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terça-feira, 24 de dezembro de 2013

SUA SANTITÁ BENEDETTO XVI: Il Creatore dell’universo, facendosi bambino, è venuto tra noi per condividere il nostro cammino; si è fatto piccolo per entrare nel cuore dell’uomo e così rinnovarlo con il suo amore.


Cari fratelli e sorelle!

Sono lieto di accogliervi e di rivolgere a ciascuno il mio cordiale saluto.]


Questo albero resterà accanto al presepe, in allestimento, fino al termine delle festività natalizie per essere ammirato dagli abitanti di Roma e dai pellegrini che giungono qui da ogni parte del mondo.

Significativo simbolo del Natale di Cristo, perché con i suoi rami sempre verdi richiama il perdurare della vita, l’abete è anche segno della religiosità popolare della vostra terra e delle radici cristiane della vostra cultura. Auspico che queste radici possano rinsaldare sempre più la vostra unità nazionale, favorendo la promozione di valori autentici e condivisi. Nel corso dei secoli, il vostro Paese è stato crocevia di culture diverse, punto di incontro tra ricchezze spirituali d’Oriente e d’Occidente. Nella tenace adesione ai valori della fede, possa continuare a rispondere a questa peculiare vocazione.

Voi avete voluto accompagnare questo imponente abete rosso con alberi più piccoli per il Palazzo Apostolico e altri ambienti del Vaticano. Queste piante, unitamente ai tradizionali costumi, alle suggestive musiche e ai prodotti locali, faranno conoscere a Roma gli elementi tipici della vostra terra. Possa questo vostro pellegrinaggio suscitare nell’intera comunità cristiana ucraina un rinnovato desiderio di vivere e testimoniare con gioia la fede e promuovere i valori della vita, della solidarietà e della pace, che il Natale di Cristo ogni anno ci ripropone.

In questo tempo di Avvento, la Chiesa ci invita a prepararci alla Nascita del Salvatore, intensificando il cammino spirituale e il rapporto con Cristo. La nostra epoca ha bisogno dei cristiani santi, entusiasti della propria fede! La Vergine Maria ci è modello e guida: per comprendere la volontà di Dio sulla sua vita e il senso degli avvenimenti che riguardano il Figlio di Dio, Ella rivela un singolare sguardo contemplativo: ascolta, osserva, custodisce, medita, prega. Quanto c’è bisogno di recuperare il gusto della preghiera! Come dobbiamo essere attenti a non lasciarci sopraffare dai ritmi incalzanti della vita, che ci impediscono di rientrare in noi stessi e di ritrovarci davanti al mistero stupendo di Dio che abita nel nostro cuore!
Cari amici, l’albero e il presepio sono elementi di quel clima tipico del Natale che appartiene al patrimonio spirituale delle nostre comunità; un clima soffuso di religiosità e di intimità familiare, che dobbiamo conservare anche nelle odierne società, dove talora sembrano prevalere il consumismo e la ricerca dei beni materiali. Natale è festa cristiana e i suoi simboli costituiscono importanti riferimenti al grande mistero dell’Incarnazione e della Nascita di Gesù, che la liturgia costantemente rievoca. Il Creatore dell’universo, facendosi bambino, è venuto tra noi per condividere il nostro cammino; si è fatto piccolo per entrare nel cuore dell’uomo e così rinnovarlo con il suo amore. Predisponiamoci ad accoglierlo con fede.
[Rinnovo la mia viva gratitudine a tutti voi, ai vostri collaboratori rimasti in patria e a quanti si sono prodigati per il trasporto dell’albero. Grazie per il contributo che ciascuno di voi ha offerto con grande generosità. E colgo questa propizia occasione per porgervi i più fervidi voti augurali per il prossimo Natale e le festività natalizie. Assicuro un ricordo nella preghiera per voi, per le vostre famiglie, per l’Ucraina e per tutti gli Ucraini, mentre imparto di cuore la Benedizione Apostolica. Buon Natale!]

© Copyright 2011 - Libreria Editrice Vaticana