uomo sono dotati di libero arbitrio, di spirito di libertà. Proprio a causa dell’abuso di questa libertà, che, oggi, il mondo è sconvolto da grandi conflitti, da malattie, da disastri, dall’inquinamento e da tutte quelle cose o quei fatti che sono in contrasto con la parola del Signore. A tale proposito, basta ricordare quanto segue: “Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: “Ho acquistato un uomo dal Signore”.  Poi, partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo. Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto.  Il Signore disse allora a Caino: “Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto?  Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma, se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dominalo”.  Caino disse al fratello Abele: “Andiamo in campagna!”. Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise.  Allora, il Signore disse a Caino: “Dov'è Abele, tuo fratello?”. Egli rispose: “Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?”.  Riprese: “Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!  Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello.  Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra”.  Disse Caino al Signore: “Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono?  Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere”.  Ma il Signore gli disse: “Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!”. Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato” (Genesi 4, 1-15).
Non possiamo negare l’esistenza della stregoneria e dell’occultismo perché esiste una tale varietà di  riti e di citazioni bibliche e storiche che se ne potrebbe scrivere una enciclopedia. Per esempio, già nel 2000 Avanti Cristo, il Codice di Hammurabi proponeva la pena capitale contro tutti coloro che scagliavano malefici a danno di persone innocenti. Sfortunatamente, però, oggi, il numero degli stregoni e degli occultisti è talmente aumentato, in proporzione alla popolazione, che il male ha trovato un grandissimo canale di diffusione. 
Tutti gli operatori dell’occulto, solitamente, vengono definiti maghi o stregoni; mentre nell’antichità vi erano categorie generiche di praticanti, oggi sono presenti numerose tipologie, a secondo del ramo di competenza esoterica. Tra di loro non tutti praticano realmente la stregoneria; vi sono anche gli imbroglioni che, essendo prestigiatori o truffatori, con eventi clamorosi e con situazioni suggestive, riescono ad estorcere ingenti quantità di denaro ai malcapitati. Attraverso l’esperienza di vita e mediante l’esercizio pratico, molti sono i ciarlatani, che si sono arricchiti alle spalle della povera gente. Definire costoro degli imbroglioni è  limitativo, perché, pur non essendo dei bravi maghi, questi, comunque, sono dei peccatori incalliti e, quindi, indirettamente subiscono potenti vessazioni e sono strumenti del demonio per la propagazione dell’esoterismo. Altri personaggi, invece, hanno solide basi e una buona conoscenza delle arti magiche. Altri ancora sono dei conoscitori delle piante officinali e sfruttano i principi attivi, in esse contenuti, a proprio vantaggio, per ipnotizzare i clienti o per gestire il loro stato di salute. A questa vasta gamma di operatori si aggiungono anche i cosiddetti portatori di malocchio; questi sono catalogati come quegli individui la cui sola presenza o il cui solo pensiero causa gravi danni e problemi a cose, persone, animali, ecc.
Molti sono convinti dell’esistenza di questi elementi. Spesso, si sente parlare di incidenti in cui essi sono indubbiamente coinvolti. Don Salvucci, a tale proposito, afferma che, secondo lui, spesso si tratta di semplici suggestioni, mentre altre volte vi sono dei casi di persone invidiose o insoddisfatte, il cui solo pensiero può recare disturbi di stomaco o semplici mal di testa ai soggetti spiritualmente più deboli. Bisogna, comunque, ribadire, che la protezione contro queste energie negative, presenti nella cosiddetta psiche, è da ricercarsi solo in Gesù, non nei talismani, non nei cornetti porta fortuna e in oggetti simili. Vi sono tanti segreti, che noi non conosciamo. Principalmente le nostre conoscenze si soffermano su tutto ciò che è immanente, visibile; per quanto riguarda l’invisibile, il trascendente, abbiamo molto riserbo, siamo spesso scettici. Diversamente, gli occultisti si occupano proprio di questi studi misteriosi e segreti, che vanno al di là delle mediocri conoscenze umane. Con il termine occultismo siamo soliti individuare una serie di pratiche tra cui: l’astrologia, l’oroscopo, la superstizione, la cartomanzia, la lettura della mano, la chiaroveggenza, la lettura del caffè, le sedute spiritiche, i fenomeni parapsicologici. Tutte queste attività offrono un vero corridoio di collegamento con il Maligno, il quale è compiaciuto del proliferare di tali attività.
