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segunda-feira, 2 de junho de 2014

Valerio Albisetti: ho voluto qualcosa di più, l´arte come luogo dell’anima che combatte l’ipocrisia, il conformismo, l’egoismo, la violenza sociale e morale, la mediocrità e la superficialità.

STAVO DIVENTANDO MEDIOCRE, COME TANTI.

 
Stavo diventando mediocre, come tanti.
Allora ho deciso di non svolgere più la mia professione di psicoterapeuta. Non per incompetenza o fallimento, ma perchè non ho più il cuore. Quando, dopo una conferenza o un seminario, per la presentazione dei miei numerosi libri, mi chiedono perchè ho interrotto la pratica professionale rispondo che non riesco a lavorare senza il cuore e senza l’anima.
Sono andato verso la scrittura.
Da tempo non ho fiducia nell’economia, ho smesso di consumare, vivo dei prodotti agricoli del mio podere, ho smesso di guardare la tv, ho smesso di votare.
Ad un certo punto ho voluto qualcosa di più.
L’arte.
Quello che il sistema offre è qualcosa che in realtà non voglio.
Per arte non intendo le arti classiche o gli artisti, perchè possono essere comunque mediocri, egocentrici e asserviti al sistema, ma arte come luogo dell’anima che combatte l’ipocrisia, il conformismo, l’egoismo, la violenza sociale e morale, la mediocrità e la superficialità.

LA PSICOTERAPIA NON SERVE, IL MONDO PEGGIORA

 
Forse la psicoanalisi e la psicoterapia ci hanno reso più sensibili, ma il mondo non è cambiato. Anzi peggiora sempre più. O meglio, indossa maschere diverse di un tempo, ma la cattiveria, l’ingiustizia, la violenza, l’egoismo, la mediocrità, l’ipocrisia, sono sempre le stesse.
Anzi. Probabilmente la psicologia ha contribuito a far peggiorare il mondo.
Per me l’umanità oggi ha bisogno di una dimensione profonda e intensa, radicale e originale, di consapevolezza spirituale, come dico io psicospirituale.
La psicoterapia, al contrario, viene concepita, almeno fino ad oggi, come appoggio e tolleranza, per calmare, per giustificare, per mediare, per trovare compromessi.