Don Divo Barsotti

Arquivo do blog

sábado, 1 de dezembro de 2012

S. Alfonso Maria de Liguori Apparecchio e ringraziamento…messa per il sabbato

S. Alfonso Maria de Liguori
Apparecchio e ringraziamento…messa
IntraText CT - Lettura del testo 
 
CONSID. VII. PER IL SABBATO

Festinans descende, quia hodie in domo tua oportet me manere. (Luc. 19. 5.)


Immaginati, come Gesù Cristo dica a te stamattina queste istesse parole che già disse a Zaccheo: Presto, vieni all'altare, ch'io voglio entrare oggi nella casa dell'anima tua per conservarle la vita, per guarire le sue piaghe, e per infiammarla del mio amore. Sì tutto ciò fa il divin sagramento. Egli è pane che dà vita all'anima: Panis quem ego dabo, caro mea est pro mundi vita 1. Egli è medicina con cui siamo liberati e preservati da' peccati: Antidotum quo liberemur a culpis quotidianis, et a peccatis mortalibus praeservemur 2. Egli è fuoco che infiamma l'anima del santo amore; sicché tutti (come dice il Grisostomo), se noi non mettessimo impedimento, partiremmo dall'altare flammam spirantes, terribiles effecti diabolo.


Ma, mio Dio, come poi tanti sacerdoti, che ogni settimana si cibano di questo pane celeste, invece di ardere di divino amore, si vedono sempre più attaccati al mondo? e vanno sempre all'altare cogli stessi peccati veniali deliberati? Tutto nasce, perché vanno a celebrare senza fine e desiderio di farsi santi, ma o per interesse o per uso fatto. E perciò sempre commettono gli stessi difetti; e così s'accostano alla morte, e se ne vanno a render conto a Gesù C. della loro vita menata nel sacerdozio tutta tepida e disordinata.

 
Sacerdote mio, se tu sei uno di costoro, vedi che questo pane celeste non ti gioverà a farti santo, ma ti renderà più reo per tua colpa avanti al divin tribunale. Emendati; pensa che la morte si avvicina. Rifletti, quali sono quegli attacchi e quei difetti che t'impediscono di avanzarti nel divino amore, e toglili. Pensa che sei sacerdote. Pensa che Dio ti ha eletto per suo favorito e non potea farti più grande di quello che t'ha fatto.

 

Affetti


O Dio d'infinita maestà, voi volete venire questa mattina nell'anima mia ad alloggiare; ma le case dove voi abitate, debbono esser sante: Domum tuam decet sanctitudo, Domine 3. Come potrò ricevervi io che sono così imperfetto e pieno di difetti? Domine, non sum dignus, ut intres sub tectum meum.


Ah, mio Redentore, se ora dovessi comparire al vostro giudizio, qual buon conto vi darei di tante messe dette, e degli anni in cui sono stato sacerdote? Signore, aspettatemi, non mi giudicate ancora: Non intres in iudicium cum servo tuo 4. Aspettatemi un altro poco per pietà: Dimitte me, ut plangam paululum dolorem meum, antequam vadam, et non revertar 5. Datemi un altro poco di vita, acciocché io pianga l'ingratitudine, con cui sinora vi ho trattato, o Gesù mio. Voi m'avete fatto sacerdote; ma qual vita di sacerdote io misero ho fatta finora? Con tante messe e comunioni avrei avuto da diventar tutto fuoco del vostro amore, tutto puro e santo. Per voi già non è mancato, tutto è mancato per colpa mia, e per gli impedimenti ch'io ho posti alla vostra grazia. La mia vita non vi ha



- 823 -



onorato no, ma vi ha disonorato appresso il cielo e la terra. Voi mi avete cacciato dal mondo, ed io ho amato il mondo più che gli stessi mondani. Mio Dio, pietà, non mi abbandonate ch'io voglio emendarmi. Mi pento con tutto il cuore di quanti disgusti vi ho dati. Voglio cominciare ad amarvi da vero, voglio cominciare da questa mattina, in cui vi ho da tornare a ricevere.