La ragione è ovvia e più volte viene espressa nella Bibbia: l’uomo abbandona Dio e comincia a porre la propria fede  e  fiducia negli esseri umani, nei sortilegi, nei riti, che si compiono, e nel potere conferito ai talismani. Si finisce con lo sfociare nell’idolatria. L’incitamento, che il diavolo fa all’uomo nell’essere come Dio, è una vecchia tentazione. E’ l’avidità di denaro e la bramosia di potere che invoglia l’uomo a cercare Satana e a ottenere il suo appoggio mediante la magia. Sin dall’inizio Dio ha reso noto il suo parere, o meglio, la sua Volontà:
“Dio allora pronunciò tutte queste parole:  “Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù:  non avrai altri dei di fronte a me.  Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra” (Esodo 20, 1-4).
Durante il periodo dell’Esodo, ai tempi di Mosé, vi era una legislazione in merito estremamente ostica, essa era applicata contro tutti i praticanti di occultismo e esoterismo.
“Se uomo o donna, in mezzo a voi, eserciteranno la negromanzia o la divinazione, dovranno essere messi a morte; saranno lapidati e il loro sangue ricadrà su di essi” (Levitico 20, 27).
Il Signore, inoltre, vieta personalmente tutte le forme legate all’occultismo. Nessun israelita poteva praticare magia nera, offrire sacrifici agli dei; nessun ebreo poteva invocare gli spiriti, fare l’indovino, l’incantatore, il negromante o lo stregone e, a tale proposito, il Deuteronomio ci insegna:
“Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o l'augurio o la magia; né chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti,  perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore; a causa di questi abomini, il Signore tuo Dio sta per scacciare quelle nazioni davanti a te.  Tu sarai irreprensibile verso il Signore tuo Dio, perché le nazioni, di cui tu vai ad occupare il paese, ascoltano gli indovini e gli incantatori, ma quanto a te, non così ti ha permesso il Signore tuo Dio” (Deuteronomio 18, 10-14).
Molti sono i maghi e gli stregoni che affermano di operare per il bene del prossimo. Io non voglio affermare che non esistano particolari carismi, ma è bene che tutti sappiate che, quando si ha a  che fare con le succitate arti magiche, non si tratta di un aiuto proveniente da Gesù, bensì da Satana. Tutto l’esoterismo è materia nelle mani del Maligno e, a tal proposito, la Sacra Scrittura afferma:
“Tu, o Dio, odiavi gli antichi abitanti della tua terra santa, perché compivano delitti ripugnanti, pratiche di magia e riti sacrileghi.  Questi spietati uccisori dei loro figli, divoratori di viscere in banchetti di carne umana, iniziati in orgiastici riti, genitori carnefici di vite indifese, tu li hai voluti distruggere per mano dei nostri antenati, perché ricevesse una degna colonia di figli di Dio la regione da te stimata più di ogni altra” (Sapienza 12, 3-7).
Ezechiele si inalberò contro gli occultisti e contro tutti gli indovini che pretendevano di conoscere il futuro attraverso riti e oggetti magici:
“Ora tu, figlio dell'uomo, rivolgiti alle figlie del tuo popolo che profetizzano secondo i loro desideri e profetizza contro di loro.  Dirai loro: Dice il Signore Dio: Guai a quelle che cuciono nastri magici a ogni polso e preparano veli per le teste di ogni grandezza per dar la caccia alle persone. Pretendete forse di dare la caccia alla gente del mio popolo e salvare voi stesse?” (Ezechiele 13, 17-18).
