di Fabio Sansonna.
La figura e la santità di S.Pio X, papa dal 1903 al 1914, sono generalmente associate alla sua attività di catechesi, di precisazione della dottrina cattolica, di lotta al modernismo e al laicismo, nonché, sulla linea tracciata da Leone XIII e Papi precedenti, alla riconferma della teologia di S.Tommaso d’Aquino come pensiero e filosofia fondamentale della Chiesa Cattolica, e alla comunione ai fanciulli.
D’altro canto, ci si è abituati a identificare la Chiesa Cattolica solamente con la realtà ecclesiale occidentale, latina, mentre essere cattolici secondo la definizione del catechismo di S.Pio X è essere battezzati,partecipare ai sacramenti e obbedire ai pastori da Lui prestabiliti,in particolare al Papa, ed in questa definizione rientrano a pieno titolo anche i cattolici di altri riti per lo più orientali (bizantini, copti,siriaci, armeni). Papa S. Pio X affermò che i Padri Orientali (S. Basilio. S. Giovanni Crisostomo) erano da ritenere autorevoli quanto i Padri Latini (S. Agostino, S. Girolamo, S. Ambrogio).
Origini del rito bizantino slavo
S. Pio X ha dedicato una notevole attenzione ai cattolici di rito bizantino-slavo, un rito istituito nella Chiesa Orientale molto prima dello scisma di Oriente del 1054, e riconosciuto da papa Adriano II (secolo IX°) che benedisse i libri liturgici slavi stesi dai santi Cirillo e Metodio in slavo antico (con l’ alfabeto cirillico) sulle tracce della liturgia bizantina-greca di S. Giovanni Crisostomo e di S.Basilio Magno, padri della Chiesa del IV° secolo. I santi fratelli slavi, oggi compatroni d’Europa con S. Benedetto, si erano recati dal Papa portando a Roma le reliquie di S.Clemente, Papa martire in Crimea alla fine del I° secolo, in segno di unità con la Santa Sede ed in quella occasione la Divina Liturgia in lingua slava venne celebrata per la prima volta a Roma. Il loro viaggio a Roma è stato un gesto di grande importanza, perché contemporaneamente a Costantinopoli si consumava lo scisma di Fozio, mentre essi vollero affermare con questo gesto la loro obbedienza al Papa e la loro cattolicità. Una liturgia quindi che risale ai tempi dell’unità cattolica (cioè universale) tra Occidente e Oriente, quando nella Chiesa Cattolica si esprimevano il rito latino e quello bizantino senza lasciare dubbi circa la piena comunione voluta da Cristo. Il rito bizantino slavo venne riformato dal metropolita Septickij che diede vita all’esarcato greco-cattolico in Russia inizi del secolo XX.leggere...