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terça-feira, 11 de novembro de 2014

Padre Mateo Crawley, IL SANTO SACRIFICIO DELLA SANTA MESSA


Il mistero della divina Eucaristia comprende due meravi­gliosi capitoli: il Santo Sacrificio della Messa, fonte divina, inesauribile di grazia... e il Santo Sacrificio dell'Altare che, sotto il punto di vista teologico, è il Consummatum est, la con­sumazione liturgica del Sacrificio.


Normalmente entrambi dovrebbero restare spiritualmente uniti.


Disgraziatamente succede spesso che, senza un motivo sufficiente, si separa l'uno dall'altro, non senza detrimento per la vita eucaristica come pure per la vita spirituale. Il Santo Sacrificio è la fonte di vita divina da cui deriva il torrente sacro che è il Sacramento... Così la Santa Comunione e il Santo Tabernacolo sono torrenti di grazie che sgorgano dal Sacrificio.


Stabiliamo subito, con due affermazioni tanto categori­che quanto dottrinali, la differenza reale che esiste tra l'uno e l'altro.


Il Sacrificio è l'Offerta che il Verbo fa di Se stesso al Padre con queste parole: "Ecco lo vengo, o Dio, per fare la tua volontà" (Eb X, 7) - "Si è fatto obbediente fino alla morte, e alla morte di Croce" (Fil II, 8). Il Sacrificio è dunque la realizzazione ineffabile, sull'Altare come sul Calvario, di que­ste parole: "Tradidit semetipsum"! (Ef V, 2). Per la gloria del Padre e la redenzione dell'uomo colpevole, il Figlio di Dio si abbandona in olocausto al Padre... Abbandono mille volte sublime che si potrebbe glossare con queste povere parole: "Padre, poiché tu vuoi che io muoia, sia fatta la tua volontà!... Sì, mi sono incarnato per poter morire crocifisso, perché vo­glio essere tua Vittima di lode e di propiziazione. Io voglio, Padre, glorificarti tanto e molto più di quanto il peccato ti ab­bia oltraggiato".


E che cos'è il Santo Sacramento? Dopo essersi così ab­bandonato al Padre, il Figlio si volge verso di noi, suoi "filioli", i suoi piccoli figli, e ci dice: "Il Banchetto reale è già pronto, venite dunque tutti, mangiate il mio Corpo, bevete il mio San­gue. Ora io mi do a voi... Venite. Io sono la Manna discesa dal Cielo. Io sono il vostro Nutrimento e il vostro Pane. Io sarò Gesù-Ostia, tutto vostro, fino alla consumazione dei se­coli".


Nel Sacrificio, il Verbo fatto carne si dà al Padre quale Ostia. Nel Sacramento, sempre quale Ostia, si dà alla Chiesa e al popolo fedele.




È dunque chiaro che Gesù-Vittima è assolutamente la stes­sa Ostia nel Sacrificio e nel Sacramento. Ma l'Ostia del Sa­crificio non è offerta che al Padre... mentre l'Ostia del Sacra­mento è data e abbandonata ai fedeli. leggere...