Don Divo Barsotti

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quinta-feira, 9 de maio de 2019

IL NOSTRO BATTESIMO DON DIVO BARSOTTI

                                                                           português


Ora per quanto riguarda il Battesimo di Gesù, che cosa vuol dire per noi vivere questo mistero? Nel Battesimo Gesù assume tutti i nostri peccati, si è fatto solidale con noi. Cosa vuol dire allora per noi vivere questa festività? Vuol dire vivere nel Battesimo di Gesù fintanto che Egli abbia preso tutto da ciascuno di noi e ci abbia dato ogni cosa. E come Egli prende tutto da noi? Attraverso il nostro Battesimo.
Nel nostro Battesimo infatti noi deponiamo — diceva San Gregorio di Nissa — le nostri pelli, i nostri vestiti fatti di pelli morte, deponiamo cioè la nostra mortalità, deponiamo in Cristo il nostro peccato e così siamo rinnovati. II primo effetto del Battesimo è la remissione dei peccati.
I peccati ci sono rimessi per il fatto stesso che Lui li assume, li prende sopra di Sé e noi diveniamo figli di Dio. Gesù ha preso sopra di Sé il peccato del mondo, emergendo dalle acque ha ottenuto per tutti l'adozione filiale, ma poiché noi non c'eravamo in quel momento, non abbiamo preso parte a tutto ciò. Quel mistero si fa ora presente nel nostro Battesimo.
Il Battesimo implica il nostro morire, essere sepolti sotto l'acqua, come dice san Paolo nella lettera ai Romani e implica anche una nostra resurrezione, un nostro emergere dalle acque, vivere come figli di Dio e ascoltare la voce del Padre che ci riconosce suoi figli. Vedete, come s'inizia col Tempo dell'Avvento e cioè con il Natale di Gesù l'anno liturgico, così s'inizia ogni anno la nostra vita. È talmente grande il mistero al quale dobbiamo partecipare, che non si può celebrare ogni anno il Natale senza che si ripeta per noi la medesima grazia perché, per vivere pienamente la grazia del Cristo, quante conversioni s'impongono!
AI principio ci sembra che la nostra conversione sia vera, sia totale per il fatto che lasciamo il peccato. Quando abbiamo lasciato il peccato, scopriamo in noi più peccati di prima: saranno meno gravi, ma sono più numerosi, ci accorgiamo di tante debolezze, di tante imperfezioni, di tanta polvere che si depone nella nostra anima. Dio è tanto grande, tanta immensa la sua santità che il nostro cammino verso di Lui è una novità continua, come se non l'avessimo mai conosciuto. Infatti, tanto Egli ci chiede di più, tanto Egli ci dona di più. Allora noi comprendiamo perché i santi tanto più s'avvicinano a Dio, quanto più si sentano peccatori e così potevano ottenere da Dio una maggiore effusione di grazia. Pensate a cosa dice san Francesco d'Assisi: «Chi sono io umilissimo verme? Chi sono io e chi sei Tu?». Nella luce divina che tanto più si manifesta all'anima, si scopre anche più intensamente la nostra povertà, la nostra miseria, il nostro peccato. Ma non si scopre questo nostro peccato che nell'atto stesso in cui Dio lo perdona.