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terça-feira, 20 de janeiro de 2015

Mons. Negri: «I cristiani che si vergognano delle Crociate sono succubi del laicismo dominante»


L'articolo cui replica Mons. Negri si riferisce ad un dialogo-intervista con alcuni giovani belgi, nel quale il Papa – parlando della missione di ogni cristiano – aveva esortato i presenti a testimoniare la fede “con semplicità. Perché se tu vai con la tua fede come una bandiera, come le crociate, e vai a fare proselitismo, quello non va”.

Un'affermazione che fa il paio con lo scivolone sul “pugno promesso a chi offende sua madre”, che ha fornito un incredibile assist alla violenza degli islamisti, che per loro legittima l'uccisione di chi offende Maometto dal momento che "Maometto è più prezioso della madre". Anche se ha fatto un po' di marcia indietro - dice Socci - forse perché è stato fraternamente criticato dall’amico Scalfari nel suo editoriale di domenica. chiedendosi “come faranno ora a fare marcia indietro tutti quegli zuavi pontifici che – col solito zelo – si erano messi a giustificare la reazione violenta all’insulto verbale” ma aggiungendo che “il papa argentino ha fatto la toppa peggio del buco perché – per rimangiarsi la gaffe – ha detto che “in teoria” il Vangelo dice che non si deve rispondere con la violenza: “in teoria”, ha sottolineato, mentre in pratica la vita è diversa (“siamo umani”… invece Gesù no?). E così il Vangelo diventa una “teoria” di un sognatore… S’intende dire che queste “teorie” non vanno prese troppo sul serio? A prenderle troppo sul serio si rischia di diventare “tradizionalisti” e “letteralisti” (per usare due categorie negative con cui Bergoglio al Sinodo colpì coloro che si opposero a Kasper)? [qui]. E sempre Socci riferisce: “ma come? Per una vignetta provocatoria vanno bene i pugni, mentre davanti all’uccisione di migliaia di cristiani propone il dialogo?” [qui].

La puntualizzazione di Mons. Negri non è recentissima. Ne avevamo già parlato qui - e anche quiavevamo riportato la sua iniziativa: «No al dialogo ad ogni costo» in occasione delle stragi dell'Isis. Tuttavia vale la pena riprendere per intero la comunicazione dell'Arcivescovo per richiamarla alla memoria dei più renitenti, visto che gli eventi che incombono danno la stura a molti scritti e interventi sulle crociate, che riflettono quasi sempre l'ideologia di chi li veicola. (M.G.)