Vi amo, o Dio dell'anima mia, vi amo, mio Salvatore, che per salvarmi e farmi vostro sacerdote avete data la vita: Domine, non sum dignus, ut intres sub tectum meum, sed tantum dic verbo, et sanabitur anima mea. Perdonatemi, Gesù mio, e sanatemi. Distaccatemi dal mondo, e legatemi strettamente a voi; fatemi vivere da sacerdote, quale m'avete fatto. Caro mio Redentore, i meriti vostri sono la speranza mia. Eterno Padre, vi offerisco questa mattina Gesù Cristo, acciocché mi rendiate tutto vostro. Maria ss., pregate Gesù per me.





RINGRAZIAMENTO VII. PER IL SABBATO.

Loquere Domine, quia audit servus tuus.

(1. Reg. 3. 9.)


Caro mio Gesù voi siete venuto di nuovo a visitare questa mattina l'anima mia; ve ne ringrazio con tutto il cuore. Giacché siete venuto, parlate, dite quel che volete da me, che io tutto voglio farlo. Io meriterei che voi non mi parlaste più, mentre tante volte sono stato sordo alle vostre voci con cui mi avete chiamato al vostro amore, ed io ingrato vi ho voltate le spalle. Ma dell'offese che vi ho fatte già mi son pentito; ora di nuovo me ne pento e spero che già mi abbiate perdonato. Ditemi dunque che volete da me, ch'io tutto voglio adempirlo.


Oh vi avessi sempre amato, mio Dio: misero me, e quanti anni ho perduti! Ma il vostro sangue e le vostre promesse mi fanno sperare di compensare per l'avvenire il tempo perduto, con attendere solo ad amarvi e darvi gusto.


Io vi amo, mio Redentore, vi amo, mio Dio, ad altro non anelo, che ad amarvi con tutto il mio cuore, e di morire anche per amore di voi che siete morto per amor mio. Amore amoris



- 829 -



tui (vi dirò con s. Francesco) moriar, qui amore amoris mei dignatus es mori. Voi, Gesù mio, vi siete dato tutto a me, mi avete dato tutto il vostro sangue, la vita, tutti i vostri sudori, tutti i vostri meriti, non vi è restato più che darmi; io mi dono tutto a voi, vi dono tutte le mie soddisfazioni, tutti i piaceri della terra, il mio corpo, l'anima, la volontà; non ho più che darvi; se più avessi, più vi darei. Caro mio Gesù, voi mi bastate.


Ma, Signore, fate voi ch'io vi sia fedele; non permettete ch'io mutando volontà vi abbia a lasciare. Spero per la vostra passione, o mio Salvatore, che ciò non abbia mai a succedere. Voi avete detto: Nullus speravit in Domino et confusus est 1. Dunque ben fermamente posso dire anch'io: In te, Domine, speravi, non confundar in aeternum. Io spero e voglio sempre sperare, o Dio dell'anima mia, che non avrò mai più a patir la confusione di vedermi separato da voi e in disgrazia vostra: In te, Domine, speravi, non confundar in aeternum.


Dio mio, voi siete onnipotente, fatemi santo; fate ch'io vi ami assai, fate che io non tralasci cosa che intenda esser di gloria vostra, e vinca tutto per darvi gusto. Beato me, se perdo tutto per fare acquisto di voi, e del vostro amore! Voi a questo fine mi avete data la vita: fate ch'io la spenda tutta per voi. Io non merito grazie, ma castighi; ed io vi dico, castigatemi come volete, ma non mi private del vostro amore. Voi senza riserba avete amato me: io senza riserba voglio amar voi, bene infinito, amore infinito. O volontà di Dio! voi siete l'amor mio. O Gesù mio! voi siete morto per me: oh potessi anch'io morire per voi, e far colla mia morte che tutti vi amassero! O infinito bene, infinitamente amabile! io vi stimo ed amo sopra ogni cosa. O Maria! tiratemi voi tutto a Dio; datemi confidenza in voi, e fate ch'io sempre a voi ricorra; voi mi avete da far santo colla vostra intercessione: così spero.

Viva Gesù nostro amore,

E Maria nostra speranza.