Arquivo do blog

sábado, 25 de abril de 2015

"Il mistero del Volto Santo" E’ a Manoppello

IL VELO
Il Volto Santo é un velo tenue, i fili orizzontali del tessuto sono ondeggianti e di semplice struttura, l'ordito e la trama si intrecciano nella forma di una normale tessitura. Le misure del panno sono 17 x 24 cm. é l'immagine di un viso maschile con i capelli lunghi e la barba divisa a bande.
Caso unico al mondo in cui l'immagine è visibile identicamente da ambedue le parti.
Le tonalità del colore sono sul marrone, le labbra sono di colore leggermente rosse, sembrano annullare ogni aspetto materiale.
Non sono riscontrabili residui o pigmenti di colore.
Le due guance sono disuguali: l'una, più arrotondata dell'altra, si mostra considerevolmente rigonfia.
Gli occhi guardano molto intensamente da una parte e verso l'alto. Perciò si vede il bianco del globo oculare sotto l'iride.
Le pupille sono completamente aperte, ma in modo irregolare.
Nel mezzo, sopra la fronte si trova un ciuffo di capelli, corti e mossi a mo' di vortice.
PENUEL, IL VOLTO DEL SIGNORE 
Il 23 ottobre 1999 è stata inaugurata, in una sala attigua al Santuario Del Volto Santo, una mostra permanente dal titolo:
"PENUEL, il Volto del Signore. La Sindone di Torino e il Velo di Manoppello: un unico volto".
Sono 27 pannelli che descrivono l’esperienza scientifica di Suor Blandina Paschalis Schlömer, monaca trappista tedesca, esperta in questo campo, che attraverso sovrapposizioni dimostra come la Sindone di Torino e il Velo di Manoppello combacino perfettamente. Il titolo trae origine dalla lotta di Giacobbe con un personaggio misterioso. Il racconto della Genesi si conclude. "Egli chiamò quel luogo PENUEL perché, disse, ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva" (32,31).
La didascalia chi accompagna i pannelli, oltre a presentare un percorso scientifico, vuol delineare anche un cammino spirituale che Suor Blandina propone al visitatore. I primi nove pannelli presentano le immagini che lei ha usate per giungere alla sovrapposizione, ma fa anche notare come nei vari tentativi fatti per ricavare, dal volto che la Sindone ci presenta nella morte, un’immagine viva, si è spesso accentuata una bellezza molto umana, da divo; ma, se è vero che il Signore è e rimane "il più bello tra i figli dell’uomo" (Sl 45,3), la sua bellezza è molto diversa da quella che superficialmente si immagina. E l’immagine che rivela questa beltà superiore è, per lei, il Volto impresso nel Velo di Manoppello. Dal pannello X al XIII vengono presentati i vari dettagli attraverso i quali, con un minuzioso lavoro di confronto, è giunta alla perfetta sovrapposizione.

I pannelli XIV-XXII rappresentano diverse versioni dell’immagine sovrapposta a grandezza naturale, per giungere alla constatazione che più, nello sovrapposizione, si evidenzia la Sindone, maggiormente il Volto appare dolorante nella sua passione e morte; al contrario, più si accentua il Velo di Manoppello, più chiaramente appare il Volto del Cristo Vivente.
Gli ultimi pannelli sono sovrapposizioni di foto e veline ingrandite che danno il Volto di Cristo, sintesi delle due reliquie.
Questa è la riflessione conclusiva di Suor Blandina: "Il Volto di Cristo crocifisso e quello del Cristo risorto sono una cosa sola. Torino e Manoppello sono una cosa sola! Gesù di Nazareth, che nella Sindone ci appare come il Cristo torturato e crocifisso, nel Velo di Manoppello è colui che ha vinto la morte e ci rivolge il suo sguardo interrogativo, ma pieno di amore. Alla luce di questo Volto ogni singola parola del Vangelo assume un nuovo significato. Se ci soffermeremo a sufficienza, se ci immergeremo nel silenzio, dentro e fuori di noi, anche noi, forse, come Giacobbe, chiameremo questo luogo "PENUEL" Il Volto del Signore. 
" mistero del Volto Santo"
E’ a Manoppello, in provincia di Pescara, custodita da 500 anni nella Chiesa dei Frati Cappuccini, la Veronica (la vera icona), il velo su cui sarebbe rimasto impresso il volto di Gesù Cristo che si trovava una volta in San Pietro a Roma. Lo afferma Heinrich Pfeiffer, gesuita, docente di iconologia della Pontificia Università Gregoriana che, insieme a Blandina Paschalis Schloemer, suora trappista, sostiene che il volto sulla Sindone di Torino e il volto sul velo di Mapnoppello combaciano perfettamente perché entrambi i tessuti erano adagiati sulla salma di Gesù. Le teorie di Padre Pfeiffer e di Suor Blandina si basano su ricerche storico-artistiche, ma anche su esami scientifici come quelli compiuti dal Prof. Donato Vittore, traumatologo dell’Università di Bari, che confermano la sorprendente mancanza di tracce di pittura sul velo di Manoppello, Si può adesso dopo quasi 2000 anni dalla crocifissione, conoscere l’afontespetto di Gesù?