Arquivo do blog

segunda-feira, 2 de junho de 2014

Valerio Albisetti: Solo chi tiene una certa distanza dal mondo lo vive veramente. Il vero fallimento della persona è identificarsi pienamente in un successo, in un ruolo, in cose e persone.

ANDARE DENTRO DI SE’

 
La comprensione profonda della propria intimità porta alla vera essenza dell’intera umanità, dove risultano inutili, indifferenti, segni esteriori come il denaro, il sesso, il successo, il potere, se non vissuti come cifre, attraverso la cui lettura si ritorna alla conoscenza di se stessi.La paura, la disperazione, la violenza, la depressione, le manie, le ossessioni, attraverso la psicospiritualità vengono capite, comprese, reinscritte in un nuovo codice dove hanno perso forza, carica, e sono state diluite nella vita, nell’anima.Con la conoscenza di sè, con il desiderio di capire la condizione umana, di dare senso all’esistenza, si dà senso alla solitudine.

PRENDERE DISTANZA

 
Infatti, in una visione psicospirituale, le sconfitte hanno valore perchè danno informazioni utili e indicazioni preziose per continuare meglio il viaggio di crescita. Le sofferenze se interpretate, in questa visione, fanno scoprire la nostra vera identità personale. Chi ha scelto di vivere, non sopravvivere, e lo può fare solo collegato alla psicospiritualità, ha compreso che, a questo proposito, l’importante è non rimanere dentro le cose, dentro le situazioni, dentro le persone, e dunque dentro la sofferenza, ma attraversarle, prendere distanza. Solo chi tiene una certa distanza dal mondo lo vive veramente. Il vero fallimento della persona è identificarsi pienamente in un successo, in un ruolo, in cose e persone. Solo se manteniamo una certa distanza da tutto ciò che ci succede, solo se diamo primato alla nostra essenza personale, identità e consapevolezza, entriamo nella dimensione spirituale, psicospirituale di noi stessi. Ma per fare ciò, bisogna voler sapere di dover morire. Infatti, in ultima analisi, chi vive, sopravvivendo, non vuol saper di dover morire, non accetta, come naturale, la propria morte. Non accettando la propria mortalità, non accetta neppure la sofferenza, perchè si è inserito nel cerchio senza fine dell’onnipotenza. Tendendo a perdere il senso del limite, non riesce più a sopportare il dolore. Tendendo a perdere il senso del limite, non concepisce più l’esistenza come viaggio. Tendendo a perdere il senso del limite, non riesce a fare di una sconfitta un luogo di apprendimento. ( tratto da FELICI nonostante tutto. e.book . Valerio Albisetti. Edizioni Paoline).

AMORE VERO

 
Così per le relazioni interpersonali. Siamo abituati a pretendere affetto, amore. Quando si comincia a entrare nella mia visione psicospirituale si inizia anche a dare, ascoltare e rispettare l’altro. Vorremmo essere serviti, ma il cammino di crescita psicospirituale ci dice di servire gli altri, testimoniando loro il nostro cammino di luce.Entrare in relazione con gli altri dunque non significa farsi schiavi degli altri o sottostare alle loro pretese narcisistiche o onnipotenti, bensì diventare per loro luoghi di libertà, di autonomia, di vita vera, di crescita per poter raggiungere livelli di consapevolezza psicospirituale sempre più evoluti.Si deve entrare dunque in una relazione di senso con gli altri non per dovere, men che meno per conformismo o per visibilità di immagine, ma per un’intima realizzazione interiore. Non per privarci di qualcosa, ma come esigenza personale, per naturale spinta interiore. tratto dal VIAGGIO DELLA VITA. Valerio Albisetti. Ed PAOLINE).

SOCIETA’ SENZ’ANIMA

Oggi, la stragrande maggioranza dell’umanità, almeno quella occidentale, è costituita da individui vuoti interiormente, privi di senso profondo della propria esistenza, con continuo senso di inutilità, alienati, senza valori. Soprattutto senza speranza. E ciò fa una grande differenza. Perchè tutto cambia, se qualsiasi cosa fai, la fai con autenticità, con il cuore, con l’anima, o se la fai con l’anima alienata da te stesso, dagli altri. Un conto è vivere da soggetti, da protagonisti, un’altra da oggetti.Questa società, invece, confonde tutto, o meglio fa credere ai suoi membri di essere dei protagonisti, solo perchè consumano e seguono l’ultima moda, identificandosi nei modelli culturali imposti. A questa società importa nulla dell’anima, non importa se quando lavori, quando cammini, mangi o sei in relazione con l’altro, ci metti l’anima, il cuore. Anzi, in modo subliminale, fa credere che l’anima non esiste, o è solo un accessorio esotico. L’uomo di oggi è ormai vuoto interiormente.

AUMENTARE IN UMANITA’, NON IN PERFEZIONE.

 
Nel mio pensiero, una persona consapevole quando sbaglia sa che è il momento di riconoscere i propri limiti. Questo atteggiamento la porterà a sbagliare sempre meno, perchè la persona è aumentata in umanità, non in perfezione.Per questo tipo di persona un errore diviene un’indicazione importante, utile per comprendere ancor più profondamente la propria unicità e specificità e divenire più umana e accogliente nei confronti di chi le sta vicino.. ( da FELICI nonostante tutto . Ed. Paoline. Valerio Albisetti)

SESSO MALATO

Il sesso è una delle attività, una delle forme di comunicazione tra le più praticate tra esseri umani. E’ la più fisica, la più intima, e quindi diviene il luogo dove gli esseri umani investono le loro energie, le loro fantasie, i loro sogni, ma soprattutto i loro fantasmi, le loro nevrosi, le loro perversioni. Quanto più si è nevrotici, tanto più si investe nel sesso! Più si è pervertiti e più si ha a che fare con un sesso malato. Il rapporto con l’altro, attraverso il sesso, può raggiungere il massimo grado di esaltazione o il massimo grado di insulto, toccare il massimo grado di unione o il massimo grado di allontanamento, di freddezza, proiettarti nel sacro o abbassarti nello schifo, nel volgare, nell’animale. Nel rapporto sessuale è anche racchiuso il momento più alto, più misterioso, più divino che gli esseri umani possono abitare: la procreazione di una nuova vita. Per tutte queste ragioni, io ritengo l’attività sessuale un’attività sacra, che deve essere svolta solo in un determinato contesto, quello della consapevolezza. ( tratto dal libro “AMORE,come stare insieme tutta la vita” .Valerio Albisetti. Ed. PAOLINE).