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terça-feira, 23 de setembro de 2014

La grandezza e la bellezza del Rito Romano Antico. San Pio da Pietrelcina diceva : “E’ più facile che il mondo si regga senza il sole, piuttosto che senza la Messa.”


La grandezza e la bellezza del Rito Romano Antico


Introduzione


1.      Siamo a settembre ed è questo il mese tradizionalmente dedicato alla devozione della Madonna Addolorata, Colei che ha donato il proprio dolore corredentore  offrendo Suo Figlio dal Concepimento al Calvario.

2.      Ma settembre è anche il mese che annovera una ricorrenza importante: l’Esaltazione della Santa Croce (14 settembre).

3.      Queste due ricorrenze ci spingono a parlare della Messa, che –è bene ribadirlo- è la ri-attualizzazione misteriosa e incruenta del Sacrificio di Cristo sul Calvario.

4.      C’è però un altro motivo che ci ha spinto a dedicare la Circolare di questo mese alla Messa, in particolare alla Messa in Rito Gregoriano, che può anche essere chiamata “Rito Romano Antico” e che impropriamente viene definita “Tridentina”. E’ il motivo legato al recente commissariamento dell’Ordine dei Francescani dell’Immacolata.

5.      Precisiamo che Il Cammino dei Tre Sentieri non è istituzionalmente legato a quest’Ordine per cui non ha nessun titolo per parlare di tale questione; è però vero che Il Cammino dei Tre Sentieri non solo ha sempre professato grande stima nei confronti dei Francescani dell’Immacolata, ma è anche, nella persona del suo iniziatore, Corrado Gnerre, particolarmente legato al fondatore dell’Ordine, padre Stefano Maria Manelli.

6.      Si sa –ma non è questo che dobbiamo trattare- che le ragioni del commissariamento non sono solo relative all’uso dell’antico rito della Messa, ma è pur vero che allorquando vi fu l’applicazione del motu proprio Summorum Pontificum (14 settembre 2007) da parte di papa Benedetto XVI, padre Manelli caldeggiò che nell’Ordine vi fosse un uso quanto più diffuso di questo rito.

7.      Pertanto abbiamo ritenuto che fosse giusto dire anche noi qualcosa in merito, anche per far capire quanto la scelta di padre Manelli, e di tanti altri sacerdoti del suo Ordine, abbia delle chiare ragioni teologiche.

Cosa è la Messa e il suo inimmaginabile valore

8.      Prima però di entrare nel vivo e quindi parlare della grandezza e della bellezza del Rito Romano Antico, diciamo qualcosa in merito alla Messa e alla sua importanza.

9.      C’è una bellezza riguardante la celebrazione della Messa che solitamente non viene evidenziata. Ovvero che in essa vengono sospese le categorie dello spazio e del tempo. Molti –soprattutto oggi- non lo sanno…eppure è così.

10.   Per spiegare la grandezza della Messa  –soprattutto ai giovani- si può fare questo esempio. Bisogna immaginare la possibilità di andare fantascientificamente indietro nel tempo: prendere cioè una sorta di “macchina del tempo” e viaggiare nella storia. Ebbene, la Messa è una sorta di “macchina del tempo” per andare indietro e porsi -veramente e non con l’immaginazione- ai piedi della Croce di Gesù sul Calvario.

11.   Spieghiamoci meglio. Gesù è il Dio che si è fatto uomo. In Lui si è realizzata l’unione di due nature (umana e divina) in un unico soggetto (divino). Si sa che la dignità delle azioni è data dalla dignità del soggetto che compie l’azione. Un conto se a passeggiare sotto il proprio palazzo sia un uomo qualunque; un altro se fosse un importante personaggio politico. In questo caso non solo vi affaccereste, ma trovereste chissà quale folla a fare ressa presso il vostro portone. Dunque la dignità delle singole azioni è data dalla dignità del soggetto che le compie. Se il soggetto è umano, le azioni hanno un valore umano, cioè finito; se il soggetto è divino, le azioni hanno un valore divino, cioè infinito. Tornando a Gesù , va detto che ogni sua azione, proprio perché voluta e compiuta da un soggetto divino, ha avuto un valore infinito. Infinito vuol dire che non è esauribile nello spazio e nel tempo.

12.   Quando Gesù nell’Ultima Cena ha istituito il Sacramento dell’Eucaristia, ha celebrato la prima Messa e ha anticipato veramente ma non cruentamente ciò che si sarebbe compiuto il giorno dopo sul Calvario. Lo ha potuto fare, perché quel gesto avrebbe avuto un valore infinito; non era e non è esauribile nel tempo e nello spazio. Quel gesto fu anticipato, ma sarebbe stato possibile posticiparlo sempre.

13.   Dunque, sull’altare-Calvario si compie realmente, ma in maniera incruenta, lo stesso sacrificio che Gesù compì sulla croce. Infatti sul Calvario la vittima era Gesù; e sull’altare la vittima (hostia) è lo stesso Gesù. Sul Calvario il sacerdote era Gesù che offriva se stesso all’Eterno Padre; sull’altare il vero sacerdote è Gesù che offre se stesso per mezzo del sacerdote altro-Cristo.

14.   Ecco dunque la Messa. Mentre ogni preghiera –pur importante– ha sempre un valore finito, perché è l’uomo che prega Dio e si offre a Lui; la Messa ha sempre un valore infinito perché è Dio stesso che si offre al Padre. Facciamo un altro esempio. Prendiamo una bilancia, quella antica, con i classici due piatti. Su un piatto mettiamo tutte le preghiere di questo mondo e sull’altro una sola Messa. Ebbene, la bilancia penderebbe dalla parte della sola Messa. Più azioni finite formano una realtà finita, l’infinito rimane invece sempre infinito. Se queste cose si capissero la gente correrebbe continuamente per partecipare alla Messa. San Pio da Pietrelcina (1887-1968) soleva dire: “Se la gente sapesse cosa è la Messa, dinanzi alle chiese occorrerebbero i carabinieri per governare le folle.” E il Santo Cappuccino diceva ancora: “E’ più facile che il mondo si regga senza il sole, piuttosto che senza la Messa.” leggere...

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