Arquivo do blog

terça-feira, 20 de janeiro de 2015

Cardenal Ratzinger: Se la liturgia appare anzitutto come il cantiere del nostro operare, allora vuol dire che si è dimenticata la cosa essenziale: Dio.


Cardenal Ratzinger: Se la liturgia appare anzitutto come il cantiere del nostro operare, allora vuol dire che si è dimenticata la cosa essenziale: Dio. Poiché nella liturgia non si tratta di noi, ma di Dio. La dimenticanza di Dio è il pericolo più imminente del nostro tempo. A questa tendenza la liturgia dovrebbe opporre la presenza di Dio. Ma che cosa accade se la dimenticanza di Dio entra persino nella liturgia, se nella liturgia pensiamo solo a noi stessi? In ogni riforma liturgica e in ogni celebrazione liturgica, il primato di Dio dovrebbe sempre occupare il primissimo posto.

 http://2.bp.blogspot.com/_kTmUB-yOTbg/STxQT7wsAvI/AAAAAAAAAPk/pgWGGCdy660/s400/cardeal+ratzinger+em+f%C3%A1tima.jpg
Lo sviluppo organico della liturgia
In alternativa ai riformisti radicali e ai loro avversari intransigenti, uno sviluppo adeguato
della liturgia è possibile soltanto prestando attenzione alle leggi che dall'interno sostengono
questo "organismo"
di Joseph Ratzinger*
Negli ultimi decenni, la questione della corretta celebrazione della liturgia è diventata sempre più uno dei punti centrali della controversia attorno al Concilio Vaticano II, ovvero a come dovrebbe essere valutato e accolto nella vita della Chiesa.
Ci sono gli strenui difensori della riforma, per i quali è una colpa intollerabile che, a certe condizioni, sia stata riammessa la celebrazione della santa Eucaristia secondo l'ultima edizione del Messale prima del Concilio, quella del 1962. Allo stesso tempo, però, la liturgia è considerata come "semper reformanda", cosicché alla fine è la singola "comunità" che fa la sua "propria" liturgia, nella quale esprime sé stessa. Un Liturgisches Kompendium [Compendio liturgico, ndr] protestante (curato da Christian Grethlein e Günter Ruddat, Göttingen 2003) ha recentemente presentato il culto come "progetto di riforma" (pp. 13-41) riflettendo il modo di pensare anche di molti liturgisti cattolici.
D'altra parte vi sono anche i critici accaniti della riforma liturgica, i quali non solo criticano la sua pratica applicazione, ma anche le sue basi conciliari. Essi vedono la salvezza solo nel totale rifiuto della riforma.LER...