Don Divo Barsotti

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domingo, 14 de outubro de 2012


The Remnant - Su l'arcivescovo di Noia, la FSSPX e il Vaticano II

Mi son presa la non piccola fatica di tradurre questo articolo pubblicato da The Remnant, nonostante ci siano elementi che non lasciano ben sperare su un imminente accordo tra la Santa Sede e la Fraternità. Gli sviluppi recenti della vicenda, le nuove nomine, altri segnali colti sia dall'interno della Fraternità che nelle voci curiali, non sono molto rassicuranti. E tuttavia questo testo, se non servirà a spianare la strada per una felice conclusione della vicenda, almeno sarà utile, come documento storico, per chi cerca di inquadrare la situazione in tutti i suoi aspetti, che ci riguardano molto da vicino in quanto anche noi siamo amanti della Tradizione-costante della Chiesa, non quella congelata - come vorrebbero insinuare i progressisti e i nuovi conservatori conciliari - ma quella portatrice della Verità che è il Signore.

L'arcivescovo di Noia, la FSSPX e il Vaticano II

Lo Stato della questione

Per poter risolvere un problema, è necessario che esso sia prima esposto con proprietà. Non meno di otto volte in una recente intervista dell'Arcivescovo Augustine Di Noia, di fresca nomina come vice presidente della Commissione Ecclesia Dei, l'intervistatore o Sua Eccellenza stessa, hanno citato la "piena comunione" della Fraternità di San Pio X, come se essa non fosse in qualche modo nella "piena comunione" ed il problema fosse quello di aiutarli a ritornare alla "piena comunione." Alla fine dell'intervista, l'Arcivescovo Di Noia menziona "un'altra setta, un'altra divisione". Ma fin dall'inizio, lo "status quaestionis" è male impostato. Su questa questione della "piena comunione" c'è un eccellente articolo di. Ferrara su The Remnant dell'anno scorso.