La Sacra Scrittura non si limita a esprimere pareri negativi contro i maghi e gli stregoni, ma anche contro gli ipotetici clienti e contro chi  usufruisce di tali  prestazioni:
“Non vi rivolgete ai negromanti né agli indovini; non li consultate per non contaminarvi per mezzo loro. Io sono il Signore, vostro Dio” (Levitico 19, 31);
“Se un uomo si rivolge ai negromanti e agli indovini per darsi alle superstizioni dietro a loro, io volgerò la faccia contro quella persona e la eliminerò dal suo popolo.  Santificatevi dunque e siate santi, perché io sono il Signore, vostro Dio” (Levitico 20, 6-7).
Molti sono gli illusi che pretendono di predire il futuro con l’ausilio dei tarocchi, dell’astrologia e mediante la lettura della mano. Altri utilizzano pendoli, sfere di cristallo, fondi di caffè, ossa, viscere di animali e mezzi simili. Cari fratelli, sappiate che Dio non ha piacere che l’uomo si interessi al suo futuro e, qualsiasi mezzo usiate, anche se siete in buona fede, tutto questo provoca la sua collera. Dio lo vieta espressamente:
“Mentre andavamo alla preghiera, venne verso di noi una giovane schiava, che aveva uno spirito di divinazione e procurava molto guadagno ai suoi padroni facendo l'indovina. Ella seguiva Paolo e noi gridando: “Questi uomini sono servi del Dio Altissimo e vi annunziano la via della salvezza”.  Questo fece per molti giorni finché Paolo, mal sopportando la cosa, si volse e disse allo spirito: “In nome di Gesù Cristo ti ordino di partire da lei”. E lo spirito partì all'istante” (Atti 16, 16-18).
La Parola di Dio esprime la sua condanna contro ogni sorta di divinazione, come per esempio predire la fortuna; Dio proibisce che i suoi figli pratichino il sortilegio:
“Sta pure ferma nei tuoi incantesimi e nella moltitudine delle magie, per cui ti sei affaticata dalla giovinezza: forse potrai giovartene, forse potrai far paura! Ti sei stancata dei tuoi molti consiglieri: si presentino e ti salvino gli astrologi che osservano le stelle, i quali ogni mese ti pronosticano che cosa ti capiterà. Ecco, essi sono come stoppia: il fuoco li consuma; non salveranno se stessi dal potere delle fiamme. Non ci sarà brace per scaldarsi, né fuoco dinanzi al quale sedersi. Così sono diventati per te i tuoi maghi, con i quali ti sei affaticata fin dalla giovinezza; ognuno se ne va per suo conto, nessuno ti viene in aiuto” (Isaia 47, 12-15).
La Sacra Scrittura condanna espressamente anche lo spiritismo e evocazioni degli spiriti dei defunti:
“Quando vi diranno: - Interrogate gli spiriti e gli indovini che bisbigliano e mormorano formule. Forse un popolo non deve consultare i suoi dei? Per i vivi consultare i morti?-, attenetevi alla rivelazione, alla testimonianza. Certo, faranno questo discorso che non offre speranza d'aurora … “ (Isaia 8, 19-20).
La paura delle streghe e degli emissari del diavolo è, comunque, priva di fondamento dal momento in cui Cristo è risorto e ha vinto definitivamente il Maligno. Egli è il Vittorioso per eccellenza. Se leggiamo il Libro dei Numeri, vediamo che Dio si rivolge a Giacobbe nel seguente modo:
“Perché non vi è sortilegio contro Giacobbe e non vi è magia contro Israele: a suo tempo vien detto a Giacobbe e a Israele che cosa opera Dio” (Numeri 23, 23).
 
Carlo Di Pietro
DE:http://www.pontifex.roma.it/