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sábado, 19 de julho de 2014

LA SANTA MESSA di Don Vincenzo Cuomo . «La comunión en la mano no tiene nada que ver con la Iglesia primitiva, es de origen calvinista» .Cardeal Ranjith: Comunhão deve ser recebida de joelhos




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  • http://www.lovingit.co.uk/images/2008-10_communion-kneeling.jpg

    Athanasius Schneider, experto en Patrística y obispo auxiliar en Kazajistán, explicó en una emisora de Radio María cómo se comulgaba entonces.


    In Religión en Libertad

    Athanasius Schneider tiene 50 años, es ucraniano y desde 2006 ha ejercido como obispo auxiliar en dos diócesis de Kazajistán, una ex república soviética con un 26% de población cristiana, mayoritariamente ortodoxa pero con una pujante comunidad católica.

    Recientemente, monseñor Schneider, que es experto en Patrística e Iglesia primitiva, explicó en la emisora de Radio María en el sur del Tirol las diferencias entre la forma de comulgar en la Iglesia primitiva y la actual práctica de la comunión en la mano.

    Según afirmó, esta costumbre es "completamente nueva" tras el Concilio Vaticano II y no hunde sus raíces en los tiempos de los primeros cristianos, como se ha sostenido con frecuencia.

    En la Iglesia primitiva había que purificar las manos antes y después del rito, y la mano estaba cubierta con un corporal, de donde se tomaba la forma directamente con la lengua: "Era más una comunión en la boca que en la mano", afirmó Schneider. De hecho, tras sumir la Sagrada Hostia el fiel debía recoger de la mano con la lengua cualquier mínima partícula consagrada. Un diácono supervisaba esta operación.

    Jamás se tocaba con los dedos: "El gesto de la comunión en la mano tal como lo conocemos hoy era completamente desconocido" entre los primeros cristianos.

    Origen calvinista
    Aun así, se abandonó aquel rito por la administración directa del sacerdote en la boca, un cambio que tuvo lugar "instintiva y pacíficamente" en toda la Iglesia. A partir del siglo V, en Oriente, y en Occidente un poco después. El Papa San Gregorio Magno en el siglo VII ya lo hacía así, y los sínodos franceses y españoles de los siglos VIII y IX sancionaban a quien tocase la Sagrada Forma.

    Según monseñor Schneider, la práctica que hoy conocemos de la comunión en la mano nació en el siglo XVII entre los calvinistas, que no creían en la presencia real de Jesucristo en la eucaristía. "Ni Lutero", que sí creía en ella aunque no en la transustanciación, "lo habría hecho", dijo el obispo kazajo: "De hecho, hasta hace relativamente poco los luteranos comulgaban de rodillas y en la boca, y todavía hoy algunos lo hacen así en los países escandinavos".

    http://jesus-logos.blogspot.com/

    LA SANTA MESSA di Don Vincenzo Cuomo

    LA SANTA MESSA
    di Don Vincenzo Cuomo - Casa Mariana Editrice
    Mi accingo a spiegare ai fedeli il mistero della Santa Messa.
    Immaginate che, terminata la Santa Messa, un fedele venga avvicinato da un musulmano che gli chiede: «Che cosa è questa Santa Messa?».
    Quanti cattolici sarebbero in grado di dare delle spiegazioni sufficienti?
    Dobbiamo prendere atto che tanta gente che va a Messa non è cosciente del mistero che vi è na­scosto.
    Perciò avviene che sono molti quelli che vi assistono (come ad uno spettacolo...) pochi quelli che vi partecipano attivamente.
    Dico una ... impertinenza! Probabilmente an­che qualche sacro Ministro celebra la Santa Messa senza approfondire il Mistero di cui lui stesso è protagonista. Questo potrebbe spiegare il fatto che qualche Messa dura ... un quarto d'ora!

    LA SANTA MESSA MISTERO DELLA PRESENZA DI GESÙ TRA GLI UOMINI
    La parola Mistero non vuol dire qualcosa di fantasioso, di astratto, frutto di finzione della mente ma praticamente inconsistente, nulla di concreto e reale! Questo è un tragico errore!
    Mistero è un fatto, una realtà sia spirituale sia materiale la cui natura sfugge alla capacità della mente umana.
    Altro è sapere che una cosa c'è, altro è com­prendere la natura della cosa. Il non comprendere dipende dal mistero in se stesso e dai nostri limiti.
    Chi può mettere in dubbio i nostri limiti sia sul piano fisico sia sul piano spirituale?
    Abbiamo la... vista, ma non vediamo i micro­bi, non possiamo fissare il sole perché la sua luce è superiore alla nostra capacità visiva... così vi sono delle realtà spirituali di cui possiamo conoscere la esistenza ma non la natura. Questo vale in modo particolare per le realtà che sono al di sopra o al di fuori della natura che noi conosciamo. Tale è il Mistero della Unità e Trinità di Dio e tutte le altre verità della Fede che noi crediamo perché Dio stesso le ha rivelate.
    I fenomeni che riguardano gli Angeli - buoni o cattivi - e la loro natura si chiamano preternaturali, cioè al di fuori o al di là della natura; si chiamano soprannaturali quelli che riguardano Dio stesso e che solo Dio può realizzare.
    La Messa entra nel novero dei fenomeni so­prannaturali.
    Con la Santa Messa Gesù ha voluto assicurare la sua presenza tra gli uomini sino alla fine del mondo. Diciamo, perciò, che la Santa Messa è Mi­stero di presenza.
    In tal modo si realizza nel tempo e nello spa­zio il desiderio di Dio di entrare e rimanere in co­munione di amore con la creatura umana e realizza anche la comunione della creatura umana con Dio. È una iniziativa presa da Gesù stesso alla fine della sua vita tra noi quando aveva 33 anni e in prossimità della sua Passione e Morte. Questo de­siderio Gesù lo ha espresso chiaramente: «Io non vi lascerò orfani... », «Ecco, io sono con voi sino alla fine del mondo». Questo avviene per mezzo del Sacrificio Eucaristico che noi chiamiamo anche «la Santa Messa», Sacrificio del Nuovo Testamen­to o della Nuova Alleanza.
    Esso ha avuto inizio nell'ultima Cena in modo incruento (cioè senza effusione esterna di sangue), si è consumato sul Calvario prolungandosi sempre come unico e perfetto Sacrificio nella celebrazione della Santa Messa.
    Il Sacrificio eucaristico realizza la Nuova Al­leanza prefigurata dal Sacrificio dell'Antica Al­leanza-Nuovo Testamento-Vecchio Testamento.
    Spieghiamo il significato della parola Testa­mento.
    La parola Alleanza rende meglio il significato di Testamento. Nella nostra lingua «Testamento» vuol significare un atto giuridico unilaterale col quale chi possiede qualcosa la lascia in eredità ad una persona fisica o morale. Invece nel linguaggio biblico la parola Testamento va presa nel significa­to di «alleanza», di un patto stipulato tra due perso­ne con clausole su cui s'accordano ambedue.
    Nel Vecchio Testamento (V.T.) il patto di al­leanza era stipulato e ratificato nel contesto di un'azione sacrificale, di un sacrificio; quindi un atto religioso. leggere...